Natale, la festa per antonomasia della famiglia, manca pochissimo al via di un’iniziativa che promette di trasformare il Natale in un simbolo concreto di autentica coesione sociale anche in nome di quei valori cristiani e tradizionali che sono nostra cifra e patrimonio identitario. Dal cuore del cuore della Puglia, infatti, sta per partire un segnale di speranza che non a caso vede come capofila la città di Giovinazzo, il celebratissimo “satellite di Bari” noto per la sua bellezza e potenziale sito UNESCO anche per ciò che ha in termini di storia e di inarrivabili produzioni di nicchia.
Ed è proprio qui, nella “perla del nord barese”, che è stato ideato l’evento benefico “A Natale non state da soli, state con noi“, pensato per regalare un momento di convivialità a chi vive una condizione difficile e non può neppure permettersi un momento di felicità, mentre è in corso un vero e proprio boom di prenotazioni di sale e località di vacanza per chi è più fortunato.
Un’idea che, sebbene partita quasi con un passa parola a ridosso delle feste, ha finito con il coinvolgere non solo gli esercizi già rinomati di suo della città dove è stata partorita, ma ha entusiasmato subito, senza esitazioni, anche alcuni titolari dei limitrofi comuni di Bitonto e Grumo Appula…insomma l’embrione di quella che ha tutte le caratteristiche per potersi trasformare da «modello praticabile di welfare di prossimità» in una rete di solidarietà diffusa, avendo oltretutto come punto di forza, e garanzia, una sinergia tra pubblico e privato nella scelta delle famiglie da ospitare affidata agli Enti comunali del territorio.
Un’iniziativa che per i suoi forti contenuti valoriali e sociali non poteva restare un limitato esempio virtuoso, a dare una risonanza di carattere nazionale a questo modello di accoglienza sarà il lancio televisivo previsto per domani, 24 dicembre, tra le ore 6.00 e le 8.00, attraverso le sempre attente telecamere di UnoMattina News, su Rai 1, che si accenderanno proprio nel centro storico di Giovinazzo, in un locale di piazza Meschino. E cioè proprio laddove è nata questa idea, e ristorante che si trova praticamente a ridosso di quella Cattedrale di cui fu Vescovo il personaggio – realmente esistito – poi divenuto il romanzato protagonista de “Il nome della rosa”.
Sono infatti i proprietari di questo esercizio che hanno pensato di allargare questa iniziativa, subito accolta entusiasticamente da tutti, al fine di offrire un pranzo di Natale gratuito a una famiglia indigente, per farle vivere un momento di serenità e leggerezza in un periodo dell’anno dove la solitudine rischia di essere più pesante.« Un piccolo, grande gesto concreto verso chi ha di meno», ecco che ora sono già in tanti ad aver fatto proprio l’obiettivo di non lasciare solo nessuno e trasformando, così, il rito del pranzo natalizio in uno strumento di inclusione sociale replicabile, volendolo, in ogni comune d’Italia.
Questo l’appello e il messaggio che domani parte forte e chiaro dalla Puglia nel solco di un: “A Natale si può fare di più”. Ora a tutti gli altri raccoglierlo.
Enrico Tedeschi
