E intanto Taranto attende

Una città in attesa da anni. In attesa di una decisone ferma su una fabbrica che rimane in bilico tra ordinanze di chiusura e riapertura. Tra bandi andati deserti e rilievi da parte di mamma Stato.

In attesa che riparta la pulizia delle strade e che si adotti una disciplina univoca sullo smaltimento dei rifiuti, materia calda che costa milioni di euro all’anno ad un Comune che rimane indifferente alla differenziata.

In attesa dei giovani che, nonostante ritornino dalle loro famiglie solo a Natale e a ferragosto, diventano motivo di vanto del politico di turno che con tanto di post sui social grida alla città “del ritorno e dei giovani”! Il valzer della ipocrisia dei giorni di Natale infetta anche le istituzioni locali.

Taranto attende da sempre che si investa in cultura seria e reale. Non si contano più gli slogan che inneggiano alla rivoluzione culturale per defenestrare l’industria e far entrare aria pulita, turismo, enogastronomia e brand locali. Eppure si costituiscono tavoli e si stringono accordi sulla “conoscenza” che escludono chi di conoscenza e cultura vive da sempre. Manca sempre un pezzo per il componimento pieno.

Sarà dimenticanza o scaltra volontà?

La città degli appuntamenti mancati e delle attese eterne. Degli spostamenti storici dalla penisola antica al nuovo dopo il ponte girevole, unico in Europa. La provincia della Cattedrale più antica di Puglia e della Concattedrale, figlia del boom economico della fine di quegli anni sessanta che hanno segnato per sempre un popolo.

E intanto Taranto attende un nuovo anno, senza nessuna certezza, nessuna risposta, nessuna voglia di rivoluzione. Spenta come non mai, senza luci e speranza.

Centro nevralgico della Magna Grecia, stratificazione di culture e figlia di una storia millenaria, straordinariamente bella di natura, Taranto è lì che attende in inspiegabile silenzio. Attende un uomo, una donna, un evento, un’azione, un ricordo.

Che il 2026 porti almeno, ad ogni cittadino di Taranto, nessuno escluso, la consapevolezza di chi siamo.

di Evelyn Zappimbulso vicedirettore@corrierepl.it

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