È successo a Giovinazzo, al centro del centro di una “Puglia delle Meraviglie” illuminata a festa dappertutto. E dove questo Natale ha preso, in modo originale, anche la forma concreta di un «pranzo condiviso con chi non può»: in sintesi e in un mix di rimandi, la trasformazione di un’antica tradizione privata, in uso nelle famiglie più agiate, in qualcosa destinato a una grande diffusione poiché capace di coniugare l’etica cristiana e identitaria con l’economia locale e la promozione dei luoghi.
«Non un evento, non una passerella. Un gesto. Di quelli che non fanno rumore ma scaldano..» che però possono adesso divenire, grazie alla sempre attenta e sensibile prima rete nazionale che ne ha dato notizia, un modello virtuoso e replicabile in tutta l’Italia. Con il titolo “A Natale non state da soli, state con noi” è nata un’idea semplice, quasi disarmante, di un avvocato con la passione per il gourmet che crede che il Santo Natale debba essere anche una festa da ricordare davvero per tutti pure attraverso un momento conviviale da cui non escludere nessuno.
«Ho acceso la televisione – racconta Tiziano Tedeschi – e ho sentito parlare di pranzi natalizi per i meno abbienti organizzati nelle chiese da Mons. Paglia. E mi sono detto: e io socio di un ristorante, e ci sono tanti ristoranti, perché non dare una mano?». Da lì la decisione tout – court di riservare un tavolo per una famiglia in difficoltà e regalare, nell’anonimato più assoluto, un Natale speciale a chi non poteva certo permetterselo.
Pensiero e azione, visti i tempi ristrettissimi, ma una doverosa telefonata al sempre disponibile sindaco di Giovinazzo, Michele Sollecito, al fine di affidare ai servizi sociali la scelta degli ospiti per poi coinvolgere alcuni dei rinomati locali del posto… ed ecco che, letteralmente alla vigilia dell’evento, sono arrivate molte delle calorose adesioni sperate, riscuotendo l’interesse pure di qualche ristoratore dei paesi vicini.
Un’iniziativa all’insegna del cuore e «in un giorno in cui la solitudine pesa assai» che però già sta facendo parlare molto di sé e del «bellissimo borgo medievale che è la perla a nord di Bari» per come l’ha definita l’inviato Alessandro Banchero dialogando con gli entusiasti e noti conduttori Tiberio Timperi e Maria Soave, in collegamento in diretta dagli studi di “1mattina News” della Rai, il felice format mattiniero di informazione e rivelazione televisiva di quest’anno.
Unicuique suum, trattandosi di un grande gesto di solidarietà che mira a essere esteso e replicato il più possibile, quantomeno doveroso, a questo punto, citare gli esercizi che vi hanno aderito a Giovinazzo, cioè dove tutto è partito: Friccico ner Core, Toruccio, Alla Muraja, Marco Polo, La Cucchiara, Giro Bistrot …e tanto – replicando la felice battuta a inizio trasmissione che parlava di «una iniziativa davvero fuori dal comune» intendendola anche in senso geografico – nella speranza che siano veramente molti, se non praticamente tutti, i Comuni che ora seguiranno l’esempio di questa Città.
Di sicuro c’è che questa iniziativa sta già girando molto, non solo per l’interesse mediatico che ha riscosso, ma anche perché si è mossa nel solco di coincidenze che finiscono per muovere non poche riflessioni e interpellare la coscienza. Fa riflettere il nesso tra questo gesto benefico e la figura di Mons. Vincenzo Paglia, ispiratore involontario dell’evento ma anche, appena due settimane prima, relatore al Senato di una conferenza sul tema dell’“Algoretica”( v. ”L’IA, Angelo o Demone…”). Senza contare che questo illustre presule, in qualche modo legato a Giovinazzo da antichissime e preclare radici familiari che si perdono nei secoli, resta l’ultimo testimone e artefice di quella “Bari Ponte di Pace tra Oriente e Occidente” con cui si celebrò la fine della Guerra Fredda nel 1990. Tutti episodi che riannodandosi tra loro fanno intravedere un filo rosso che unisce la carità locale alla grande Storia passata e a un futuro possibile.
In questo intreccio di date e volti, infatti, emerge ciò che Jung definirebbe «coincidenze significative» e che la Fede riconosce come Provvidenza: la mano invisibile che guida gli eventi verso un bene superiore. Segnali che ci invitano adesso a sperare in un ritorno a breve alla Pace perduta, auspicando che i grandi della Terra, in particolare quelli da cui ora principalmente dipendono i destini dell’Occidente e dell’Umanità, Trump e Putin, sappiano oggi ritrovare quella sintonia che nel 1989 permise a Kennedy e Krusciov di salvare il mondo…e in nome di quello stesso Dio comune che ispirò allora quei due Capi di Stato, ma anche fortemente sentito dai loro eredi in carica adesso e protagonisti della storia attuale.
Ma perché cercare altrove soluzioni complesse, quando il passato ci offre già la rotta? Forse la vera sfida non è inventare nuovi accordi, ma lasciarsi guidare ancora una volta dal magistero della Chiesa e da quella solidarietà primordiale che sa guardare al prossimo, lasciando che sia la politica, finalmente, a seguirne l’esempio. Partendo da questa iniziativa solidale e andando a temi universali, quale migliore Augurio di questo per l’Anno che fra poche ore sta per cominciare?
Enrico Tedeschi
