Populismo globale e minacce ibride:visioni a confronto con Marco Mayer

Marco Mayer è uno dei più autorevoli esperti italiani di intelligence, sicurezza cibernetica e relazioni internazionali. Docente alla LUISS di Roma e consulente di lunga data per istituzioni pubbliche e private, Mayer ha un profilo accademico e professionale di primo piano, capace di coniugare una solida preparazione teorica con una profonda conoscenza dei meccanismi geopolitici globali. È considerato un pensatore lucido e controcorrente, capace di interpretare con grande anticipo le dinamiche più complesse del nostro tempo.

In questa intervista, rilasciata al rientro da un viaggio negli Stati Uniti, il Professore riflette sulle tensioni politiche e sociali che attraversano l’America di oggi, sul ruolo controverso di Elon Musk, sulle sfide dell’intelligenza artificiale applicata alla difesa, nonché sulla delicata questione della guerra in Ucraina. Particolarmente interessanti sono anche le sue considerazioni sull’Europa e sull’Italia: dalle politiche migratorie all’abuso d’ufficio, fino alla necessità di rafforzare una vera cooperazione europea nel campo della difesa e della cybersecurity.

Un dialogo a tutto campo con uno dei più attenti osservatori del presente.

L’ intervista

D. Cosa pensa dell’accordo raggiunto a Jedda tra USA e Ucraina sui 30 giorni di cessate il fuoco?

R. In questo momento il cerino é passato nelle mani del Presidente Vladimir Putin. Non ha altra strada che negoziare rapidamente un accordo oppure continuare l’aggressione armata. Speriamo che fermi i bombardamenti, ma le notizie che in queste ore da Odessa sono brutte: il centro storico e il porto sono stati colpiti dai russi e ci sono stati almeno quattro morti.

D. E qual’ é la posta in gioco per il Presidente Donald Trump?

R. E’ alta anche per il Presidente americano. Ha sempre detto che la Russia era pronta ad un accordo, ma senza portare elementi concreti. Vedremo se é vero o se il suo é stato un bluff. In questo caso si indebolirebbe per la perdita di credibilità internazionale.

D. Durante il suo recente viaggio negli Stati Uniti, quali impressioni ha avuto riguardo all’attuale clima politico e sociale?

R. Sono stato prevalentemente a Boston, Beacon e New York, quindi nella East Coast, e ho incontrato soprattutto persone di orientamento democratico o semplicemente liberal. Non ho toccato il centro dell’America, dove Trump è più forte. Mi riferiscono però che su andamento negativo della borsa (e Nasdaq in particolare ) c’è una grande preoccupazione (bypartizan.https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/aziende/2025/03/11/i-supermiliardari-in-prima-fila-al-giuramento-di-trump-hanno-perso-209-miliardi_cf4d2cf2-e104-4400-9df5-4155f75fb2b8.html) La mia personale impressione è che alcune posizioni della nuova amministrazione siano inquietanti e confuse soprattutto per quanto riguarda la scienza e gli aiuti allo sviluppo. Ma si conferma l’esistenza di anticorpi molto robusti nel sistema politico americano. È giusto avere riserve su Trump e la sua squadra, ma sarebbe sbagliato trarre conclusioni affrettate sugli Stati Uniti che restano una grande democrazia, la più grande del mondo dopo l’India. Negli USA una corrente di destra e suprematista c’ è sempre sempre si tratta di capire quali fattori hanno provocato una così forte espansione del populismo nel Partito Repubblicano.

D. Cosa intende per anticorpi?

R. Mi riferisco alla Corte Suprema che – per esempio – ha ritenuto illegittimo il blocco dei fondi già pianificati relativi a USAID. Bill Gates ha dichiarato alla CNN che tagliare da un giorno all’altro i finanziamenti per la salute globale avrebbe causato dieci milioni di morti.
http://(https://edition.cnn.com/2020/04/15/business/who-funding-bill-gates-dangerous/in…

foto CNN

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA ImageChange Image

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.