Ricorre oggi la Giornata mondiale delle vittime del terrorismo e, per ricordare come dietro le celebrazioni ufficiali ci siano quasi sempre vite spezzate e ferite invisibili che chiedono ancora giustizia descriviamo un fatto accaduto nell’ormai lontano 14 luglio 2016 quando, verso le ore 22:30, una folla di persone stava assistendo sulla Promenade des Anglias, la passeggiata sul lungomare di Nizza, nell’occasione trasformata in isola pedonale, allo spettacolo pirotecnico allestito per le celebrazioni della festa nazionale francese allorché, improvvisamente un autocarro di colore bianco, si scagliò ad alta velocità sulla folla investendo centinaia di persone e provocando il panico.

La corsa del veicolo proseguì per 1.847 metri, durante la quale il conducente sparava all’impazzata, forzando la zona pedonale, procedendo a zig zag allo scopo di provocare il numero massimo di vittime; il risultato dell’azione: ottantaquattro morti tra i quali sei italiani e poco più di quattrocentocinquanta feriti .

Tra di essi due coniugi italiani, Mauro Giuseppe Sardu e Ombretta Romanin, torinesi, per i quali lo Stato francese riconobbe immediatamente la condizione di “ vittime del terrorismo “: lo Stato italiano invece, negando loro dignità e i loro diritti, respinse le loro richieste di vedersi riconosciute le invalidità conseguenti al fatto ed il diritto ad un risarcimento economico: la Prefettura di Torino prime ed il Ministero dell’ Interno poi respinsero le richieste, arrivando perfino a mettere in discussione la loro presenza sulla scena dell’attentato.

La coppia fu costretta a rivolgersi all’Osservatorio Vittime del Dovere e all’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’associazione, che ha intrapreso una dura battaglia legale contro il Ministero, raccogliendo una mole di documenti ufficiali provenienti dal Governo francese – dal tracciamento GPS dei cellulari al riconoscimento della medaglia nazionale alle vittime del terrorismo – che hanno smentito punto per punto le tesi del Ministero e della Prefettura di Torino difese dall’Avvocatura dello Stato Italiano.

Alla prima udienza, il colpo di scena: la stessa Avvocatura ha dovuto riconoscere la presenza dei coniugi a Nizza. Il Tribunale, con una consulenza medico-legale, ha poi accertato le gravi conseguenze psicologiche dell’attentato: un disturbo post-traumatico da stress cronico che ha stravolto le loro vite. La sentenza ha fissato per entrambi un’invalidità del 43%, riconoscendo il diritto a un assegno vitalizio di 500 euro e a uno speciale assegno mensile di 1.033 euro.

Andrea Gentili

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