SQUINZANO (LE), 23 gennaio 2026 – Ci sono appuntamenti culturali che non si limitano a presentare un libro, ma riescono a creare uno spazio di riconoscimento collettivo, in cui le parole diventano occasione di incontro e la narrazione si fa strumento per rileggere il quotidiano. È quanto accaduto venerdì sera a Villa Cleopazzo, dove la presentazione di Sei personaggi in cerca di assicuratore (Moon Edizioni), opera prima di Mauro Maggio, si è trasformata in un evento partecipato e sentito, capace di unire ironia, riflessione e senso di comunità.
L’atmosfera raccolta e accogliente della villa, complice la presenza numerosa del pubblico e una conduzione attenta ma informale, ha contribuito a superare i confini della classica presentazione editoriale, dando vita a un momento di dialogo autentico in cui autore e lettori si sono ritrovati sullo stesso piano, accomunati dal piacere dell’ascolto e dalla condivisione delle storie.
L’ufficio come luogo narrativo e osservatorio umano
Il punto di partenza del libro è un ambiente apparentemente privo di fascino letterario:l’ufficio assicurativo, con le sue pratiche, le scadenze e la routine quotidiana. Eppure, nel racconto di Mauro Maggio, quello spazio si trasforma progressivamente in un osservatorio privilegiato sull’umanità, un luogo in cui il passaggio continuo di persone diverse per età, carattere ed esperienze di vita restituisce una galleria di ritratti tanto ordinari quanto sorprendentemente universali.
Attraverso una scrittura che alterna leggerezza e acutezza di sguardo, l’autore riesce a cogliere le sfumature dell’incontro umano, mostrando come dietro ogni richiesta formale si nascondano fragilità, contraddizioni e bisogni di ascolto che vanno ben oltre l’ambito professionale.
Ironia, ascolto e immedesimazione nel dialogo con il pubblico

Nel corso della serata, sollecitato dalle domande della moderatrice Antonella Tagliente, consulente assicurativa e profonda conoscitrice delle dinamiche del settore, Maggio ha ripercorso la genesi del libro e condiviso numerosi episodi tratti dall’esperienza lavorativa, raccontati con un’ironia capace di strappare sorrisi e, allo stesso tempo, di favorire una spontanea immedesimazione da parte del pubblico.
Particolarmente apprezzata la sua ironica classificazione dei clienti in “porno” e “non porno”, una definizione volutamente provocatoria che, al di là dell’effetto comico, diventa una chiave di lettura efficace per raccontare chi sente il bisogno di mettere a nudo aspetti intimi della propria vita e chi, invece, affronta le pratiche con una leggerezza disarmante, spesso sfiorando il surreale. Una distinzione che ha reso evidente quanto la realtà quotidiana sappia offrire spunti narrativi più vivaci di qualsiasi invenzione.
Il rito del “Caffè delle 11”: sospensione e verità
Tra i passaggi più significativi del libro emerge il racconto del “Caffè delle 11:00”, una pausa apparentemente banale che assume, nella narrazione di Maggio, il valore di un vero e proprio rito quotidiano. È in quel breve intervallo di tempo che le formalità si allentano, i ruoli si fanno meno rigidi e le persone si concedono il lusso di mostrarsi per ciò che sono realmente.
In quel momento sospeso, la burocrazia lascia spazio alla relazione e l’ufficio diventa un luogo di confidenze, esagerazioni e racconti inaspettati, confermando come la dimensione lavorativa possa trasformarsi, se osservata con attenzione, in un autentico laboratorio sociale.
Il sostegno delle istituzioni e il valore della cultura locale
La presentazione ha assunto un carattere corale anche grazie alla presenza delle

istituzioni locali. Il Sindaco di Squinzano, nel suo intervento, ha sottolineato l’importanza di iniziative culturali capaci di valorizzare il territorio attraverso storie di vita vissuta, riconoscendo nel lavoro di Maggio un esempio di come la cultura possa nascere dall’esperienza quotidiana e restituire identità e consapevolezza alla comunità.
A rafforzare questo messaggio è stato l’intervento del Presidente della Pro Loco, Cosimo Pierri, che ha ribadito l’impegno dell’associazione nel sostenere i talenti locali e nel promuovere occasioni di incontro in cui la narrazione diventa strumento di coesione sociale e di valorizzazione del patrimonio umano del paese.
Una lettura che unisce le generazioni

Uno dei momenti più emozionanti della serata è stato l’intervento di Jacopo Maggio, figlio dell’autore, che ha letto alcuni brani del libro con naturalezza e sicurezza, dimostrando una sorprendente capacità interpretativa. La sua presenza sul palco ha aggiunto una dimensione intima e familiare all’evento, suggerendo un ideale passaggio generazionale e sottolineando come il racconto e l’ascolto siano valori che si trasmettono nel tempo.
Il finale conviviale tra parole e territorio
A chiudere la serata, un momento conviviale reso possibile dalla collaborazione con l’Enoteca Cantoro, che ha offerto una degustazione di vini locali. Tra firmacopie e conversazioni informali, il pubblico ha potuto prolungare l’esperienza dell’incontro, confermando come cultura, convivialità e valorizzazione del territorio possano intrecciarsi in maniera naturale.
Sei personaggi in cerca di assicuratore si presenta così come un’opera capace di raccontare l’umanità nascosta nei gesti quotidiani, dimostrando che anche dietro una scrivania può esistere un teatro di storie degne di essere ascoltate. Con questo esordio, Mauro Maggio avvia un percorso narrativo che affonda le radici nella realtà locale, ma parla a chiunque abbia voglia di riconoscersi nel racconto degli altri.
