Il Napoli si prepara alla finale della Supercoppa Lega Serie A affrontando il Bologna, squadra detentrice della Coppa Italia.
Il Napoli affronta in terra araba il Bologna nella finale che assegnerà il prestigioso trofeo della Supercoppa, che prevede, in caso di parità dopo i tempi regolamentari, l’avvincente lotteria dei calci di rigore. In questa edizione, il destino ha voluto che la finale venga giocata dalla squadra che nella stagione 2024-2025 ha vinto il titolo nazionale e dal club che ha invece conquistato la Coppa Italia, l’altro importante trofeo nazionale. Sembra così essere tornati all’ originario format, quando la Supercoppa veniva assegnata appunto con scontro diretto tra le due vincenti suddetti titoli. La finale si gioca lunedì 22 dicembre alle ore 20, ora italiana.
Il Napoli cerca la rivincita di quel brutto pomeriggio al Dall’Ara, quando venne fatto letteralmente a “fette” dal Bologna. A fine gara di fatto si aprì quella crisi e quel momento di sconforto che motivò le dure considerazioni di mister Conte su una condotta di gara dei suoi calciatori caratterizzata da scarsa attenzione e vigore. E da quella sconfitta, si aprì dopo un mini ciclo di vittorie per i partenopei con squadre del calibro di Atalanta, Roma ed Juventus che riportarono il Napoli al comando della classifica.
Il Napoli arriva alla finale di lunedì con grosse motivazioni e soprattutto con la convinzione di far bene, grazie anche al ritrovato valore che il recupero di Lobotka, la pedina più importante dello scacchiere di centrocampo, l’equilibratore del gioco , il calciatore dai movimenti improvvisi e della costruzione della manovra. A galvanizzare l’ambiente partenopeo oltre alla presenza di alcuni giocatori usciti dal tunnel degli infortuni, c’è su tutti il ruolo di Lukaku, anche egli tornato dopo 4 mesi di assenza. Quanto pesa a livello motivazionale e di coesione il valore del centravanti belga tra gli azzurri ,lo testimonia il ripetuto abbraccio dalla panchina con Neres, autore del primo gol nella semifinale vinta con il Milan. Un gesto che ha trasmesso unione , spirito di squadra e grandi convinzioni.
Il Napoli sfida quindi il Bologna, squadra tonica, aggressiva che ha nel movimento e nei ritmi accentuati la sua principale caratteristica. La squadra felsinea merita questo palcoscenico della finale per quanto sta realizzando in questi anni, dalla qualificazione alla Champions League alla vittoria della Coppa Italia. Un vero esempio di organizzazione e simbiosi perfetta tra esigenze tecniche e esigenze finanziarie, che nonostante ogni anno perda per importanti plusvalenze fondamentali calciatori, è sempre lì a lottare per le posizioni di classifica che contano.
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