La sostenibilità del sistema sanitario richiede un approccio che vada oltre il semplice incremento delle risorse, puntando su modelli organizzativi più efficienti e orientati alla continuità delle cure. Il modello del Veneto tra sostenibilità del SSN e innovazione organizzativa.

La sostenibilità del sistema sanitario italiano non dipende principalmente dalla mancanza di risorse, quanto piuttosto da criticità di tipo organizzativo, allocazione ed efficienza. Il Servizio Sanitario Nazionale SSN spende infatti relativamente meno rispetto ad altri Paesi europei, ma è dai più ritenuto come un sistema con notevoli difficoltà nel trasformare la spesa sanitaria in risultati di salute duraturi e misurabili, come evidenziato dai dati OECD.
Nato nel 1978 con un’impostazione universalistica ed equa, il SSN è oggi sotto pressione a causa dell’invecchiamento della popolazione, dell’aumento delle patologie croniche, dei costi dell’innovazione tecnologica e delle crescenti aspettative degli assistiti. In particolare, secondo l’ISTAT, il problema non risiede nell’età anagrafica in sé, ma nel fatto che il sistema resti principalmente orientato alla gestione dell’acuzie mentre è sempre più necessario un modello basato sulla presa in carico continuativa dei pazienti cronici.

Invecchiamo bene? – Istat

Come evidenziato nel rapporto Invecchiamo bene? di ISTAT, è diventato sempre più diffuso il problema, per le persone tra i cinquanta e i sessantaquattro anni, di dover occuparsi di genitori o parenti con età dagli 85 anni in su. L’incidenza di questo fenomeno, pari al 3,4 per cento nel 1960, oggi ha superato la quota del 16 per cento.

In tale contesto, di recente il presidente della regione Veneto, Alberto Stefani, ha presentato una nuova figura di supporto per anziani e persone parzialmente non autosufficienti: gli Assistenti di quartiere. Si tratta di una soluzione innovativa, caratterizzata da prossimità, flessibilità e continuità di presenza sul territorio.
Tali nuovi operatori garantiranno servizi primari condivisi tra più utenti, riducendo i costi per le famiglie, in quanto lavoreranno in rete con famiglie, associazioni e operatori socio-sanitari.

Il progetto prevede una formazione dedicata ad opera della Regione Veneto, l’istituzione di un albo professionale e il collegamento costante con gli Ambiti Territoriali Sociali, con l’obiettivo di rafforzare la vicinanza della comunità ai bisogni delle persone più fragili e non lasciare indietro nessuno.

Il modello si ispirerà alle esperienze di community care giapponesi e agli hub tecnologici svedesi, integrando anche strumenti di monitoraggio tecnologico da remoto, prevedendo accessi prolungati e ripetuti durante la giornata.
Il Veneto è una regione che ha inoltre adottato  un Piano regionale di governo delle liste di attesa (PRGLA) affiancato da specifici Percorsi di tutela
Il PRGLA stabilisce un quadro organizzativo volto a garantire ai cittadini un accesso equo e tempestivo alle prestazioni sanitarie, basato su criteri di appropriatezza clinica, rispetto delle classi di priorità, trasparenza delle procedure e corretta informazione su diritti e doveri.

Inoltre quando una prestazione (ad esempio ambulatoriale, diagnostica, terapeutica) non possa essere garantita nei tempi previsti dal codice di priorità, già al momento della prenotazione, le Aziende sanitarie del Veneto attivano specifici percorsi di tutela che consistono nell’inserimento in pre-liste, nella ricerca rapida di disponibilità alternative nel Sistema Sanitario Regionale SSR, nella gestione flessibile delle agende (overbooking, recall, recupero spazi), quindi nell’attivazione di percorsi di garanzia con erogatori pubblici e privati accreditati e, se necessario, nella limitazione dell’attività libero-professione del personale sanitario.

Qualora, nonostante il percorso, i tempi massimi non siano rispettati, su richiesta dell’assistito è possibile accedere alla libera professione intramoenia con il solo pagamento del ticket (in base al dettato normativo del D Lgs. 124/98, art. 30 comma 10). Le modalità operative dei percorsi di tutela devono essere definite nei piani attuativi aziendali.

Pertanto la sostenibilità del sistema sanitario richiede un approccio che vada oltre il semplice incremento delle risorse, puntando su modelli organizzativi più efficienti e orientati alla continuità delle cure. L’invecchiamento della popolazione e la diffusione delle cronicità rendono necessario rafforzare l’assistenza territoriale e la presa in carico dei pazienti, integrando il tutto con strumenti più efficaci di gestione dell’accesso alle prestazioni. In questo senso, l’innovazione organizzativa e il governo delle liste di attesa rappresentano aspetti complementari per garantire equità, appropriatezza e tenuta del Servizio Sanitario Nazionale nel lungo periodo.

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