Dario Patruno

Quest’anno il Centro Interculturale Ponte ad Oriente, insieme agli amici della Parrocchia di San Marcello hanno proposto il tradizionale concerto di Natale 2025, svoltosi domenica 4 gennaio presso la parrocchia di San Marcello, guidata da Don Andrea Favale.

L’avvenimento dell’incarnazione ha segnato per sempre la storia di ogni uomo e donna e di tutti i popoli: il tema del concerto di quest’anno,

è stato “Dio s’è fatto come noi, per farci come lui. Alleluja, Alleluja, Alleluja, Alleluja!” dà la cifra di questo Concerto di Natale.

La notizia della “buona novella” preavvertita dai profeti e annunciata dagli angeli ai pastori nella notte di Natale, si è sparsa in tutte le parti della terra, investendo culture e tradizioni di tutti i popoli del mondo ed ha ispirato nei secoli una miriade di canti, corali e laude natalizie incardinate misteriosamente e mirabilmente nella cultura e tradizione di ognuno di essi.

A rendere la serata ancora più bella e significativa, dando ad essa un carattere ecumenico, la presenza degli amici di alcune delle confessioni cristiane presenti nella città di Bari e in Puglia: in particolare, la corale della Chiesa ortodossa ucraina in Bari: la corale della Chiesa ortodossa etiope in Bari nei loro tipici costumi sul bianco e verde, la corale polifonica “Il Gabbiano” di Barletta esistente sin dal 2003 (https://www.coroilgabbiano.it/) ne ha creato un unicum.

Diciassette brani eseguiti dalle tre corali che si sono alternati in cinque distinti momenti, hanno tenuto gli oltre trecento presenti inchiodati e stupefatti per quasi due ore.

Vedere gli occhi dei presenti li ha resi non spettatori ma attori di un evento che li ha visti canticchiare insieme ai coristi i brani più famosi.

È altresì importante rammentare che gli amici ortodossi hanno vissuto la veglia del Natale il 6 gennaio, giorno dell’Epifania per i cattolici e che il concerto, per questo motivo, è stato ancora più pertinente con l’attesa del Natale delle loro comunità, diventando segno tangibile di speranza di pace e unità che desideriamo condividere in forza del mistero che è

diventato carne, ha raggiunto i presenti, spingendoli a rendersi solidali con il bisogno dei più poveri e inermi, non in maniera occasionale ma in maniera permanente come tensione e voglia di essere inquieti sempre.

La raccolta fondi a sostegno delle opere educative e sociali a favore dei bambini di Aleppo, curate dall’associazione Pro Terra Sancta con la quale il CIPO, da lungo tempo, è direttamente in contatto, evidenziata dalla sensibilità dei presenti, ha consentito di raccogliere una somma significativa, totalmente devoluta all’Associazione.

A testimoniare la bontà delle iniziative intraprese, ci ha pensato Jean-François Thiry, tra i responsabili dell’associazione in un video che ha dato ancora più credibilità alle testimonianze.

“Nel dicembre 2016 le truppe governative siriane hanno recuperato il possesso della parte Est di Aleppo. La città è stata ridotta ad un cumulo di macerie, e ancora oggi Aleppo Est paga l’altissimo prezzo della riconquista. Qui Pro Terra Sancta è impegnata ad aiutare le fasce più bisognose della popolazione, attraverso il sostegno al progetto “Un nome e un futuro.

Qualunque sia la situazione da cui questi piccoli provengono, nei nostri centri trovano il sostegno, l’accoglienza, le attenzioni che forse non hanno mai ricevuto prima. Lo noto quotidianamente dal fatto che tanti ragazzi, dopo aver fatto il loro percorso, rimangono. È per questo che non possiamo fermarci ora: l’unica speranza per una nuova Siria, è negli occhi dei suoi figli.”

La preghiera ecumenica finale, condivisa dai padri delle diverse confessioni cristiane presenti, ha concluso il concerto, consapevoli che il cristianesimo è un avvenimento di vita in cui il Mistero dell’incarnazione accade nella consapevolezza di essere fratelli in Cristo, sempre comunque e dovunque.

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