Palantir Technologies è una delle aziende più discusse e affascinanti del panorama tecnologico attuale. Fondata nel 2003 da Peter Thiel (co-fondatore di PayPal) e Alex Karp (attuale CEO), l’azienda si occupa di analisi di “Big Data” ad altissimo livello.

Proprio la trattazione dei dati al alto livello, come l’archiviazione, la diffusione e la trasmissione degli stessi, però, implica diverse valutazioni etiche e legali. Ad oggi la normativa non è al passo con l’evoluzione della tecnologia, spesso più veloce del legislatore. L’unica legge che prende in considerazione attualmente la trattazione dei dati è un Regolamento europeo del 2016.

A differenza di Google o Meta, Palantir non raccoglie i tuoi dati personali per vendere pubblicità; vende software a governi e grandi aziende per aiutarli a dare un senso a enormi quantità di dati frammentati.

Palantir, quindi, fornisce il “sistema operativo” per i dati. I suoi prodotti chiave sono, per esempio Palantir Gotham: utilizzata principalmente da agenzie governative, intelligence e forze dell’ordine (come la CIA o l’FBI); Palantir Foundry: pensata per il mondo aziendale e Palantir AIP (Artificial Intelligence Platform): ultima nata, che integra modelli linguistici avanzati (LLM) all’interno delle reti private delle aziende, permettendo di usare l’IA per prendere decisioni tattiche in tempo reale senza compromettere la sicurezza.

Il fascino, come le critiche su Palantir derivano da tre fattori principali. Innanzitutto il legame con la difesa. L’azienda, infatti, è nata con il supporto di In-Q-Tel (il braccio di venture capital della CIA). È stata fondamentale in operazioni militari e di intelligence di alto profilo. Questo le ha dato una reputazione di “azienda ombra” o “scatola nera”.

In secondo luogo per la filosofia di Alex Karp. Palantir ha scelto esplicitamente di lavorare solo con gli Stati Uniti e i loro alleati.

Ed infine c’è la gestione della privacy. Palantir sostiene che il suo software serva proprio a proteggere la privacy, perché permette di tracciare esattamente chi vede quali dati e quando, creando una “scia di controllo” (audit trail) che i sistemi tradizionali non hanno. Tuttavia, i critici temono che i loro strumenti facilitino la sorveglianza di massa.

Negli ultimi due anni, Palantir ha vissuto una trasformazione radicale. Dopo anni di perdite tipiche delle startup tech, l’azienda è diventata stabilmente redditizia, Inoltre, nel 2024 è stata inclusa nell’indice S&P 500, segnando il suo ingresso definitivo tra i giganti di Wall Street.

Insomma Palantir è diventata uno dei titoli più osservati per quanto riguarda l’applicazione pratica dell’Intelligenza Artificiale nel mondo reale, non solo nei chatbot.

Una piccola curiosità: il nome “Palantir” deriva dal Signore degli Anelli di J.R.R. Tolkien: i Palantíri erano le “pietre veggenti” che permettevano di vedere cosa accadeva in luoghi lontani o nel futuro.

di Laura Barbalucca studentessa del quinto anno del Lice Ferraris di Taranto

Per un’informazione completa

Consulta anche gli articoli pubblicati su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CAPTCHA ImageChange Image

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.