La Comunicazione, in Ogni sua Forma, ha come Scopo parlare non alla Mente ma al Cuore dell’uomo per Smuovere la Coscienza e portare a Galla il Vero.

«Secondo verità nella carità» (Ef 4,15) dovrebbe essere il metodo di ogni operatore della comunicazione. Papa Francesco, nel suo messaggio per la 57ma giornata mondiale delle comunicazioni sociali, affermava che «un cuore che con il suo palpito rivela la verità del nostro essere e che per questo va ascoltato…porta chi ascolta a sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda, al punto da arrivare a sentire nel proprio cuore anche il palpito dell’altro. Allora può avvenire il miracolo dell’incontro»

Il cuore parla al cuore

“Cor ad cor loquitur” ovvero “il cuore parla al cuore” celebre per essere divenuto motto cardinalizio  del dottore della chiesa John Henry Newman, sottolinea come l’incontro intimo e non solo intellettuale tra l’uomo e Dio, o tra persone è possibile solo ed esclusivamente nella verità e sincerità del cuore.

San Francesco di Sales, dalle cui lettere spirituali egli trasse il motto, affermava: «La sincerità del cuor e non l’abbondanza delle parole, tocca il cuore degli uomini» come a voler sottolineare, dunque, che i valori principali alla base di una comunicazione vera ed efficace siano la verità interiore e l’onestà dei sentimenti.

San Francesco di Sales

Non a caso San Francesco di Sales, ricordato dalla chiesa oggi 24 gennaio, è stato proclamato da Pio XI nel 1923, patrono di “tutti quei cattolici, che con la pubblicazione o di giornali o di altri scritti illustrano, promuovono e difendono la cristiana dottrina” ed è oggi a tutti gli effetti patrono dei giornalisti che, cristiani o meno, hanno la responsabilità di parlare al cuore dell’uomo.

In un mondo in cui la comunicazione viene strumentalizzata e quindi snaturalizzata, oggi mi preme ricordare questa figura a cui io stessa mi ispiro ogni qual volta mi trovo qui davanti a questo schermo a scrivere. Un giovane ventenne divenuto sacerdote da soli nove mesi  inviato in missione nella località del Chiablese, zona montana francese e svizzera situata nel Nord della Savoia, il quale dovette imparare a dialogare con una popolazione di sessantamila abitanti politicamente legata alla Savoia e religiosamente dominata da Ginevra che aveva aderito al protestantesimo, al calvinismo.

Una crisi generativa

Si narra che una notte mentre si aggirava sconfortato e affranto per le strade della città francese, non riuscendo neppure a pregare, si imbatté in una chiesa vi entrò e trovò affissa una preghiera, il “Memorare” di San Bernardo. In quella notte nella quale non riusciva a trovare le parole dentro di sé per chiedere conforto, trovò in quel fogliettino la forza di ritornare al cuore, al suo e a quello altrui.

Da questo episodio probabilmente prese spunto per le “Controversie”, i volantini missionari che scriverà in opposizione alle tesi protestanti di Calvino. Le sue prediche, infatti, non venivano ascoltate e così pubblicherà dei foglietti volanti che diventeranno la chiave della sua nuova comunicazione.

Non si da per vinto e nel momento di sconforto cerca aiuto, trova una voce, trova delle parole che parlano al suo cuore del suo cuore e da allora non smetterà più di farla sentire quella voce ritrovata. la sua crisi di fede avrà un potere generativo: scriverà più di 30.000 lettere e i foglietti da lui scritti verranno attaccati sui muri e inseriti sotto le porte delle case. 

Una bocca amabile moltiplica gli amici

Il suo parlare sarà sempre testimonianza d’amore, di quell’Amore che lui aveva conosciuto perché «una bocca amabile moltiplica gli amici, una lingua affabile le buone relazioni» ( Sir 6,5).

Riuscì addirittura a comunicare con il sordomuto Martino, amante della comunicazione anche quando essa appare impossibile.

« Basta amare bene per dire bene» afferma e dice a tutti giornalisti e non  “Vi garantisco che ogni volta che sono ricorso a repliche pungenti, ho dovuto pentirmene. Gli uomini fanno di più per amore e carità che per severità e rigore”.

Il messaggio di Papa Leone XIV

Vorrei concludere, infine, con le parole di Papa Leone XIV in occasione della 60ma giornata mondiale delle comunicazioni sociali in merito all’utilizzo sapiente dell’intelligenza artificiale secondo cui bisogna “alzare la voce in difesa delle persone umane, affinché questi strumenti possano veramente essere da noi integrati come alleati…Questa alleanza è possibile ma ha bisogno di fondarsi su tre pilastri: responsabilità, cooperazione ed educazione.

La responsabilità declinata come onestà, trasparenza, coraggio, capacità di visione, dovere di condividere la conoscenza, diritto a essere informati. La cooperazione in modo che nessun settore affronti da solo la sfida di guidare l’innovazione digitale e la governance dell’IA.

L’educazione volta ad aumentare le nostre capacità personali di riflettere criticamente, valutare l’attendibilità delle fonti e i possibili interessi e meccanismi psicologici che attivano, per permettere alle nostre famiglie, comunità e associazioni di elaborare criteri pratici per una più sana e responsabile cultura della comunicazione.”

Poche parole e coscienza critica

Da che mondo è mondo i tempi mutano, non sta a noi giudicare se in meglio o in peggio, ciò che è necessario davvero è che ognuno coltivi la propria coscienza critica per rendere i tempi buoni e propizi anche nelle novità.

Chiuderei con un monito lapidario e semplice proveniente dalla più grande opera letteraria di tutti i secoli, La Bibbia: «Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno». (Mt 5, 37)

 

 

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