Il SIULM Marina: i sindacati dei militari non sono “Figli di un dio minore”

 

Il SIULM (Sindacato Unitario Lavoratori Militari) Marina non ci sta, e invia una dura lettera al Ministro della Difesa Guido Crosetto per chiedere di avviare finalmente relazioni sindacali improntate al rispetto del ruolo di rappresentanza sancito dalla normativa.

Il “casus belli” è la vexata quaestio che ha visto protagonista il “Soldato Foti” che, pur senza entrare nel merito della vicenda giudiziaria, secondo il Siulm Marina ha rappresentato la triste conseguenza di una legge sindacale che, nata male, anche in questa occasione ha visto la sua pessima applicazione.

«A prescindere dalla solidarietà che non possiamo non esprimere nei confronti del Collega Foti – scrive infatti il Siulm Marina – riteniamo che possa rappresentare l’occasione, ormai ineludibile e non più procrastinabile, per affrontare finalmente una questione che si trascina da troppo tempo: il processo di sindacalizzazione del comparto militare che non deve essere basato, come accaduto finora, solo su proclami e “belle intenzioni”, ma su un ruolo chiaro ed analogo a quello delle forze di polizia ad ordinamento civile

Secondo il Siulm Marina, ad oggi l’applicazione della Legge sindacale è stata basata su Decreti attuativi che hanno portato a un confronto con i sindacati limitato alla sola richiesta di pareri, come se fossero dei “compitini da fare a casa”. Tutto ciò con indifferenza nei fatti e risultati pessimi.

«Basti considerare – sottolinea il Siulm Marina – il cosiddetto “Decreto limiti” che ha persino limitato la capacità di rappresentanza sindacale. Un solo esempio: oggi sulle navi in navigazione non è più possibile organizzare, nel rispetto delle esigenze operative, un’assemblea sindacale, cosa che invece era possibile ai tempi del Cobar

Il Siulm Marina ritiene che sia arrivato il momento di “invertire la rotta”, già dall’elaborazione dei prossimi Decreti correttivi, per la cui elaborazione chiede di istituire da subito un tavolo di confronto con l’Amministrazione della Difesa.

«Questa sarebbe l’ultima occasione – scrive poi l Siulm Marina – affinché anche il “caso Foti” possa essere risolto rapidamente e rimanga un caso isolato, d’altronde noi stessi siamo stati testimoni che tali circostanze, all’epoca della rappresentanza militare, furono affrontare e superate. Queste prese di posizione del suo Dicastero ci danno l’impressione di una involuzione che ci riporta indietro di 40 anni e non, come sarebbe opportuno, di una evoluzione democratica».

A nome del Direttivo Nazionale

Il Segretario generale Siulm Marina

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