Il dovere civico di sensibilizzare l’opinione pubblica su violenza di genere e tumore al seno viene adempiuto dall’Associazione Consorzio Umanitas attraverso le immagini di una mostra itinerante, ad ingresso libero, che in questi giorni e fino al prossimo 16 febbraio è esposta nella Sala del Chiostro di San Francesco ad Ascoli Piceno.
L’esposizione utilizza il linguaggio universale della fotografia per accendere i riflettori sui due mali che colpiscono il mondo femminile e gode del patrocinio del Senato della Repubblica Italiana, del Comune di Ascoli Piceno, della LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, dell’Ufficio Scolastico per le Marche della Direzione Generale del Ministero dell’Istruzione e del Merito, della Fondazione Marche Cultura, e della Fondazione Italia Giappone, a conferma dell’alto valore istituzionale, culturale e sociale del progetto.
La scelta della suggestiva Sala Cola del Chiostro di San Francesco crea un ponte ideale tra memoria storica e linguaggio contemporaneo, offrendo alla comunità ascolana un evento capace di valorizzare l’identità del territorio e, al contempo, di aprirlo a una riflessione profonda su temi di stringente attualità. La mostra si inserisce pienamente nel percorso di crescita culturale, sociale e turistica della città, contribuendo a costruire un’immagine di Ascoli Piceno moderna, sensibile e attenta ai diritti e alla salute delle persone.
Rivolta a un pubblico ampio e trasversale – donne, famiglie, giovani, studenti, operatori del sociale e cittadini – l’iniziativa dedica un’attenzione particolare alle nuove generazioni, considerate protagoniste fondamentali del cambiamento culturale. L’ingresso gratuito, la forza delle storie reali e il dialogo intergenerazionale rendono la mostra uno spazio vivo di aggregazione civile e culturale, capace di stimolare empatia, riflessione e partecipazione attiva.
Si tratta di una esperienza fortemente immersiva e coinvolgente: 21 ritratti fotografici di grande formato raccontano storie vere di donne che hanno vissuto la violenza o il tumore al seno e che hanno scelto di trasformare la propria esperienza personale in un messaggio pubblico di consapevolezza, responsabilità civile e rinascita. Accanto a loro, testimonial impegnati nella sensibilizzazione come Maria Grazia Cucinotta, Alessio Boni, Rosanna Banfi, Eleonora Daniele, Carolyn Smith, e tanti altri, contribuiscono ad amplificare la forza del messaggio, creando una narrazione collettiva che unisce arte, testimonianza e impegno sociale.
Attraverso un sistema mediale via radio i visitatori potranno ascoltare direttamente la propria storia dalla voce delle protagoniste, creando un dialogo intimo e diretto tra chi guarda e chi racconta.
Il Sindaco di Ascoli Piceno, città ospitante la mostra, Marco Fioravanti ha dichiarato: «Quando l’arte abbraccia temi di rilevanza sociale assume un valore ulteriore perché ci permette di riflettere attraverso linguaggi e punti di vista diversi dal solito. Ospitare questa mostra è motivo di orgoglio per la nostra città, perché si accendono i riflettori sulla violenza di genere e sul tumore al seno grazie alle foto di donne che vogliono lanciare un messaggio potente. Un appuntamento importante che conferma Ascoli come luogo privilegiato per eventi di caratura nazionale e internazionale». Da parte sua l’assessore all’Università e Istruzione Donatella Ferretti ha posto in evidenza l’originalità del progetto, che unisce due forme di esperienza che feriscono profondamente la donna e che hanno ripercussioni profonde e spesso irreversibili sulla sua vita psichica, familiare, coniugale».
L’ideatrice e promotrice Donatella Gimigliano, Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, anch’essa paziente oncologica e con una storia familiare segnata dal tumore al seno ha posto in rilievo cosa significhi convivere con segni indelebili, visibili e invisibili, che restano impressi sulla pelle e nell’anima, facendo rilevare: “….. Quelle stesse cicatrici le ho riconosciute negli sguardi e nelle storie delle donne sopravvissute alla violenza. Da questa consapevolezza è nato questo progetto, perché dietro ogni ferita c’è una storia che merita di essere raccontata e, soprattutto, di essere ascoltata».
Il valore artistico della mostra risiede negli scatti di Tiziana Luxardo, erede della famosa dinastia, capace di restituire immagini di grande forza espressiva attraverso un’estetica rispettosa, intensa e mai spettacolarizzante del dolore
Un elemento di forte unicità e valore simbolico della mostra è il richiamo all’arte giapponese del kintsugi, antica pratica che insegna a riparare le fratture mettendole in evidenza attraverso l’oro, trasformando la ferita in valore. Questo riferimento prende forma nella fotografia simbolo che ritrae Valentina Pitzalis, vittima di una brutale violenza, accanto alla sorella Francesca, affetta da tumore al seno. Questo richiamo conferisce alla mostra una dimensione internazionale e interculturale, rafforzandone l’unicità e il valore simbolico: l’arte non cancella le ferite, ma le rende visibili e preziose, trasformandole in forza collettiva.
Presenti all’evento di apertura della mostra Raffaele Trivisonne, presidente LILT Ascoli Piceno, Claudia Torretta dell’USP Ascoli Piceno, delegata dall’USR Marche in rappresentanza del direttore Donatella D’Amico, e Daisy De Nardis, coordinatrice settore Musei e Luoghi della Cultura Fondazione Marche Cultura, intervenuta per riportare il messaggio del Presidente Avv. Andrea Agostini che ha dichiarato: «La Fondazione Marche Cultura è da sempre al fianco delle arti come strumento di crescita, consapevolezza e cambiamento. Lo è con ancora maggiore convinzione in un’occasione come questa, in cui il valore culturale della mostra si intreccia profondamente con un messaggio sociale di straordinaria forza. “Women for Women Against Violence” unisce due battaglie diverse, ma accomunate dal fatto di attraversare il corpo e la mente delle donne, lasciando segni profondi»
