Il vicepremier Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ed ex ministro dell’Interno, è stato assolto definitivamente dall’accusa di sequestro di persona per il caso dei migranti salvati dalla nave Open Arms e trattenuti in Sicilia.
Duro il commento di Open Arms. «Non è una decisione tecnica, è una decisione politica. Neanche oggi si è fatta giustizia, ma si è costruita un’impunità», ha dichiarato Oscar Camps, fondatore dell’ONG. «Dire che non c’è reato quando un ministro blocca per giorni persone salvate in mare significa legittimare l’uso della sofferenza umana come strumento politico. Quanto è successo oggi è preoccupante per lo Stato di diritto. Questo precedente non solo cancella il passato, ma autorizza anche il futuro: autorizza altri governi a chiudere i porti e a trattenere le persone sulle navi. Noi continueremo in mare, loro continueranno nei palazzi. La Storia giudicherà chi sta dalla parte giusta», ha aggiunto.
Secondo l’avvocata di Salvini, Giulia Bongiorno, il processo non avrebbe nemmeno dovuto iniziare.
Commenti positivi sono arrivati dalla premier Giorgia Meloni e dal vicepremier Antonio Tajani.
Tace invece l’opposizione, che all’epoca aveva la maggioranza in Parlamento e votò per il rinvio a giudizio. Si è espresso solo Nardella, ,sindaco di Firenze, dichiarando che la sinistra rifarebbe quello che ha fatto e che non c’è da rallegrarsi per l’assoluzione, ma le decisioni della magistratura si rispettano.Tace anche Giuseppe Conte, che non ha mai difeso Salvini, pur augurandogli in alcune occasioni l’assoluzione.
Come ha ribadito Giulia Bongiorno, la nave Open Arms avrebbe avuto più possibilità di far sbarcare i migranti in Sicilia, a Malta e in Spagna. Offerte che sarebbero state sempre rifiutate perché, secondo la difesa, l’obiettivo era mettere in difficoltà il governo gialloverde e Matteo Salvini, allora diventato per molti un “eroe nazionale” per la linea dura sugli sbarchi.
In quei mesi la Lega aveva raggiunto il 33% alle elezioni europee ed era considerata il principale avversario politico.
La nave Open Arms ricevette la disponibilità allo sbarco sia da Malta sia dalla Spagna, che inviò una propria nave per trasferire i migranti.
L’imbarcazione si trovava nel porto di Lampedusa, a poche centinaia di metri dal molo, con tutta l’assistenza necessaria. Donne e minori erano già stati fatti sbarcare e i medici avevano detto ai circa ottanta migranti rimasti: «Diteci che state male e vi faremo sbarcare».
Nel frattempo, però, gli avvocati di Open Arms in Sicilia erano impegnati a presentare ricorsi.
Secondo questa ricostruzione, si sarebbe dunque trattato di un’operazione politica da parte di Open Arms, così come politica fu la decisione del governo gialloverde di bloccare gli sbarchi, una scelta in cui il peso della Lega era determinante.
Attilio Runello
