Bullismo fenomeno in crescita dentro e fuori la scuola
Il Bullismo in quest’ultimo periodo è un fenomeno molto in crescita che tiene col fiato sospeso genitori e alunni.
Una vera e propria piaga sociale che ha gettato le sue reti sui giovani adolescenti, già noto anche tra i banchi delle scuole medie, diffuso sia fuori che dentro le mura scolastiche. Quasi impercettibile, silenzioso si muove lentamente tra i giovani, lasciando danni a volte anche permanenti, non si parla solo di danni fisici, ma anche psicologici.
Basta poco, uno sguardo, una parola detta in modo diverso, oppure basta essere lo studioso di turno, che di lì a poco ti ritrovi il protagonista indiscusso della scuola. Giovani in balia di una società senza controllo, arrivano a scuola, con il coltello in tasca, a volte portato da casa, a volte comprato chissà dove, giocano ad essere adulti, senza un motivo, senza un perché, ci si ritrova con una coltellata nel fianco.
Provi a difenderti, ma è completamente inutile, sei solo, in quei lunghi corridoi o nei bagni rumorosi della scuola, oppure per strada, la banda ti ha puntato ed è la fine.
Nonostante la scuola, grazie alle numerose iniziative, continua con la sensibilizzazione a quanto pare il fenomeno è sempre più in crescita. E’ diventata una vera e propria moda, se non sei uniforme al gruppo, non ne puoi far parte, se non fumi, se non bevi, se non usi armi,sono queste le condizioni per cui si è esclusi dalle varie gang giovanili.
Come si prolifera il bullismo?
Il bullismo argomento tanto discusso, spesso viene associato alla scuola, alle regole, ai comportamenti al controllo, ma in primis bisogna concentrarsi sulle famiglie.
La famiglia è il primo luogo in cui il bambino acquisisce le prime regole, i valori, il significato e l’importanza del rispetto ed è da lì che parte tutto. Quest’ultima ricopre un ruolo fondamentale per la crescita e l’educazione del bambino, spesso il vero bullismo nasce proprio dalla famiglia.
Molti genitori credono che sia importante parlare di qualsiasi argomento davanti i propri figli, senza sapere che i ragazzi sono spugne, assorbono tutto, ed è proprio quel tutto che bisognerebbe evitare di fargli ascoltare.
Un ambiente familiare sereno, tranquillo porta il bambino o l’adolescente a comportarsi con regole e rispetto verso gli altri, viceversa un ambiente caratterizzato da violenze verbali o domestiche porta ad altra violenza.
Non si può colpevolizzare la scuola che tanto si sta impegnando per cercare di fermare questa grande piaga sociale.
Gli adolescenti, hanno preso una brutta piega, perdendo il vero senso della vita, il rispetto per chi ci circonda, per le cose che girano intorno a noi, per la natura, vivono in un’apatia colossale, non hanno più interesse per niente, è tutto uguale e nulla è indispensabile.
Vivono concretamente la loro vita sulle onde di una famosa frase di Jim Morrinson” Vivi ogni giorno della tua vita come se fosse l’ultimo”, ed è proprio così, questo è il principio che li contraddistingue.
Il contributo dei social sul mondo dell’adolescenza
Cercano di essere tutti uguali indistintamente, la maggior parte di loro vivono in un’altra dimensione quella dei social, quella dei videogiochi, quella di tiktok.
Probabilmente è proprio grazie a queste dimensioni in cui loro si rivedono e credono in quella vita come se fosse reale, emulano comportamenti di videogiochi, su tiktok si sentono liberi di esprimersi in diversi modi, senza pudore.
Il bullismo è privo di responsabilità, questi giovani credono nell’unione che fa la forza, credono di vincere sul più debole, sul più fragile. Questa piaga sociale va a braccetto con la discriminazione, che mette da parte, che nasconde.
Bullismo e discriminazione vanno di pari passi, entrambi si nutrono di un sentimento chiamato cattiveria, si vede l’altro con occhi diversi, si pensa che l’altro sia diverso da noi per colore della pelle, per nazionalità diversa o per religione.
La diversità purtroppo in tanti contesti è ancora un tabù, così come per la disabilità, temi molto forti dove il bullismo prende il sopravvento, un bambino disabile viene deriso dalla gang, viene mortificato perché è seduto su una sedia o perché impossibilitato a partecipare ad una gita scolastica. Viene bullizzato, quando volutamente non viene invitato ai compleanni perché è diverso, non viene fatto partecipare ad un gioco o ad altre attività, ed è proprio qui che si sviluppa maggiormente dando vita a pregiudizi che fanno paura, che lasciano senza parole.
Il bullismo va combattuto con la strada giusta, con le istituzioni, con la chiesa, ma soprattutto con il sostegno delle famiglie.
