Dopo che sulla misura Transizione 5.0, si stavano rincorrendo indiscrezioni in merito a possibili difficoltà a reperire tutti i fondi necessari a soddisfare le richieste ricevute dagli imprenditori, il ministero ha voluto fare chiarezza su una misura che dopo avere ricevuto moltissime critiche, ora invece sta mostrando, dopo le opportune revisioni apportate dal ministero nei mesi scorsi, tutta la sua efficacia. Il ministro del made in Italy Adolfo Urso scherzando ( ma rendendo molto bene l’idea) aveva detto a novembre che da brutto anatroccolo transizione 5.0 si era trasformato in un bellissimo cigno. In effetti le tante critiche che sono piovute sul ministero per la misura creata con l’obiettivo di supportare le aziende italiane nella transizione digitale ed ecologica, si sono dimostrate assolutamente infondate. Perchè dopo un naturale periodo di rodaggio e alcune modifiche burocratiche per snellire le procedure, le richieste sono state ben superiori alle attese.
La questione era tornata di attualità quando a novembre il ministero, in anticipo sulla scadenza, aveva comunicato l’esaurimento delle risorse a disposizione, causa il grande numero di richieste ricevute. Una riunione convocata al ministero alla presenza dei ministri Urso, Giorgetti e Foti, aveva rassicurato le categorie delle imprese, sull’impegno da parte del governo a trovare le risorse mancanti. nei giorni scorsi però si era sparsa la voce che le richieste supererebbero invece anche le nuove dotazioni previste. Ma in questo senso il MImit ha voluto rassicurare gli imprenditori che si tratta di voci allarmistiche. Le risorse oggi disponibili per Transizione 5.0 sono pari a 2,750 miliardi (2,5 miliardi ad esito della rimodulazione Pnrr, oltre a 250 milioni aggiunti a fine anno con il decreto Transizione 5.0, che attende il via libera del Parlamento). Cui si aggiungono gli 1,3 miliardi previsti dalla legge di bilancio attualmente destinati a Transizione 4.0. Quindi in linea con le attese, fermo restando che è ancora troppo presto poter fare un bilancio sui fondi che saranno effettivamente necessari a soddisfare le reali richieste di investimento.
Questo è quello che è trapelato in questo ore da fonti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che hanno anche precisato che queste risorse coprono sicuramente tutti gli investimenti conclusi (che ammontano a circa 1,359 miliardi di euro) e certamente larga parte di quelli per i quali ad oggi sono stati versati gli acconti. L’ultima data utile per comunicare il completamento dei progetti è comunque fissata per il 28 febbraio e solo a quel punto sarà possibile avere il quadro definitivo di eventuali risorse mancanti. Le risorse quindi ci sono, rassicura anche il ministro del made in Italy, Adolfo Urso, che si è molto speso affinchè fosse possibile ottenere maggiori fondi per la misura. E bastano a coprire larga parte degli investimenti attuati dalle imprese. Di fronte al riaccendersi delle incertezze intorno ai fondi a disposizione per Transizione 5.0, fonti del ministero delle Imprese e del Made in Italy rassicurano sui finanziamenti a disposizione e chiariscono come la partita non sia ancora chiusa: l’ultima data utile per comunicare il completamento dei progetti è il 28 febbraio e solo a quel punto sarà possibile avere il quadro definitivo di eventuali risorse mancanti. Intanto il ministero ha comunicato due giorni fa, che, su indicazione del Ministro Adolfo Urso, ha trasmesso al Ministero dell’Economia e delle Finanze il decreto interministeriale che definisce le modalità attuative del Nuovo Piano Transizione 5.0 ai fini dell’acquisizione del concerto del Dicastero.
