Un articolo pubblicato da Avvenire ha riportato alla ribalta il tema della persecuzione dei cristiani in Nigeria.
La Nigeria è uno dei paesi più popolosi dell’Africa con un consistente numero di cristiani e di diocesi cattoliche.
Da diversi anni i cristiani sono perseguitati prima da Boko Haram e adesso da altri movimenti islamisti chiamati Is.
I vescovi denunciano una tendenza a spaventare la popolazione e a farla scappare per impossessarsi delle loro terre e naturalmente non sono difesi dallo stato centrale.
Tuttavia nei giorni di Natale le truppe americane hanno organizzato una sortita con i droni per colpire le basi delle milizie islamiste.
L’operazione era stata organizzata in accordo con il governo, che evidentemente voleva fare vedere che non era assente. Ma a quanto sembra i vescovi hanno condannato l’iniziativa, che ha causato molte morti fra i miliziani.
E così la ha condannata anche il governo
L’operazione era stata preceduta da diverse minacce da parte di Trump, che però non hanno avuto effetto.
E quindi se non è utilizzabile l’arma della dissuasione militare quale possibilità rimane per queste popolazioni cristiane di sfuggire dalle persecuzioni?
Molti cristiani vivono in campi per rifugiati dove prevale l’estrema povertà al punti tale che si è diffusa la prostituzione o la vendita dei figli per sfamare gli altri.
Tuttavia i pareri dei vescovi sulla drammaticità della situazione non sono umanimi e alcuni riportano che anche molti islamici sono stati uccisi per fare prendere la terra ai fulani, probabilmente una tribù che si sta imponendo con la forza.
Delle stime parlano di trentacinquemila morti fra la popolazione mussulmana.
Aiuti alimentari o economici diretti ai campi profughi probabilmente rappresentano l’iniziativa accettata da tutti.
La Nigeria è un paese vasto tre volte l’Italia e con una popolazione stimata intorno ai 230 milioni di abitanti.
l’Italia e’ presente sulla costa con l’Eni e nel paese vicino, il Niger, con alcune centinaia di militari che hanno il compito di addestrare i militari locali.
In teoria potrebbero operare anche in Nigeria.
La nostra premier ha incontrato il premier nigeriano Tunibi sottolineando le problematiche, che peraltro sono presenti in quasi tutti i paesi vicini, con eserciti dei vari stati che fanno fatica a tenere la situazione sotto controllo, e probabilmente chiedono armi
Attilio Runello
