Un buon anno nuovo con la regolarità ciclica degli eventi naturali, che si spera siano più salutari per tutti

Fin dagli albori della loro esistenza gli uomini hanno imparato a osservare la natura e a registrarne la regolarità, avremmo potuto pensare al tempo come una retta che si orienta all’infinito ma questo non avrebbe registrato la regolarità degli eventi naturali.

Sin dal Neolitico si osservava l’arco delineato dal sole e con la meridiana già gli egizi visualizzavano una ripetitività che era comune in ogni parte del mondo conosciuto, la dimensione del giorno può essere un elementi condiviso perché derivato dall’osservazione del ciclo solare.

Anche l’osservazione della luna ha contribuito a definire la misura del tempo che passa, osservare la successione delle differenti fasi lunari: la «falce» di luna che da sottile si fa sempre più spessa, fino a diventare cerchio in fase di luna piena, per poi ridursi sul lato opposto e così via. La storia dell’umanità è debitrice verso centinaia di potenziali astronomi dell’antichità, di cui non conosciamo il nome, capaci di notare la regolarità del succedersi di quelle fasi e di tradurla in unità di tempo della durata di 20-30 giorni circa, come quella che corrisponde al nostro mese.

IA PHAllineando i giorni uno dopo l’altro e numerandoli, così come i mesi e poi gli anni, l’umanità ha costruito una cronologia che ci fornisce il senso dello scorrere del tempo. Oggi gli strumenti di misurazione sono ultra precisi e in alcuni casi ultra costosi, ma l’osservazione della ciclicità del tempo e la speranza che sia sempre migliore, è per tutti.

                           Buon Anno 2026

 

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