La Cina sempre più vicina all’Occidente come stile di vita e riduzione di nascite per donna
Porto di Hong Kong foto dell’Autore
Eravamo stati circa trent’anni fa in Cina con un numeroso gruppo di cardiologi per un Congresso italo cinese, coordinato dall’Associazione Italia-Cina. Era appena il secondo gruppo italiano in un paese lontano e misterioso, dopo la primogenitura ottenuta dal Presidente Craxi con un altrettanto folto gruppo socialista.
La capitale Beiijng (Pechino) era un fiorire di grattacieli ma per le strade solo scritte solo in cinese, per noi tanto incomprensibili da farci uscire dall’Hotel con un biglietto prestampato da dare al taxista in ogni caso, con la scritta in inglese e ideogrammi “riportami all’ Hotel…tal dei tali”.
In questi trent’anni tante cose sono cambiate, i cinesi sono ai vertici della tecnologia e la Cina é quella definitiva potenza mondiale con penetrazione in tutti i mercati. Ma la Cina somiglia sempre di più al ricco Occidente industrializzato anche come stile di vita che è sempre meno votato al sacrificio e lavoro come nel passato. La ricchezza accumulata in solo pochi decenni ha fatto perdere ai giovani la voglia di fare figli ma non di godersi un pò la vita insieme a carriera e lavoro.
IA Ph
Le statistiche parlano chiaro, in Cina c’è un calo di nascite che preoccupa i governanti. Mao come Mussolini sosteneva che il “numero è potere” ma non si riesce a venir fuori dalla tendenza delle famiglie ad avere un solo figlio come anche in Italia che vede ridurre le nascite con un leggermente superiore 1,18 figli, per donna.
I governanti cinesi stanno cercando di correre ai ripari aumentando gli incentivi per far sposare più giovani coppie e con una legge che a partire dal 1° gennaio 2026, tasserà nuovamente profilattici e pillola anticoncezionale.
