“In merito all’accordo sul Mercosur, come già dichiarato in Parlamento dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e ribadito anche al presidente del Brasile Lula, il Governo italiano è pronto a sottoscrivere l’intesa non appena verranno fornite le risposte necessarie agli agricoltori, che dipendono dalle decisioni della Commissione europea e possono essere definite in tempi brevi. Lo rendono noto fonti di Palazzo Chigi.
La questione ruota intorno all’accordo tra la Ue e il Mercosur, che proprio al fotofinish rischia di complicarsi per la contrarietà del mondo agricolo e di alcuni paesi, Francia in testa, che avvertono sui rischi che un simile accordo comporterebbe per un settore come quello agricolo, già pesantemente colpito da pandemia, guerre e regole green.
“Oggi ho chiamato il primo ministro Meloni – ha detto il presidente brasiliano Lula -. Con mia grande sorpresa, ho scoperto che anche l’Italia, insieme alla Francia, non voleva firmare l’accordo a causa di una questione politica che coinvolge gli agricoltori”. Secondo il presidente brasiliano, durante il colloquio con la premier, “Meloni mi ha spiegato che non è contraria all’accordo. Ma che sta solo vivendo un certo imbarazzo politico a causa degli agricoltori italiani, ma che è sicura di riuscire a convincerli ad accettare l’accordo”.
Quindi, la presidente del Consiglio ha assicurato a Lula – che detiene la presidenza di turno del Mercosur – che “se avremo la pazienza di aspettare una settimana, dieci giorni, al massimo un mese, l’Italia aderirà all’accordo. Le ho detto che riferirò quello che mi ha detto alla riunione del Mercosur e chiederò ai colleghi di decidere cosa vogliono fare”. Ieri, durante l’ultima riunione di governo dell’anno, Lula aveva avvertito che se l’accordo commerciale tra l’Unione Europea ed il Mercosur non sarà firmato sabato a Foz do Iguacu, come previsto, non sarà siglato sotto la sua presidenza. “Li ho già avvertiti: se non lo facciamo ora, il Brasile non firmerà più l’accordo finché sarò presidente”, aveva detto in un riferimento alla scadenza del suo mandato il prossimo autunno.
“Bisogna vedere quali sono le condizioni, l’Italia non e’ mai stata chiusa ad ascoltare le richieste di tutti. Ci sono dei problemi che riguardano, pero’, il mondo agricolo che non sono stati ancora completamente risolti. Una volta risolti quelli, l’Italia e’ pronta a sostenere l’accordo Ue-Mercosur”. Lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani, a margine del prevertice dei popolari europei.
“In linea di massima – ha messo in chiaro – e’ una scelta che noi condividiamo al 100 per cento. Bisogna soltanto risolvere il tema agricolo dopodiche’ l’Italia sara’ assolutamente pronta a firmare. Prima si risolve, meglio e’. Non e’ che non vogliamo risolverlo”. Quanto all’intesa sulle clausole di salvaguardia raggiunta nella notte tra Europarlamento e Consiglio, “ci sono dei punti ancora da vedere. Certo, e’ un segnale che va nella buona direzione, ma vedremo durante il Consiglio quali saranno effettivamente le garanzie che verranno date agli agricoltori sui temi che abbiamo sollevato. E’ un passo in avanti ma non so se e’ sufficiente”.
Insomma slitta ancora la forma sull’accordo attesa da oltre 25 anni, per la sostanziale contrarietà degli agricoltori che proprio oggi hanno protestato a Bruxelles, che vedono a rischio il loro settore per la concorrenza sleale dei paesi sudamericani che non devono seguire per i loro prodotti le rigide regole burocratiche- sanitarie che impone la Commissione europea. Tra i grandi paesi, la Francia e la Polonia sono contrarie alla firma, mentre Germania e Spagna a maggior vocazione industriale spingono per un accordo. Dal fronte francese, la posizione resta di chiusura. Sul Mercosur “il conto non torna” e “questo accordo non può essere firmato”, ha scandito Macron arrivando stamattina al summit Ue, rivendicando la “coerenza di un’Europa che protegge la sua agricoltura e i suoi produttori. Siamo per il commercio, la Francia è una grande potenza agricola e agroalimentare che esporta”, ha aggiunto, ma “non possiamo accettare di sacrificare la coerenza della nostra agricoltura, la nostra alimentazione e la sicurezza alimentare dei nostri compatrioti su accordi che non sono ancora finalizzati”. Da qui la richiesta di “una clausola di salvaguardia, un freno d’emergenza” e di “misure di reciprocità. Chiediamo che il lavoro continui affinché le cose vengano fatte seriamente, affinché la nostra agricoltura venga rispettata’’. L’Italia gioca un ruolo fondamentale da ago della bilancia. Giorgia Meloni non è contraria all’accordo tra Ue e Mercosur, che dovrebbe essere firmato sabato, ma chiede più tempo “per convincere” gli agricoltori italiani. Coldiretti in testa, che sono sul piede di guerra.
Se tagliamo le risorse a favore dell’innovazione in agricoltura, del ricambio generazionale – nel piano finanziario l’Europa e la presidente von der Leyen propongono un taglio trasversale di 90 miliardi – è chiaro che mentre tutti gli altri Paesi nel mondo investiranno di più, noi perderemo quell’elemento di unicità e di competizione che fino ad oggi siamo riusciti a salvaguardare”, ha dichiarato il presidente Ettore Prandini a margine delle proteste.
