di Maria Pia Latorre
A Bitonto, domenica 28 dicembre 2025, si è svolta l’iniziativa LAMAl’Arte, passeggiata tra arte, cultura, natura e bellezza paesaggistica organizzata dall’associazione Fare Verde, con l’accurata organizzazione dell’ avv. Beppe Cazzolla e con la partecipazione dei poeti de L’isola di Gary, a cura di Maria Pia Latorre e Sandro Marano, con la partecipazione di Damiano Bove, Tina De Santis e Alfonso Pannullo.
Bellissima mattinata, con una Bitonto addobbata a festa e degna delle migliori tradizioni natalizie dei rinomati centri pugliesi, tanto apprezzate in tutta Italia.
Qui il mio invito ai turisti ad apprestarvi a visitare la città vecchia di Bitonto, riserva di innumerevoli sorprese in queste festività.
Il dedalo di stradine interne lastricate di chianche, tirate a lucido e splendenti sotto il bel sole dicembrino è stato un tripudio di luci negli allestimenti natalizi, che sottolineano non solo la grande cura e l’inventiva popolare, ma soprattutto l’amore per il territorio. Nella passeggiata lungo le corti del centro storico siamo stati egregiamente guidati da Michele Castellano, anima bitontina che ha mostrato attenzione e passione verso la città, tradotte in azioni concrete e continue di cura, tra mille difficoltà.
Molti i messaggi, gli aforismi, le strofe di canzoni che abbiamo trovato disseminati sui cartelli lungo il percorso, tra cui ha attirato la mia attenzione la frase “amiamo le nostre strade più delle nostre case”, segno di una socialità vitale e attiva.
Ma, ben oltre, è impressionante l’attività di recupero di questi vicoli e vicoletti che, a detta degli abitanti locali, sono stati lasciati per molto tempo in abbandono.
Davanti a noi suggestivi gli scenari: angoli, corti interne, vicoli trasformati in originali giardini aperti alle strade, con piante di tutte le dimensioni e fogge che crescono rigogliose, curate amorevolmente dai residenti. Tutto lo spiegamento di energie, l’enorme lavoro che ha visto e che vede quotidianamente impegnati i bitontini nel recupero e nella valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio è un importante segnale di speranza, una sorta di rivoluzione silenziosa partita dal basso.
Il messaggio che il visitatore riceve è chiaro e forte: amare il luogo dove si è nati e vissuti significa amare se stessi. Ridare dignità a quei luoghi significa riprendersi la dignità umana, messa continuamente in pericolo da vandalismo, delinquenza organizzata e incuria.
Un’ultima considerazione legata alla passeggiata nel borgo. Le rivoluzioni pacifiche sono possibili ancora, anche in questo terzo millennio che si sta caratterizzando per omologazione e inattività. Non siamo ancora completamente anestetizzati e immobilizzati.
La passeggiata nella lama urbana, sapientemente guidata da Francesco Carbone e supportata dall’efficiente Pietro De Francesco, ha rivelato meravigliose sorprese soltanto intuite quando siamo passati al di sopra di uno dei due ponti che collegano la città.
Nelle grotte, oltre ai fenomeni carsici, da ammirare anche resti di insediamenti romani che sono stati di grande impatto per noi visitatori. La grandezza e la ricchezza della città di Bitonto in epoche storiche antiche è nota, come ben noto che la sua opulenza e la sua organizzazione politica e amministrativa dominarono la scena e precedettero l’ascesa politico-amministrativa della città di Bari.
Dopo essere stati accolti da don Fabio Carbonara, si è rivelata interessante la visita alla chiesa del Crocifisso, guidata dal prof. Stefano Milillo. L’antico edificio contiene numerosi affreschi del ‘600 e di altre epoche, realizzati da diversi artisti, in particolare pregevoli quelle del pittore bitontino Rosa.
I poeti de L’isola di Gary hanno, con maestria, condito di poesia la manifestazione. Dolci alle orecchie gli interventi musicali della giovane violinista Sonia Luiso come dolci al palato le bontà e i prodotti tipici che abbiamo assaporato a fine passeggiata durante lo scambio di auguri.
l’avv. Beppe Cazzolla, responsabile regionale di Fare Verde
