Le scuderie di Villa Palazzo Bolasco – Castelfranco Veneto

Villa e parco siano stati edificati nel 1853, sebbene nell’area sorgeva fin dal Quattrocento una residenza, i
Revedin, nuovi proprietari, ricostruirono secondo il proprio gusto romantico sia la fatiscente residenza che il
giardino. Nella prima, opera di G.B. Meduna, sono notevoli lo scalone interno e la sala da ballo affrescata;
nell’annesso rustico, splendida la scuderia, curatissima nei suoi eleganti dettagli; Il secondo, frutto di interventi
successivi del Meduna e di Antonio Caregaro Negrin, è un bellissimo esempio di parco all’inglese a boschetti e
radure attorno a un laghetto; mentre una cinquantina di statue barocche appartenenti all’antico giardino
scamozziano, furono ricollocate a contornare la Cavallerizza.
Un testo della Libreria Editrice Canova 1958 ci aiuta da subito a delineare la storia dell’edificio delle scuderie.
Una sintesi della corrispondenza tra il Conte Francesco Revedin, che ebbe una grande passione per i cavalli che
lo spinse a dare grande importanza alle scuderie, e l’architetto Giovanni Battista Meduna nel quale si tratta della
completa trasformazione del Compendio.

Le scuderie sono oggetto di particolare attenzione in varie lettere nelle quali vengono analizzate le carat-
teristiche costruttive nel dettaglio.

Dai carteggi si deduce che il suo è un intervento di ristrutturazione delle strutture originali dell’edificio.
Attratto da cotanta storia “parto” per un nuovo viaggio verso quella che fu “Villa Corner del Paradiso” che si
presentava ai viaggiatori come un piccolo universo di bellezze diverse. Il parco romantico con piccolo lago
progettato per offrire visuali affascinanti; la cavallerizza, una sorta di maneggio aristocratico progettata come un
piccolo anfiteatro con un corollario di statue di Orazio Marinali. All’ingresso i due pilastri sormontati da statue
equestri sono un monito al viandante ad indicarne la magnificenza e la grande passione del Conte per questo
nobile animale: il Cavallo.
Solo così si spiega la magnificenza delle Antiche Scuderie. Le scuderie di Villa Revedin Bolasco un luogo di forte
impatto emozionale in questo compendio nel quale da “viandante” rimango stupito e affascinato.
Il frontale delle scuderie si presenta al viaggiatore con un aspetto possiamo definire “inquietante”, i sei portali
della facciata centrale, sono sormontati da ippocrani (crani di cavallo) in pietra di Vicenza, nel mezzo teste
leonine in ferro naturale stringono tra le fauci anelli per lo stazionamento dei cavalli, una meridiana e un orologio
scandiscono la vita delle scuderie. L’ora della profenda, l’ora del lavoro, l’ora del foraggio l’ora dell’abbeverata e
ultimus l’ora del riposo.
In quello che oggi potremmo chiamare “resort” per nobili criniere dove la raffinatezza degli stalli eleva la
denominazione comune del termine “stalle”. Da molti anni non ci sono più i cavalli, la scuderia spogliata dei suoi
attori principali si presenta al viaggiatore in tutta la sua sontuosità, si vi sono dieci “stalli” per lato con quattro
grandi colonne portanti in ghisa che separano l’area in tre parti, ogni singolo “stallo” ha una greppia in ferro
battuto e una vasca in marmo rosso.
In alto, sopra la greppia una targa in pietra con inciso il nome del cavallo, teste leonine fanno da corollario sulle
colonne in pietra bianca, ad ogni stallo una piccola colonna reca alla sommità un “baculo” pasturale in ferro
forgiato dalla forma avvitata. Le greppie in ferro battuto unitamente alle spondine laterali inducono un “effetto
ali da farfalla” di armonia, bellezza e leggerezza, nel corridoio centrale lanterne a sei luci rischiarano il buio della
notte.

Fabrizio Canali

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