Secondo appuntamento della stagione invernale del Taranto Opera Festival. Sulla scena, l’Italiana in Algeri, capolavoro di Rossini
Sta per alzarsi il sipario del Teatro comunale Fusco di Taranto su una delle opere di maggior successo del grande compositore marchigiano: l’Italiana in Algeri. Opera buffa in due atti.
Un’opera che, sin dal suo debutto, avvenuto il 22 maggio del 1813, a Venezia, raccolse il pieno consenso del pubblico, trascinato dagli intrighi e dalle sottili astuzie della protagonista assoluta della scena: Isabella, ma soprattutto dalla ritmicità incalzante della musica di Rossini. All’epoca appena 21enne
Un appuntamento da non perdere
Indubbiamente per la dinamicità delle azioni, che portano il pubblico a seguire con grande partecipazione i continui colpi di scena di quest’opera, nonché per la straordinarietà della musica di Rossini, essa rappresenta una pietra miliare nel panorama delle opere buffe internazionali. Tanto che Stendhal la definì “ la perfezione del genere buffo”.
L’Italiana in Algeri, musicata in una manciata di giorni da Rossini, in realtà si ispira vagamente ad un fatto di cronaca realmente accaduto. Un fatto che sconvolse tutti per la sua singolarità e che fece riflettere sull’arguzia femminile.
Rossini, comunque, non fu il solo a musicare questa vicenda. Già nel 1808, infatti, Luigi Mosca si ispirò all’ esperienza vissuta da Antonietta Frapolli rapita dai corsari e poi condotta dal potente bey di Algeri, Mustafà-ibn-Ibrahim, e tornata, non si sa come, in Italia.
Ma il successo arrise, però, alla versione rossiniana dei fatti. Una versione che seppe mixare in modo perfetto vari generi e varie situazioni.
La trama
Partita in cerca del suo amato Lindoro, Isabella cade, durante la traversata per mare, nelle mani dei corsari. Questi la portano dal bey di Algeri, desideroso di liberarsi della moglie Elvira e smanioso di riversare le sue attenzioni su un’altra donna, possibilmente italiana.
I corsari prendono al volo questa occasione e la bella Isabella viene condotta al cospetto del potente bey, che viene letteralmente rapito dalla bellezza della giovane. Ed è a questo punto che ha inizio una serie di situazioni in cui domina l’astuzia femminile.
Isabella scopre che Lindoro, ridotto in schiavitù si trova presso il bey e, dopo lo stupore iniziale, con astute macchinazioni, a dir poco, esilaranti riesce a fuggire, unitamente al suo amato e a tutti gli altri schiavi italiani.
Il bey, venuto a conoscenza della fuga, dopo l’ira iniziale, deve accontentarsi della moglie, mentre l’amore dei due giovani trionfa, ma trionfa anche la giustizia
Una scelta non casuale
In un contesto storico, quale quello attuale, quest’opera si carica di ulteriore significato, rendendo la donna, in tal caso la bella Isabella, protagonista assoluta. E’ lei infatti che gestisce ogni situazione, anche quella più drammatica.
Con la sua astuzia e il suo fascino ha la meglio anche sul potere del bey di Algeri, un uomo che potrebbe annientare chiunque. Lo lusinga, lo asservisce e riesce infine a liberare non solo il suo amato Lindoro, ridotto alla schiavitù, ma tutti gli schiavi italiani catturati dai corsari e consegnati a Mustafà.
Giocando sulla sua bellezza, Isabella, sa di avere un potere che certamente l’uomo non comprende. Un potere che le garantisce di essere arbitra del suo destino, ma anche di mutare la situazione a favore degli sfortunati caduti nelle mani di Mustafà.
Ma ciò che rende quest’opera unica è, prioritariamente, la musica di Rossini che sa dare vita e voce ai sentimenti, alle astuzie, agli intrighi, non tralasciando mai alcun dettaglio, tanto da risultare espressione naturale , caratterizzante di ogni singolo personaggio.
Da Puccini a Rossini
Dopo il trionfo della Butterfly, il Taranto Opera Festival ci regala dunque un’altra perla della grande musica lirica. E lo fa garantendoci momenti di puro divertimento in questo secondo appuntamento, coinvolgendo anche le platee giovanili.
Saranno infatti diverse le rappresentazioni di quest’opera, che avranno luogo presso il Teatro comunale Fusco.
La prima, quella del 27 gennaio, con ingresso alle ore 20,00, sipario alle 21,00. La seconda, pomeridiana, il 28 gennaio, con apertura alle 15,00 e sipario alle 16.
Infine, il 29 gennaio, il matinée per le scuole, alle 9,30, e la serale, alle ore 20,00, con sipario alle ore 21,00
Una manciata di giorni, dunque, poi il sipario si alzerà e le luci illumineranno la scena di una storia già vissuta, ma che ci porterà in un mondo dove la musica ci racconta la vita
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