Il racconto di Maria Laterza ha per protagonisti dei gatti. E’ una classica favola, scritta in modo semplice e diretto, con delicatezza di accenti e un vivace dialogo. Contiene, come per ogni favola che si rispetti, una morale rivolta a grandi e piccini, partendo da un’osservazione di uno dei gatti: “sono strani gli uomini guardano sempre il cielo, sognano, aspettano le stelle, ma in realtà sono passati 3000 anni e non è cambiato nulla… la fame… le guerre”. Ma lo spirito del Natale non può lasciarci indifferenti. Il Natale non è una semplice aspettativa di una tavola ricca e imbandita, ma soprattutto una volontà di costruire la pace, magari cominciando da chi ci sta vicino ed ha bisogno di aiuto e di amore.
La Mia Gatta!
Mancava poco al grande giorno e Mia passeggiava infreddolita ed impaurita in quel grande cortile vuoto e silenzioso.
Pioveva incessantemente da due giorni e lei e i suoi amici vagavano alla ricerca di un riparo.
Lì in quel cortile Mia aveva incontrato Gustav, il suo migliore amico.
Gustav era un gatto anche lui introverso e gentile, l’aveva subito accolta in quella grande famiglia.
Mia era arrivata lì in una notte d’estate: «Ricordi Gustav… quando ci siamo conosciuti? Faceva un gran caldo era la notte di San Lorenzo e insieme alzavamo gli occhi al cielo in attesa della nostra Stella!».
Gustav: «Sì, Mia era la notte dei desideri…». (Mia e Gustav si abbracciano dolcemente,volgono lo sguardo verso il cielo ma c’erano dei grandi nuvoloni e di stelle quella sera se ne vedevano poche).
Nel frattempo era arrivata la fame e i loro pancini brontolavano, era da giorni che la signora Tina e sua figlia Sophie non si facevano vedere.
Tina era la gattara del quartiere, i gatti e la sua figliola erano la sua unica famiglia!
Gustav: «Mia cara, sono strani gli uomini guardano sempre il cielo, sognano, aspettano le stelle, ma in realtà sono passati 3000 anni e non è cambiato nulla… la fame… le guerre si eternizzano».
Mia: «Guarda quante lucine, quanti alberi di Natale dietro le finestre, quante stelle, tutti che lo aspettano. Ogni giorno alla stessa ora…».
Polvere: «Buonasera cari che fate aspettate anche voi il grande giorno?».
Dall’ultimo piano di un grande palazzo arrivano gli schiamazzi dei bambini… erano lì tutti insieme grandi e piccini, intorno ad un grande tavolo, giocavano a tombola e aspettavano.
Le loro mani profumavano di mandarino, sì di buccia di mandarino e al centro del tavolo una candela l’ultima di quella lunga attesa… si consumava lenta come lento era il tempo che trascorreva sul volto rugoso della loro nonna, che si lasciava dondolare davanti al camino al cui fianco si scorgeva una campana di vetro.
Un presepe di quegli antichi artigianali, come quelli di San Gregorio Armeno, era lì solo per essere guardato.
Mia: «Scusate, ma Gesù non è nato in una mangiatoia, senza porte e finestre … e loro lo mettono in una campana di vetro… che buffi gli uomini».
Tina: «Miaaaa… venite tutti, vi ho portato qualcosa di buono!».
I gatti affamati circondarono subito Tina facendo le fusa. Tina amava tanto quel momento…
Intenti a mangiare, lo sguardo di Tina e Mia si rivolse verso una finestra del 5°piano.
Mia: «Che belli, come sono teneri…».
Gustav: «Si abbracciano… ma guardate lì che scene orribili…»
Polvere: «Dove?».
Gustav: «In tv al secondo piano sono scene di guerra, un inferno…».
Polvere: «Basta a perdere tempo muoviamoci, c’è l’albero del quartiere da preparare!».
Gustav: «Come fai ad essere così indifferente e pensare all’albero…».
Polvere: «Tu che fai tanto il buonista, a me ci pensi? Non ho neanche un posto dove andare a dormire e ho anche Birba incinta, che a giorni deve partorire e poverina è lì sotto quelle foglie in attesa di un riparo».
Gustav: «Ma questo non è il tuo quartiere…torna da dove sei venuto…».
Mia: «Gustav vorrà dire che me ne andrò anch’io con loro perché con un gattaccio come te non ci resto… non hai un po’ di compassione…».
Gustav: «Compassione io? Che volete dire ora, che è mia la colpa se la tua gatta è incinta o se nel mondo c’è la guerra o che ci sono popoli affamati… non potrò io cambiare il mondo…?!».
Mia: «No Gustav non è colpa tua, ma intanto aiutiamo Polvere e la sua famiglia, questo lo possiamo fare…».
Gustav triste si allontana e pensa che la sua amica abbia ragione, bisogna trovare una soluzione.
Nel frattempo Sophie aveva visto la mamma Birba tutta impaurita e le aveva dato un po’ di latte caldo… miagolava e cercava con lo sguardo Polvere.
Mia insieme alla signora Tina aveva iniziato ad addobbare l’albero rincorrendo per il cortile le piccole e grandi palline, sembrava davvero un momento di gioia, tutti gli altri cuccioli erano arrivati nel cortile per dare anche loro una mano, ma si perdevano giocando.
L’albero gigante era quasi pronto, bello e luminoso e con un grande puntale…
Gustav…: «Hai ragione Mia, dobbiamo aiutare Polvere e la sua famiglia. Ho avuto un’idea… hai mai sentito parlare del presepe diiii… Greeee non mi ricordo…».
Mia: Di Greccio…? Vuoi dire Greccio? E cosa c’entra ora?».
Tina era lì vicino e non riuscì a non intromettersi: «Sìììì… ha ragione Gustav possiamo realizzare un presepe vivente, così Mia e la sua famiglia potranno trovare riparo e noi insieme a loro potremo attendere la grande Stella. Ci sarà posto anche per tutti i gattini infreddoliti».
Gustav: «Dai, a lavoro Polvere… procuriamoci dei cartoni e della legna… mancano solo tre giorni».
I gatti si misero presto a lavoro, arrivò la prima alba e poi la seconda, ma infine arrivò la seconda notte “il 24 dicembre del 1223”, un presepe ambientato in una mangiatoia con persone e animali…
Quella notte il cielo era luminoso e apparve subito una grande stella, accorsero tutti i gatti e cani del quartiere e anche la gente del palazzo… tutti ad aspettare il
Immagine della rubrica ecoculturale L’isola di Gary, con logo e scritta eco cultura.
Ruoli della rubrica
Rubrica “L’Isola di Gary – EcoCultura” a cura di: Maria Pia Latorre e Sandro Marano
Testo: Maria Laterza
Coordinamento editoriale: Marilù Murra
Appuntamento ogni martedì sul Corriere Nazionale
I contributi vanno inviati a
Agli autori e ai lettori, a ciascuno di voi va il pensiero più caro. Con affetto sincero e gratitudine profonda, da parte dell’isola, del Direttore dott. Antonio Peragine e di tutta la redazione del Il Corriere Nazionale
