A scuola ci hanno detto che gli Stati sono tutti uguali; cioè hanno tutti la stessa dignità così come le aziende hanno tutte una partita iva e i cittadini un nome e un cognome e quindi un codice fiscale. Quindi tutti devono essere rispettati ed onorati allo stesso modo.
 Però vi sono Stati che avendo trecentomila abitanti possono a mala pena pagare qualche vigile urbano e altri invece -forti di centinaia di milioni di cittadini- possono con l’impiego di alcune decine di uomini e della necessaria tecnologia portarsi via il capo di un altro Stato per dimostrare la propria forza militare. Così tutti i Presidenti o Re sono avvertiti: fate i bravi senno veniamo e vi portiamo via. A ben guardare anche un Papa nel futuro potrebbe essere designato o comperato dal potente di quell’area. È un modo per calpestare la uguaglianza tra Stati e quindi è un calpestare la precondizione del rispetto del Diritto Internazionale.
Da queste colonne abbiamo più volte detto che le imprese quando sono troppo grandi sono un pericolo per la democrazia in uno o più paesi e quindi sono “troppo grandi per esistere” e andrebbero spezzettate prima che divengano più forti dello Stato stesso. Esse fungono da fornitrici di persone e mezzi finanziari e tecnologici a favore di uno Stato per consentire a quest’ultimo di fare quello che vuole di quelli più piccoli. Stanno loro dietro gli Stati che si dicono e vogliono essere grandi.
Cosa è questo? È il nuovo modello di allargamento territoriale transfrontaliero che è -per i grandi della Terra- la nuova frontiera della geopolitica. Il nuovo imperialismo.  Non servono milioni di ragazzi immolati per spostare le frontiere di alcune decine di chilometri ma basta sostituire il Presidente imprevedibile con uno fedele e il gioco è fatto. Lo fece Hitler con Quisling in Norvegia e poi in Francia…per facilitarne la occupazione, ne vedremo tanti nel prossimo futuro. Di Yalta ve ne saranno altre e speriamo che si accordino senza dover spingere alcun bottone nucleare.
Poi vi sono le Unioni “spontanee” di stati che “liberamente” si uniscono per formare super Stati e quindi creare super capi che possano avere anche loro un proprio spazio nel quale fare dei propri cittadini quello che vogliono. Dietro vi sono sempre loro, le multinazionali dell’energia o della finanza.
Vi sono alternative? No. Se è vero come dicono i maitre à panser che “grande è bello” e non si può fermare la crescita dimensionale di imprese e quindi di Stati anche le potenze europee dovranno rassegnarsi a entrare in un potentato specifico e dire di “si” a qualcuno anziché a qualche altro. E per i cittadini sarebbe il male minore che non andare a costituire un nuovo super Stato in perenne conflitto con altri al fine di conferire maggior potere al proprio capo anziché a quello di altri.
Una follia collettiva!! e non ci sarà alcuna rivoluzione francese a porre fine a tale fenomeno.
È ovvio che chi volesse interpretare l’interesse effettivo dei propri cittadini dovrebbe proclamare la propria neutralità perenne. L’Italia ha ragioni enormi per farlo ma gli Stati più piccoli non hanno altra possibilità: subalternità o neutralità. La prima è una resa molto comoda per il governo protempore, la seconda è la costituzione di un agglomerato di Stati che saranno uniti non da interessi imperialisti o da “Accordi” più o meno illiberali, ma da una idea di vita e di futuro “collaborativo”. È ovvio che il futuro di pace può essere solo il secondo modello ma quanti secoli dobbiamo aspettare e quanti morti ammazzati dovremo piangere e quante crisi economico-finanziarie bibliche dovremo contare prima di convertire i grandi a questo progetto di vita che fu la sostanza dell’immenso magistero che la Chiesa ha avviato sul finire del diciannovesimo secolo con la Rerum Novarum?
Canio Trione

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