Gli gnudi toscani con le erbe dell’orto
Profumi antichi accompagnati da un vino d’eccellenza
L’eccellenza della cultura italiana passa anche dal buon vino!
Ho avuto il privilegio di ricevere la ricetta tema di questo articolo da una delle famiglie toscane storiche, realtà vitivinicola conosciuta ed apprezzata in Italia e all’estero.
E se è vero che Il mondo vinicolo è un’elegante sinfonia di terra, tempo e tecnica, dove ogni bottiglia narra la storia di un terroir unico, è altrettanto vero che ben si accompagna ai profumi ed ai sapori che quella terra stessa racconta.
La famiglia Antinori
Esperienze sensoriali profonde, che parlano di tradizione, innovazione e autenticità
La Famiglia Antinori si dedica alla produzione vinicola da più di seicento anni: da quando, nel 1385, Giovanni di Piero Antinori entrò a far parte dell’Arte Fiorentina dei Vinattieri.
Palazzo Antinori
Ci troviamo in Piazza Antinori, in pieno centro storico a Firenze.
Palazzo Antinori rappresenta uno dei più illustri esempi di architettura rinascimentale fiorentina. Oltre che residenza di famiglia è sempre stato il “quartier generale” delle attività imprenditoriali.
Dal 1957 al piano terra si trova lo storico ristorante Cantinetta Antinori che ha preparato per noi Gli Gnudi.
Cenni storici
Il termine deriva dal dialetto toscano e significa “nudi”. Si riferisce al fatto che questi gnocchi sono composti esclusivamente dal ripieno (ricotta e spinaci), privi del “vestito” di sfoglia che solitamente avvolge il raviolo.
Nacquero come piatto povero per evitare sprechi alimentari: venivano preparati riutilizzando gli avanzi del ripieno della pasta fresca.
Oggi gli gnudi sono passati dall’essere un piatto di recupero a una specialità ricercata della gastronomia regionale.
Storicamente, per evitare che gli gnudi si sfaldassero durante la cottura senza la protezione della pasta, i contadini li rotolavano velocemente nella farina poco prima di tuffarli in acqua.
Questo sottile strato crea ancora oggi quella leggera pellicola (il “velo”) che racchiude il cuore morbido di ricotta.
Miseria e nobiltà
Sebbene gli gnudi siano un piatto di estrazione popolare, esiste un richiamo a Caterina de’ Medici associato all’ingrediente principale: gli spinaci. Si dice, infatti, che la regina ne fosse così ghiotta da portarli con sé alla corte di Francia nel XVI secolo.
Ancora oggi, nella cucina internazionale, le preparazioni a base di spinaci sono spesso definite “alla fiorentina” proprio in onore delle sue origini.
Gnudi di ricotta ed erbe spontanee – La ricetta
Ingredienti
Ricotta di pecora / mucca (molto asciutta) gr. 400
Spinaci bolliti e strizzati gr. 60
Tarassaco o borragine o erbe di campo (bollite e strizzate) gr. 30
Maggiorana sfogliata Q.b.
Limone nr. 1
Pecorino stagionato grattugiato gr. 30
Parmigiano o grana grattugiato gr. 50
Pane grattato gr. 70
Uovo gr. 30
Sale
Burro
Procedimento
Una volta bollite e strizzate le verdure, batterle velocemente al coltello e mischiare tutti gli ingredienti eccetto il burro. Ottenuto un impasto omogeneo e solido, formare delle sfere con l‘aiuto di uno spallinatore da gelato o di due cucchiai. Passare le sfere nella farina e far bollire in acqua salata per circa tre minuti. Portare, nel frattempo, il burro ad una doratura di nocciola. In una fondina, aggiungere una spolverata di parmigiano grattato e adagiarvi sopra le sfere. Infine, condire col burro Nocciola e sfogliare qualche petalo di maggiorana.
Quale vino abbinare al piatto
Villa Antinori Pinot Bianco
Si racconta così…
Questo vino nasce dai migliori vigneti di Pinot Bianco di Tenuta Monteloro, sulle colline di Fiesole, alle spalle di Firenze. Un’etichetta storica della famiglia Antinori incontra in questa terra una nuova espressione, capace di raccontare l’armonia e le sensazioni di un territorio antico e vocato alla produzione di vini bianchi.
Ringrazio Sara Bellini dell’Ufficio Immagine e Comunicazione Antinori che ha reso possibile questo articolo anche attraverso le immagini
