Si sono appena concluse le elezioni regionali in Estremadura, regione della Spagna che ha come capitale regionale Siviglia.
Mentre in Italia girano voci solo positive sul.boom.economico della Spagna del il governo di Sanchez, che noi dovremmo prendere a modello e imitare, in Estremadura il Psoe perde più della metà dei seggi.
In Estremadura ha governato il centrodestra grazie alla alleanza fra il partito popolare e Vox.
Adesso Vox ha raddoppiato i voti prendendoli, a quanto sembra, dai socialisti.
Il Psoe ha perso infatti 10 seggi in una regione che fino a poco fa era considerata un suo fortino. Conferme per il Pp, vola Vox. La sinistra di Podemos: dichiara che Sanchez «Sta consegnando il Paese in mano alla destra». Podemos è sia pure con le dovute distanze un partito simile si 5 stelle.
Alla vigilia del nuovo anno, per Pedro Sanchez la storia continua a non cambiare. Dall’Estremadura è arrivata una nuova batosta elettorale per quello che da due anni resiste come un governo di alleanza, costruito unendo le forze riformiste per tenere fuori il primo partito spagnolo (il Partito popolare) e gli estremisti di destra di Vox.
La comunità autonoma poco sopra Siviglia, fino a due anni fa fortino rosso, in una chiamata anticipata alle urne ha confermato la fiducia alla candidata conservatrice Maria Guardiola del Pp. E ha premiato enormemente proprio Vox, che ha fatto razzia di seggi a danno proprio del Partito socialista del premier. Nonostante tutto, il leader del governo ha preferito non commentare la debacle attirandosi le ire anche degli alleati: «È paralizzato e soddisfatto di sé, ma nega la realtà».
Sanchez è riuscito due anni fa a fare un governo mettendo insieme tutti i partiti di sinistra ottenendo una maggioranza risicata. Naturalmente non è tenuto a dimettersi, ma bisogna prendere atto che in Spagna non va tutto così bene.
I socialisti tuttavia avevano vinto lo scorso anno nella importante Catalogna e perso in Galizia e nei paesi baschi
Nei prossimi mesi si voterà nella importante Andalusia.
Sanchez paga non per la situazione economica ma per una serie di scandali che hanno coinvolto il governo.
È indebolito dai veri casi di corruzione – in primis, quello del suo potente ministro, ed ex braccio destro di Sánchez, José Luís Ábalos, che coinvolge altre tre persone considerate vicine al premier.
E poi dallo scandalo sulla gestione dei casi di comportamenti maschilisti di alcuni esponenti, anche al massimo livello, le denunce contro i quali per troppo tempo sono state messe a tacere e che ora stanno venendo fuori tutte insieme. Per un partito la cui base elettorale è soprattutto femminile e che si vanta – a torto o a ragione – di difendere il femminismo, è un gravissimo colpo per il quale si sta cercando di correre ai ripari.
E poi c’è la lawfare di una parte eversiva della magistratura spagnola che cerca in tutti i modi di colpire Sánchez, mettendo sotto accusa sua moglie e suo fratello, anche se la solidità delle accuse di corruzione in questo caso è quanto meno dubbia.
Tra l’altro, nel caso di presunta assegnazione fraudolenta a David, fratello del premier, di un posto nel conservatorio di Badajoz, proprio in Estremadura, è coinvolto il leader socialista regionale che è stato sonoramente battuto. E tutto questo a poche settimane dalla sconcertante condanna al procuratore generale nominato dal governo e ingiustamente condannato per un reato (non provato) di rivelazione di segreti.
Attilio Runello
