Kindu, nella regione del Katanga, in Congo, dove tredici aviatori italiani vennero barbaramente uccisi
Ieri sera, nel discorso alla nazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha citato la strage dell’11 novembre 1961 nel Kindu
La missione
I 13 uomini appartenevano alla 46ª Aerobrigata di stanza a Pisa e la loro missione di pace, sotto l’egida dell’ONU, era volta al trasporto umanitario e logistico per sostenere il governo appena insediato. I velivoli erano due C-119 “Flying Boxcar”, con i codici di volo “India 6002 (Lyra 5)” e “India 6049 (Lyra 33)”.
Al termine dell’attività di volo e di logistica, i tredici aviatori si fecero accompagnare dai caschi blu malesi, fuori dalla base aerea, per consumare un pasto veloce prima di rientrare.
L’assalto
Durante il pranzo, nella mensa fecero irruzione alcuni membri delle truppe ribelli dell’Armata Nazionale Congolese. Scambiati per mercenari che avevano appena scaricato non materiale umanitario, ma truppe paracadutiste, gli italiani vennero catturati e trasferiti in città.
Gli aviatori, disarmati e in divisa militare italiana, vennero rinchiusi in un locale adibito a prigione improvvisata e, poco dopo, iniziarono le esecuzioni.
Il recupero dei corpi
Il rientro delle salme degli aviatori avvenne l’11 marzo 1962, dopo un’intensa attività diplomatica. Non fu facile identificare il luogo della sepoltura. In seguito, vennero trovate due fosse comuni con i loro corpi.
I tredici aviatori riposano oggi nel cimitero militare di Pisa, nel Sacrario dei Martiri di Kindu, dove sono sepolti con la Medaglia d’Oro al Valor Militare, consegnata ai loro familiari nel 1966.
L’omaggio del Presidente Mattarella
Il Presidente della Repubblica ha voluto ricordare i caduti per sottolineare l’importanza delle nostre forze armate nelle missioni di pace, riconosciute a livello internazionale.
Non svanisca il ricordo.
A distanza di 64 anni da questo eccidio, la memoria collettiva non deve dimenticare i nostri caduti per la pace. La motivazione per l’assegnazione della Medaglia al Valor Militare fu:
“Caduti vittime di cieca ferocia mentre, in missione di pace, portavano aiuto ai fratelli di un Paese in difficoltà”.
Gli aviatori caduti
C-119 India 6002 (Lyra 5):
– Maggiore pilota Amedeo Parmeggiani (43 anni), Bologna;
– Sottotenente pilota Onorio De Luca (25 anni), Treppo Grande (UD);
– Tenente medico Francesco Paolo Remotti (29 anni), Roma;
– Maresciallo motorista Nazzareno Quadrumani (42 anni), Montefalco (PG);
– Sergente maggiore montatore Silvestro Possenti (40 anni), Fabriano (AN);
– Sergente elettromeccanico Martano Marcacci (27 anni), Collesalvetti (LI);
– Sergente marconista Francesco Paga (31 anni), Pietrelcina (BN).
C-119 India 6049 (Lyra 33):
Capitano pilota Giorgio Gonelli (31 anni) – Ferrara
Sottotenente pilota Giulio Garbati (22 anni) – Roma
Maresciallo motorista Filippo Di Giovanni (42 anni) – Palermo
Sergente maggiore montatore Nicola Stigliani (30 anni) – Potenza
Sergente maggiore elettromeccanico Armando Fausto Fabi (30 anni) – Giuliano di Roma (FR)
Sergente marconista Antonio Mamone (28 anni) – Isola di Capo Rizzuto (KR)
La missione in Congo perse altre vittime dopo nemmeno ventiquattrore. A causa di un atterraggio di fortuna, un C-119 della 46ª Aerobrigata di Pisa si schiantò al suolo e i quattro membri dell’equipaggio persero la vita nell’impatto.
