Di Renata Bueno, ex parlamentare italiana e avvocata internazionale

In un momento di grandi trasformazioni geopolitiche ed economiche globali, il 17 gennaio 2026 resterà nella storia come il giorno in cui l’Unione Europea (UE) e il Mercosur hanno finalmente siglato un accordo di partenariato negoziato per oltre 25 anni. Firmato ad Asunción, in Paraguay, culla dello stesso Trattato di Asunción che fondò il Mercosur nel 1991, questo patto rappresenta non solo un trattato commerciale, ma un ponte transatlantico che unisce due continenti, promuovendo lo sviluppo sostenibile, l’innovazione e il commercio equo in un mondo sempre più frammentato da protezionismi e tensioni commerciali.

In qualità di ex parlamentare italiana eletta per rappresentare la comunità sudamericana nel Parlamento Italiano e di avvocata specializzata in diritto internazionale, ho seguito da vicino i negoziati e le sfide che hanno circondato questo accordo. La mia doppia cittadinanza, brasiliana e italiana, mi consente di vedere i benefici di questa partnership da entrambe le sponde dell’Atlantico. L’accordo UE-Mercosur crea un’area di libero scambio che interessa oltre 700 milioni di persone, eliminando le tariffe sul 91% delle esportazioni del Mercosur verso l’Europa e viceversa, dando impulso a settori chiave come agricoltura, industria e servizi. Per il Sud America ciò significa maggiore accesso ai mercati europei per prodotti come carne, soia e frutta, mentre l’Europa beneficia dell’aumento delle esportazioni di beni industriali, veicoli e prodotti farmaceutici.

Ma questo accordo va oltre il commercio in senso stretto. Incorpora impegni solidi in materia di sostenibilità ambientale, diritti umani e uguaglianza di genere, allineandosi agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. In un contesto di cambiamenti climatici globali, il patto include clausole che vietano l’abbassamento degli standard ambientali per attrarre investimenti e rafforza i meccanismi di monitoraggio per combattere la deforestazione, una preoccupazione centrale che ha ritardato i negoziati per anni. Come persona che ha difeso gli interessi degli italiani all’estero e delle comunità latine in Europa, vedo in ciò un’opportunità per rafforzare i legami culturali e migratori, facilitando lo scambio di professionisti e il riconoscimento reciproco delle qualifiche.

La scelta del Paraguay come luogo della firma non è una mera coincidenza. In qualità di attuale presidente pro tempore del Mercosur, il Paese ospitante simboleggia l’unità del blocco sudamericano, che comprende Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. La cerimonia, tenutasi al Gran Teatro José Asunción Flores, ha riunito leader come la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo António Costa e i presidenti dei Paesi del Mercosur, tra cui Santiago Peña del Paraguay. Questo evento riflette lo sforzo collettivo per superare ostacoli quali le resistenze degli agricoltori europei preoccupati per la concorrenza e le richieste ambientali dell’UE.

Nonostante le critiche — e riconosco che in Europa vi siano voci legittime, soprattutto in Francia e in Polonia, che temono impatti sul settore agricolo — l’accordo è equilibrato e include salvaguardie per proteggere le industrie sensibili. Non è una minaccia, ma una risposta strategica all’ascesa del protezionismo globale, come le tariffe imposte da altri attori internazionali. Per il Brasile e l’Italia, in particolare, ciò significa uno slancio economico: il commercio bilaterale supera già i 20 miliardi di euro annui e l’accordo potrebbe raddoppiare tale valore nell’arco di un decennio.

Ora l’attenzione deve concentrarsi sulla ratifica. Il Parlamento europeo e le assemblee nazionali dei Paesi del Mercosur dovranno approvare il testo, un processo che potrebbe richiedere mesi o anni. Come avvocata internazionale, invito i legislatori a dare priorità al dialogo e all’unità, evitando che questioni domestiche blocchino un patto che beneficia milioni di persone. Questo accordo non riguarda solo i numeri; riguarda la costruzione di un futuro condiviso, in cui la cooperazione prevale sull’isolamento.

 

In sintesi, la firma in Paraguay è un invito all’azione collettiva. Come ponte tra Europa e America Latina, l’accordo UE-Mercosur ci ricorda che, in un mondo interconnesso, il progresso nasce dall’integrazione, non dalla divisione. Sono ottimista sul fatto che, con un’attuazione responsabile, porterà prosperità sostenibile a entrambe le parti.

Resto a completa disposizione per inviarvi il testo integrale dell’articolo o per eventuali adattamenti editoriali, qualora riteniate la proposta in linea con la vostra linea editoriale.

Ringraziandovi per l’attenzione, porgo i miei più cordiali saluti.

Renata Bueno
Avvocata internazionale
Ex Parlamentare italiana – Circoscrizione Estero America Meridionale

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