Dieci idee per non restare fermi al palo da chi le liste di attesa le vive sul campo 

Da cardiologo e giornalista scientifico, ma soprattutto da osservatore curioso e a volte ironico, ho raccolto dieci strategie figlie di chi le attese le vive, non solo le racconta. Idee nate tra i commenti ai miei articoli sul Corriere Nazionale.net, dove la realtà non fa sconti e le ipocrisie saltano fuori come funghi dopo la pioggia.

E allora, caro presidente e cari lettori, eccovi la mia top ten per evitare che la rivoluzione delle liste d’attesa resti solo nei titoli dei giornali:

  1. Ottimizzare risorse e processi interni
    Perché il personale non si moltiplica come i pani e i pesci, ma con un po’ di organizzazione si può fare miracoli.
  2. Ampliare orari e risorse ambulatoriali
    La salute non va in vacanza e nemmeno dovrebbe rispettare l’orario d’ufficio. Un turno serale non ha mai fatto male a nessuno (forse solo all’insonnia).
  3. Digitalizzare e semplificare
    Meno carta, più click: le code sono belle solo alle sagre, non negli ospedali.
  4. Rendere davvero appropriata la prescrizione
    Prescrivere bene è un’arte, e non serve solo per le linee guida: il buon senso è la vera medicina.
  5. Integrare ospedale e territorio
    Non è fantascienza, ma serve davvero. Basta con i compartimenti stagni, serve dialogo e collaborazione.
  6. Riorganizzare gli accessi in pronto soccorso
    Il “codice bianco” non è un premio fedeltà, ma spesso è solo la spia di una macchina che va rivista.
  7. Rivedere l’intramoenia e premiare l’impegno
    La motivazione non si trova solo nel portafoglio: chi fa la differenza merita di essere riconosciuto, non solo pagato.
  8. Coinvolgere attivamente i cittadini
    Educare, informare, coinvolgere: è una necessità, non una moda. Solo così si crea fiducia.
  9. Cambiare davvero la cultura organizzativa
    La vera rivoluzione è nella testa, non solo nei regolamenti. Se non cambia la mentalità, tutto il resto è solo fumo.
  10. Valorizzare volontariato e liberi professionisti
    La sanità è di tutti, non solo di chi ha il badge. Spazio a chi vuole dare una mano, senza troppi ostacoli.

Liste d’attesa: tra coraggio, ironia e la voglia di rompere il girotondo

La verità? Le soluzioni ci sono, le contraddizioni pure. Il rischio è che si continui a girare intorno al problema come in una danza senza fine, mentre chi aspetta resta sempre fermo al palo

Serve coraggio, visione e quella sana voglia di andare a fondo senza paura di smascherare le ipocrisie. E magari, serve anche un pizzico di ironia, perché la sanità non può essere solo una questione di numeri e burocrazia, ma di intelligenza, eleganza e rispetto per chi la vive ogni giorno

Buon lavoro presidente De Caro. Noi ci siamo, pronti a dare una mano… magari anche due

Riccardo Guglielmi Giornalista Scientifico 

redazione@corrierenazionale.net

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