Versi e Racconti della Settimana –Rubrica a cura di Marilù Murra per il Corriere di Puglia e Lucania, in collaborazione con ANIM
Ci sono trasformazioni che fanno rumore.
E poi ce ne sono altre che lavorano in silenzio, come l’acqua sotto terra, non si vedono subito, ma cambiano il paesaggio per sempre.
Trasformazione non è una parola rassicurante. Non promette soluzioni rapide, non addolcisce i passaggi.
Chiama in causa ciò che accade quando non si può più restare uguali.
“Quello a cui opponi resistenza, persiste.
Quello che abbracci, si trasforma.”
— Carl Gustav Jung
La parola guida di questa settimana attraversa il tempo del durante, quel momento sospeso in cui ciò che eravamo non basta più e ciò che saremo non ha ancora una forma definita.
La trasformazione non è un traguardo, ma un processo. Non è una conquista, ma un attraversamento necessario.
Versi e racconti della settimana nasce come spazio di ascolto e restituzione.
Non come contenitore tematico, ma come luogo editoriale in cui la scrittura viene accolta senza forzature e senza riletture arbitrarie.
Ogni parola guida non chiede esercizi di stile, ma scritture autentiche, capaci di sostare nella complessità e di raccontare ciò che cambia, anche quando non è ancora chiaro.
Gli autori della settimana
Per la parola guida Trasformazione, la rubrica accoglie cinque autori:
– Maria Emilia Mari
– Nisida Bortone Frainetti
– Elisabetta Fioritti
– Francesca Ulisse
– Mariangela Potì
Cinque voci diverse per forma e sensibilità, unite da un comune attraversamento umano.
Non interpretazioni del tema, ma esperienze consegnate alla parola.
Nota editoriale
I testi relativi alla parola guida Trasformazione sono stati consegnati martedì 20 gennaio 2026, in vista della pubblicazione della rubrica di venerdì 23 gennaio 2026.
Come da impostazione editoriale, i contributi vengono pubblicati integralmente, senza anticipazioni né sintesi interpretative.
Anticipazione della prossima settimana
La prossima settimana la rubrica sarà guidata dalla parola MEMORIA.
“La memoria non è ciò che ricordiamo, ma ciò che ci abita.”
— Jorge Luis Borges
Chi è J.L. Borges
Jorge Luis Borges è stato uno dei più grandi scrittori e pensatori del Novecento.
Poeta, narratore, saggista e bibliotecario argentino, ha dedicato gran parte della sua opera al rapporto tra tempo, identità e memoria.
Nei suoi testi la memoria non è mai semplice ricordo, ma uno spazio complesso in cui il passato continua a dialogare con il presente.
Borges ha interrogato per tutta la vita ciò che resta dell’esperienza umana, le tracce, le ripetizioni, le parole che sopravvivono al tempo.
Per questo la sua riflessione sulla memoria non è nostalgica, ma attiva e responsabile, ricordare, per lui, significa dare senso, non rifugiarsi.
In questa prospettiva, la memoria non immobilizza.
Non trattiene. Apre.
I testi relativi alla parola guida Memoria dovranno essere consegnati martedì 27 gennaio 2026, in vista della pubblicazione di venerdì 30 gennaio 2026.
Ogni settimana questa rubrica sceglie di fermarsi.
In un tempo che corre, restituisce peso alle parole.
Non chiede di essere letta in fretta, né consumata come un contenuto qualunque.
Chiede presenza.
Chiede attenzione.
Chiede il gesto semplice — e sempre più raro — di leggere davvero.
Scrivere è un atto di fiducia.
È affidare a qualcuno una voce, una ferita, una verità che chiede ascolto.
La scrittura non impone, si consegna.
Ma perché una parola viva davvero, ha bisogno di chi la attraversi con rispetto. Leggere non è riconoscere frasi,
è decifrare presenze. La comprensione è un gesto silenzioso e potente.
Richiede lentezza, disponibilità, onestà.
È l’arte di non tradire ciò che ci viene affidato.
Perché solo dove c’è comprensione la parola smette di essere suono e diventa incontro.
Ogni parola che ascolto davvero
non resta su carta.
Mi attraversa.
E mi cambia.
