Champions League, polemica sul nuovo format: tra lamentele e accuse di plagio

Champions League – Dalla stagione 2024-2025 la UEFA Champions League ha completamente rivoluzionato la fase a gironi. Lo storico sistema con 32 squadre suddivise in 8 gruppi da quattro è stato sostituito da una “fase campionato” a 36 squadre. In pratica, ogni club affronta otto avversarie diverse, non più tre con andata e ritorno, gioca quattro partite in casa e quattro in trasferta, secondo un sorteggio basato su fasce di merito. Al termine di questa fase, le prime 8 squadre in classifica accedono direttamente agli ottavi di finale, mentre le posizioni dalla 9ª alla 24ª disputano spareggi per cercare di qualificarsi ai sedicesimi; le squadre peggiori vengono eliminate. Un format che non piace a tutti e che ha alzato non poche polemiche tra esperti ed appassionati. Ad ogni modo, a prescindere dalla formula e dal regolamento, le squadre che possono aspirare sul serio ad alzare la coppa sono sempre le solite big. Gli addetti ai lavori e le stesse scommesse relative alla Champions League concordano nell’indicare soprattutto compagini come Arsenal e Paris Saint-Germain nel novero delle poche pretendenti al titolo di campione d’Europa, anche se l’anno scorso i francesi hanno trionfato alla fine pur avendo disputato una fase campionato a tratti deludente.

Le principali critiche al “modello campionato”

Secondo numerosi commentatori ed esperti il nuovo sistema ha reso le prime giornate meno entusiasmanti rispetto alla vecchia fase a gironi. Uno dei problemi segnalati risiede nella difficoltà di comprendere davvero la portata delle partite. Con otto avversari diversi e nessuna doppia sfida, ogni incontro assume un peso diverso e la classifica può non riflettere chiaramente la reale forza delle squadre fino a gennaio.
Inoltre, l’assenza del ritorno contro le grandi big, un tempo occasione per andare in trasferta e visitare stadi celebri, ha deluso molti tifosi: il fascino dei “classici di andata e ritorno” sembra ormai perduto. Già da quando fu varato il nuovo format non mancarono polemiche su un calendario più fitto, con due gare in più rispetto al passato (più eventuali spareggi), allunga sensibilmente il calendario di un torneo già denso di impegni. Questa maggiore quantità di partite rischia di generare sovrapposizioni con gli impegni nazionali e, per alcuni club, conflitti di programmazione e stanchezza degli organici. Per molti appassionati la Champions con la formula “campionato” ha perso parte della sua tradizione e identità.

L’accusa di plagio

Un’ulteriore controversia è emersa poche settimane fa, quando la società cilena MatchVision ha formalizzato un’accusa di plagio contro la UEFA, sostenendo di essere la vera ideatrice del formato a girone unico utilizzato nella nuova Champions League. Il fondatore di MatchVision, Leandro Shara, ha dichiarato di aver sviluppato e registrato legalmente il format nel 2006 con l’autorizzazione della FIFA e di averlo presentato in varie sedi internazionali, inclusi convegni UEFA e CONMEBOL. Secondo quanto affermato, l’attuale sistema a “lega europea” ricalcherebbe quasi integralmente il modello proposto allora dalla sua società. La causa legale, avviata inizialmente in Spagna e successivamente trasferita al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, richiede un risarcimento di oltre 20 milioni di euro. MatchVision sostiene che la UEFA abbia deliberatamente ignorato i diritti di proprietà intellettuale associati al formato, appropriandosi di un’idea protetta per motivi di interesse commerciale. Il procedimento è attualmente in fase istruttoria, ma ha già attirato l’attenzione della stampa internazionale, sollevando interrogativi sulla trasparenza decisionale dell’organo di governo del calcio europeo e sulle implicazioni legali future per le competizioni UEFA.

Il futuro

Il nuovo format influenza certamente la strategia dei club poiché la maggiore varietà di avversari in fase iniziale richiede panchine più lunghe e una maggiore profondità di organico. Ciò potrebbe spingere alcune società a rivedere il proprio modello di gestione. Il passaggio a una formula “girone unico + tabella di classifica” pone questioni di ordine tecnico e sportivo. Da un lato c’è sicuramente una riduzione dell’effetto sorteggio e si aumenta l’imprevedibilità delle partite. Ma dall’altro gli appassionati hanno visto un attacco diretto alla tradizione e all’identità della competizione. Inoltre il contenzioso legale relativo al presunto plagio, se dovesse trovare conferma, rischia di minare la credibilità del sistema e, secondo gli esperti, generare turbolenze economiche e reputazionali. Il dibattito è appena iniziato e sicuramente andrà avanti ancora per molto tempo.

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