Curiosità, aneddoti, tradizioni, immagini del nostro  passato, giochi dei bambini della prima metà del Novecento, poesie in dialetto: un caleidoscopio di ricordi e curiosità raccolti in circa 350 pagine dall’autore: il prof. Vito Ciccimarra.

L’opera è stata presentata il 29 dicembre 2025 presso l’Agorateca, in Via Stefano Lorusso ad Altamura,  alla presenza di un numeroso pubblico, con l’introduzione di Michele Micunco, nota figura culturale locale.

Copertina del libro

Si tratta di uno splendido volume, stampato da Arti Grafiche Pecoraro, con una copertina su cui campeggia l’immagine a volo d’uccello della cattedrale di Altamura, realizzata da Nicola Dileo, simbolo identitario della Capitale della Murgia. Una sorta di enciclopedia di un vissuto che non tornerà più, cristallizzato grazie al contributo di numerosi amici e conoscenti che hanno fornito materiale fotografico e testimonianze tratte dalla memoria popolare.

L’opera, un omaggio ad Altamura

L’elaborazione delle foto, l’impaginazione dei testi e la grafica sono state curate da Giuseppe Calia e Francesco Pontillo. Il progetto editoriale è nato in collaborazione con “Libri a km zero” 2026 della Confconsumatori Altamura APS, di cui Michele Micunco è coordinatore di edizione.

Un omaggio alla città da parte di Ciccimarra, già docente d’inglese all’Istituto Tecnico e oggi in pensione, che ha così dedicato il suo tempo libero alla pubblicazione di diversi altri lavori realizzati con la sua Associazione culturale “Altamura ieri”, come il dizionario del dialetto altamurano e il libro sui soprannomi di Altamura.

In questo filone, l’autore si è addentrato con pazienza salomonica e fiuto da certosino, affinché ogni tassello delle sue schede portasse l’impronta della sua consolidata serietà intellettuale.

Da sinistra: Michele Micunco; Vito Ciccimarra; Guseppe Calia; Francesco Pontillo

Alla presentazione ha partecipato il prof. Ferdinando Mirizzi, noto storico dell’antropologia e professore ordinario di discipline demoetnoantropologiche presso l’Università della Basilicata (Unibas), con sede a Potenza e Matera, specializzato in patrimoni culturali, storia materiale, turismo e fotografia etnica. Mirizzi ha magistralmente interpretato il lavoro di Ciccimarra, collocandolo sul piano antropologico.

Significativo è stato anche l’intervento del direttore didattico in pensione Tommaso Cardano, il quale, richiamandosi alla sua prefazione, ha sottolineato il valore del ricordo delle piccole cose “invisibili”, dei simboli dei mestieri, della raccolta di foto, ricordi e scoperte: in sintesi, le “briciole” di storia superstite di una cultura e di una società ormai archiviata.

QR-Code per l’ascolto delle poesie

Una delle sorprese più belle di questo libro è il QR-Code: uno sulla copertina, uno sul retro e circa 200 all’interno delle pagine. Basta scansionarli per ascoltare poesie in dialetto altamurano, recitate dalla viva voce di Lillino Calia, poeta e commediografo; da Vito Ciaccia, che improvvisa a braccio senza testo; e da Carlo Castoro, che prima di morire registrò 1.300 proverbi e numerosi brindisi dialettali. Dietro il progetto ci sono anche Alessandro Ciccimarra, ingegnere informatico e figlio dell’autore, e Giuseppe Ciccimarra (non parente), che hanno contribuito alla realizzazione tecnica.

L’autore desidera ringraziare anche altri amici per i loro contributi: Giacinto Bolognese, Piero Tubito, il prof. Giuseppe Carone, Paolo Scalera, Teresa e Rachele Popolizio (figlie del compianto dr. Francesco Popolizio, poeta dialettale), Domenico Pepe (per alcune foto d’epoca) e lo scrivente, per consigli e autorizzazioni all’uso di materiali tratti dalle mie pubblicazioni.

Giovanni Mercdante, autore

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