Vernole, 8 dicembre 2025 – Ore 18:30 – L’Auditorium della Scuola Primaria di Vernole era avvolto da una luce calda e soffusa. Non era solo una sala piena di persone: era un luogo dove ricordi, speranze e sogni si intrecciavano come le corde di un’arpa invisibile. Qui, tra il silenzio rispettoso e i battiti accelerati dei cuori, l’Istituto Comprensivo “Armando Diaz” di Vernole e Castri di Lecce ha ospitato la cerimonia della Borsa di Studio “Gina Margiotta”. Un gesto che non premia soltanto il talento, ma accende una scintilla dentro ogni giovane presente.
Non era una semplice premiazione: era un respiro di vita, un invito a credere nei propri sogni, a camminare con coraggio e a coltivare i valori che durano per sempre.

La scuola: un rifugio e un faro
Quando il Dirigente scolastico Pantaleo Conte ha preso la parola, le sue parole sembravano carezze: “La scuola è il luogo dove impariamo a cadere senza paura e a rialzarci senza vergogna”. Dietro ogni banco, dietro ogni lezione, c’è un mondo invisibile fatto di attenzione, dedizione e amore: insegnanti, educatori e collaboratori che ogni giorno plasmano persone, prima ancora che studenti.
Ogni parola era un invito a guardare oltre i voti e i premi: la vera ricchezza nasce dall’impegno, dalla curiosità e dalla capacità di non arrendersi.
Una comunità che crede nei giovani
Il Sindaco di Vernole, Mauro De Carlo, ha ricordato che investire nei giovani significa coltivare il futuro della comunità. Poi è intervenuto Gabriele De Giorgi, Sindaco dei Ragazzi, con parole colme di gratitudine verso la famiglia Corvino: “La scuola non cammina mai da sola quando istituzioni, famiglie e territorio condividono sogni e responsabilità”.
In quella sala, ogni parola si faceva ponte tra generazioni, un legame che unisce radici e speranze.
Pantaleo Corvino: la voce del cuore
Quando Pantaleo Corvino ha preso la parola, il silenzio si è fatto palpabile. La sua voce, calma e intensa, raccontava una vita fatta di sacrifici, di lontananze e di sfide affrontate

con coraggio. “Cadere non significa fallire. Fallire è smettere di provarci”, ha detto, guardando negli occhi i ragazzi.
Ha parlato della madre Gina Margiotta, a cui la borsa è dedicata, con parole che erano carezze e abbracci insieme: un gesto d’amore, memoria e gratitudine che supera qualsiasi riconoscimento professionale. In quel momento, non era un dirigente sportivo: era un figlio che parlava alla sua terra e ai suoi giovani.
Eroi silenziosi
Corvino non ha alzato la voce, non ha cercato applausi, eppure il suo esempio risuonava più forte di qualsiasi trofeo. Umiltà, rispetto, lealtà e fedeltà alle radici: valori che brillano più dei riflettori. Un faro per i ragazzi: se lui ce l’ha fatta, loro possono provarci.
I volti del futuro
Quando i vincitori della Borsa di Studio 2024/2025 sono stati proclamati — Gabriele

Lincidiano e Sofia Garofalo — l’Auditorium ha esploso in un applauso che sembrava accompagnare i loro sogni nel cielo. Non ricevevano solo un premio: ricevevano un compito prezioso, custodire e trasmettere valori di vita, cultura e impegno.
Tra musica, immagini e simboli
La serata è continuata tra note musicali, immagini di carriera e vita vissuta, il “Dizionario Corviniano”, targa e omaggio floreale alla famiglia Corvino. Ogni gesto, semplice e delicato, parlava più di mille parole.
Il momento finale è stato segnato dalla consegna de La Rosa Magica da parte di Luigina Altamura, Presidente del Consiglio d’Istituto: un simbolo di speranza, amore e bellezza interiore. Perfetto per una scuola che insegna a vivere prima ancora che a studiare.
Un’eredità da custodire
La Borsa di Studio “Gina Margiotta” non è solo un premio: è un abbraccio tra passato e futuro, tra valori tramandati e sogni da coltivare. È una promessa silenziosa ai ragazzi di oggi e agli uomini e alle donne di domani: credere nei propri sogni, seguire esempi autentici e restare fedeli alle proprie radici.
Quella serata resterà per sempre nel cuore: un respiro di emozione, un insegnamento di vita, un faro acceso sulle nuove generazioni.
