Un vertice quello italo-tedesco Merz e Meloni si vedranno a Roma, nello splendido scenario
di Villa Doria Pamphili per il vertice intergovernativo tra Italia e Germania che era atteso da tempo e che per qualcuno è il preludio alla creazione di un nuovo equilibrio in Europa. Il ministro degli esteri Antonio Tajani, aprendo il forum imprenditoriale al Parco dei principi lo ha detto chiaramente” noi e la Germania riusciamo sempre ad avere una posizione comune sulle grandi questioni”. La giornata ha visto anche incontri bilaterali al Mimit, dove il ministro Urso ha incontrato. È un vertice che ha rafforzato certamente i legami economici tra i due paesi (al Forum imprenditoriale al Parco dei Principi hanno aderito oltre 500 imprese).
Ma è un vertice che ha anche ribadito come Italia e Germania stiano creando un nuovo asse
geopolitico all’interno della Unione, dominata per decenni dall’asse franco tedesco. Un asse che poggia come ha detto anche il ministro Urso sui medesimi interessi Abbiamo gli stessi interessi. Abbiamo interessi che all’accordo di libero scambio in Europeo-MercoSur, che mi auguro entri in vigore prima possibile. Abbiamo interesse a un mondo aperto perché siamo grandi paesi esportatori e abbiamo interesse comune a che l'Europa realizzi subito, non c'è più tempo da perdere, le riforme di politica economica, produttiva e industriale di cui avvertiamo tutti l’immediata necessità.” Dai dossier sulla immigrazione al Mercosur, fino ai dazi americani, i due paesi hanno spesso giocato di sponda in questi mesi, anche nell’ultimo Consiglio straordinario di giovedì sera. Merz riconosce in Meloni un alleato forte autorevole e soprattutto complementare ed utile per lui e per la Germania. Il bullismo di qualche interprete europeo nei confronti degli Usa non può che portare nocumento alla prima
economia europea. E questo Merz che viene dal mondo degli affari lo sa meglio di chiunque
altro. E per fare questo Meloni e Merz sanno che l’Europa deve partire da una maggiore
semplificazione, come ha detto anche ieri, a Roma, Raffaele Fitto, il vicepresidente esecutivo
della Ue parlando di coesione ad un evento di federterziario. E poi sul tavolo c’è il tema della
competitività, che si lega a doppio filo con l’attualità dell’accordo sul Mercosur, la cui ratifica è stata rinviata dal parlamento europeo mercoledì. Merz vuole accelerare su un’ applicazione provvisoria dell’accordo, a cui sembra favorevole anche Giorgia Meloni, vista la posta in gioco per imprese ed export italiano. Ma anche sui rapporti con gli Usa, Il cancelliere Merz è certamente per il dialogo e spesso ha fatto leva sugli ottimi rapporti della Meloni con Trump, per cercare di abbassare i toni dello scontro, che invece Macron pare sempre voler attizzare. Ed è anche per questo che alcuni osservatori anche in Germania cominciano ad intravedere un nuovo equilibrio in Europa, rispetto a quello tradizionale composto dal blocco franco tedesco. “Merz e la presidente del Consiglio italiana sono politicamente vicini su molti temi, collaborano a livello europeo e hanno così potuto ottenere i primi successi non solo su molte questioni Meloni sta assumendo sempre più il ruolo del presidente francese Emmanuel Macron come partner più stretto di Merz a livello UE. Subito dopo le consultazioni di Bruxelles, il cancelliere federale volerà con alcuni suoi ministri a Roma per le consultazioni intergovernative italo‑tedesche. L’incontro segna il punto culminante provvisorio delle relazioni italo-tedesche." scriveva il giornale tedesco Handelsblatt due giorni fa. Mentre il popolare Suddeutsche Zeitung ieri titolava un suo pezzo
con “Macron era ieri, oggi Merz punta su Meloni”, mentre Taggespiegel scrive testuale “ Nei
discorsi del Cancelliere Friedrich Merz degli ultimi mesi sono comparsi molti più nomi italiani che francesi. Mentre il Cancelliere sottolinea ripetutamente il suo stretto coordinamento con il Presidente francese Emmanuel Macron, ora ha presentato, insieme al Primo Ministro italiano Giorgia Meloni, un cosiddetto non- paper per le discussioni della UE sulla competitività” Parole queste che ribadiscono
anche sul fronte tedesco come i rapporti tra i due paesi siano forse ad uno dei massimi livelli
da decenni. È questa cosa non può che essere positiva per il nostro paese ma anche per la
stessa Europa di fronte alle sfide epocali che deve affrontare. Come quella della difesa europea, sulla quale la Meloni ha detto parole chiare in conferenza stampa, dopo il vertice a Villa Pamphili con il cancelliere Merz. “I nostri sistemi produttivi possono dare un contributo alla costruzione del pilastro europeo dell’Alleanza atlantica che per tanti anni abbiamo invocato senza fare passi avanti e agire di conseguenza. A questo fine ho comunicato al cancelliere Merz la decisione italiana di aderire all’accordo multilaterale che già esiste tra Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna sull’esportazione di armamenti”. O come il tema dello spazio, sul quale Urso ha annunciato la firma di un accordo per realizzare un insieme una costellazione di satelliti europei. Insomma sarebbe forse il caso di dire che
forse l’Europa, in extremis, comincia a battere un colpo Proprio sul campo della difesa gli
affari tra Germania e Italia procedono assai spediti. Da circa un anno, ad esempio, il gruppo
italiano Leonardo e Rheinmetall costruiscono carri armati in una joint venture. E poi come non vedere analogie fortissime sul tema dei migranti, sul quale la linea Meloni è ormai diventata un modello per mezza Europa. Due giorni fa la ministra dell’Economia tedesca, Katherina Reiche, presente al vertice, durante il quale ha siglato con il ministro Adolfo Urso
un importante accordo sugli investimenti nel settore CRM sulla cooperazione su ricerca ed innovazione, ha sottolineato espressamente l'importante ruolo di mediazione di Meloni, nella convinzione che un conflitto commerciale con Trump “non può essere vinto”. Servono quindi “compattezza e una strategia europea condivisa” e in questo senso la posizione di Palazzo Chigi è “valida e meritevole di sostegno”. Parole al miele che indicano come ormai Berlino veda in Roma un interlocutore privilegiato all’interno della Ue.

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