Tempi difficili per l’assistenza sanitaria e farmacie che la vorrebbero surrogare, ma la storia insegna che Medici e Farmacisti devono restare separati
L’uomo Preistorico raccogliendo e masticando semi, bacche, fiori, radici e cortecce si rendeva conto che i vegetali potevano procurare effetti farmacologici capaci di facilitare la sopravvivenza e allungare la durata della vita. Dagli erboristi primitivi si sono tramandate sostanze d’interesse terapeutico estratte dal mondo botanico: Morfina, Atropina, Reserpina, Digossina, Cocaina, Curaro e altre.
Albarello vaso da farmacia in maiolica
La Theriaca , vocabolo che deriva dal greco therion cioè serpente, è il primo farmaco nella Storia contenente un miscuglio di 125 principi attivi ricavati da piante officinali utili per diverse patologie ma soprattutto a quelle riferite a morsi di animali velenosi.
A Creta in epoca minoica in caso di malattia della madre o del bambino, l’una e l’altro si recavano a una sorgente sulla montagna o a una pozza d’acqua miracolosa in una caverna sacra, bevevano quel liquido puro e santo, accendevano lampade, facevano offerte e voti alla dea dei serpenti.
Nel grande santuario di Cnosso, sacerdotesse dal seno nudo brandivano serpenti che si attorcigliavano intorno alle loro braccia, il serpente avvolto al bastone di Asclepio o i due attorcigliati nel caduceo richiamano la necessità di riequilibrare con perizia l’azione del veleno con l’effetto benefico.
Le prime Farmacie le troviamo ai tempi di Ippocrate. grande studioso di medicina e farmaci, sono le cosiddette iatra, botteghe in cui il medico preparava i farmaci, soprattutto droghe ricavate dalle piante psicoattive, raccolte nelle campagne.
Dalla Grecia Antica la cultura farmaceutica arriva a Roma per opera di Galeno 129 d.C., si vuole restaurare la dignità del medico di cui Ippocrate era stato un grande esempio e Galeno rilancia l’etica professionale. A lui si deve un aumento notevole di farmaci e miscugli di droghe che ancora oggi chiamiamo preparazioni galeniche.
I medici musulmani erano anche farmacisti e preparavano essi stessi le medicine, la loro arte viene trasferita nei monasteri dell’Occidente, quando poi Federico II trasforma la Scuola Salernitana di erboristeria in Università per Medici e Farmacisti, da cui usciranno i responsabili delle prime vere farmacie.
Una legge successiva però separa nettamente medici e farmacisti, l’intento è quello di limitare il commercio di “elisir di lunga vita”, panacea per tutti i mali o di evitare impostori.
Si credeva, ad esempio, che una radice di piantaggine portata al collo mettesse al riparo dalle febbri, mentre messa sotto al cuscino desse strani poteri di preveggenza. Si autorizzano allora solo i farmacisti alla dispensazione di sostanze terapeutiche, dopo la indispensabile diagnosi del medico.
Tornando all’attualità, il 23 aprile 2025 Andrea Mandelli, nel suo discorso da presidente al Consiglio nazionale della Federazione degli Ordini dei farmacisti, esulta: Si apre una nuova era, Il Governo riconosce ufficialmente servizi che molti di noi già offrono quotidianamente ai cittadini, ma ponendo al contempo le basi per il loro rimborso da parte del Servizio sanitario nazionale a fronte della presentazione di una ricetta medica da parte del paziente
La nuova normativa sulla Farmacia dei Servizi vorrebbe eliminare la distanza tra diverse competenze riscontrabili in un ambulatorio o in una farmacia per far fronte a inefficienze e liste da attesa del Sistema Sanitario Nazionale oramai senza freni.
Va tenuto presente che senza formazione e adeguamenti retributivi dei farmacisti dipendenti, esclusi per ora anche dal comparto sanità (come medici o infermieri), le responsabilità per un’assistenza sanitaria qualificata, saranno sempre più, mal allocate.
