Cosa chiedono davvero gli italiani?
Liste d’attesa infinite, pronto soccorso intasati e una richiesta urgente alla politica: servono risposte concrete, non solo promesse.
Oggi, 6 gennaio, ci svegliamo con la solita domanda: cosa ci ha lasciato la Befana? Quest’anno, però, chi si rivolge al nostro SSN non sogna caramelle o carbone, ma qualcosa di molto più prezioso: risposte rapide, cure accessibili e un sistema che metta davvero la persona al centro.
Le liste d’attesa sono ormai la vera prova di resistenza per chiunque abbia bisogno di assistenza: mesi (a volte anni!) per una visita, una diagnosi o una terapia. Il paradosso? In Italia abbiamo più medici che quasi ovunque in Europa, ma solo 1,6 ogni 1000 abitanti è davvero disponibile nel pubblico, mentre chi può pagare trova subito una soluzione. L’articolo 32 della Costituzione sembra un ricordo sbiadito nei corridoi delle nostre ASL. E intanto, i Pronto Soccorso – specie in Puglia, dove la pressione è altissima – sono sempre più intasati, diventando la valvola di sfogo di un sistema che non riesce più a garantire risposte tempestive.
Il vero regalo che gli italiani chiedono alla politica? Coraggio, visione e la voglia di cambiare le regole del gioco. Basta slogan e promesse: servono ambulatori H24, una lista d’attesa unica e digitale, triage reale e trasparente, più medicina territoriale e meno burocrazia. Le strutture ci sono, il personale anche: manca solo la volontà di farle funzionare davvero a misura di cittadino. Nessuno vuole miracoli, ma almeno la possibilità di curarsi senza dover scegliere tra attesa infinita e portafoglio.
Allora, care istituzioni, la Befana quest’anno ha lasciato nella calza una richiesta chiara: meno scuse, più soluzioni concrete. Ascoltate chi lavora e vive la sanità ogni giorno, fate tesoro delle proposte che arrivano dal campo, e soprattutto… non fateci aspettare un altro anno per vedere un cambiamento vero. La salute non può più aspettare.
Riccardo Guglielmi Giornalista Scientifico
redazione@corrierenazionale.net
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