Donald Trump in qualità di Commander in Chief, il comandante in capo delle forze armate, ha cercato di intervenire in vari scenari mondiali
Interessi a stelle e strisce
Donald Trump ha cercato di fare da mediatore usando la pressione politica, come nella guerra di confine tra Thailandia e Cambogia, Israele e Iran, India e Pakistan, Congo e Ruanda, tuttavia, non sempre la tattica diplomatica sembra aver funzionato.
Si considerino, ad esempio, le tensioni tra Armenia e Azerbaigian: un accordo firmato l’8 agosto 2025 alla Casa Bianca ha portato, per gli interessi americani, alla firma di accordi tra gli Stati Uniti e l’Armenia che prevedono un diritto esclusivo di sviluppo speciale sul corridoio di transito “Trump Route for International Peace and Prosperity”.
Vecchi teatri operativi
Al fianco di questi accordi ci sono vecchi contendenti che gli americani conoscono bene.
La Somalia, per esempio, dove l’aviazione americana ha effettuato decine di raid contro i qaedisti di al-Shabaab o, ancora, missioni in Iraq per eliminare alti esponenti del Califfato.
Ricordiamo tutti il bombardamento in Iran, quando gli Stati Uniti decisero di inviare i bombardieri B2 per colpire i siti di proliferazione nucleare con le bombe GBU-57, bunker buster adatte a colpire obiettivi fino a 60 metri di profondità.
L’incontro con al-Jolani alla Casa Bianca
Altro passo importante è stata la legittimazione del presidente siriano, successore di Assad. Anche in territorio siriano, gli attacchi aerei dell’Air Force americana hanno permesso di contenere ed eliminare le cellule del Califfato presenti nel Paese.
Tensioni crescenti con il Venezuela
Nelle ultime ore, Trump ha autorizzato la destituzione del presidente venezuelano Maduro.
Il piano, pianificato nei minimi dettagli, è stato messo in atto dal Pentagono. L’azione è arrivata dopo settimane in cui le imbarcazioni salpate dalle coste venezuelane, secondo l’intelligence, venivano intercettate e affondate perché trasportavano stupefacenti verso gli Stati Uniti.
L’operazione di destituzione di Maduro, chiamata in codice Absolute Resolve e messa in atto dalla CIA, era in corso da mesi, fino a quando Trump non ha dato l’autorizzazione a procedere.
Secondo le ultime notizie, ancora in fase di verifica, il presidente venezuelano sarebbe stato prelevato insieme alla moglie dai commandos americani della Delta Force e condotto su una portaerei al largo delle coste venezuelane.
La missione è stata un successo e non ha avuto conseguenze per le forze americane: tutti gli uomini e i mezzi impiegati sono rientrati senza riportare danni o feriti.
Maduro, verrà processato negli Stati Uniti, accusato di Traffico d’armi, droga e terrorismo dall’Attorney General di New York, Pamela Bondi
