L’Empatismo e il progetto culturale di Menotti Lerro: estetica dell’empatia, territori e nuova geografia della cultura.
di Francesco D’Episcopo
Nel contesto della cultura contemporanea, caratterizzato da una crescente frammentazione dei saperi, da processi di deterritorializzazione e da una crisi diffusa delle forme tradizionali di mediazione culturale, il progetto ideato da Menotti Lerro si configura come un tentativo straordinariamente organico di ricomposizione tra pensiero, arte e comunità. L’Empatismo, il Premio Internazionale Cilento Poesia, il Paese della Poesia, il Paese degli Aforismi, il Centro Contemporaneo delle Arti e la Piramide Culturale del Cilento costituiscono un sistema unitario, fondato sull’empatia come principio estetico, etico e conoscitivo.
L’originalità di tale progetto risiede nella sua duplice natura: da un lato, esso propone una riflessione teorica sul senso dell’arte e della letteratura nel presente; dall’altro, traduce tale riflessione in pratiche culturali territoriali, capaci di incidere sull’identità dei luoghi e delle comunità. Ed ecco che ci ritroviamo difronte al primo vero “ismo” del XXI secolo il quale promette di caratterizzarlo.
L’Empatismo come paradigma estetico e filosofico
L’Empatismo nasce come movimento letterario-artistico e, al contempo, come proposta filosofica che pone l’esperienza empatica al centro del processo creativo e conoscitivo. In questa prospettiva, l’empatia non è riducibile a una mera partecipazione emotiva, ma si configura come modalità di accesso al reale, capace di superare tanto l’autoreferenzialità estetica quanto il relativismo radicale.
Sul piano letterario, l’Empatismo promuove in particolare una scrittura esperienziale, orientata alla trasmissione del vissuto e alla riduzione della distanza tra autore e lettore. L’opera non è concepita come oggetto autonomo, bensì come evento relazionale. Sul piano filosofico, il movimento dialoga con la fenomenologia e con l’estetica contemporanea e classica, riaffermando il valore dell’esperienza umana condivisa contro le derive nichiliste della modernità avanzata.
Il Premio Internazionale Cilento Poesia: istituzionalizzazione dell’esperienza empatica
Il Premio Internazionale Cilento Poesia, fondato da Lerro già nel 2017, rappresenta la prima e più strutturata concretizzazione pubblica dell’Empatismo. Collocato in un’area geograficamente periferica rispetto ai grandi centri culturali, il premio assume un forte valore simbolico: il Cilento diventa luogo di produzione culturale attiva e non semplice scenario marginale.
La poesia viene qui concepita come linguaggio universale e come strumento privilegiato di relazione empatica. L’internazionalità reale del premio (a differenza di quei “premi” insignificanti che nascono già con la falsa e narcisistica etichetta che li presenta come internazionali) favorisce il dialogo tra tradizioni letterarie diverse, mentre il radicamento territoriale ne rafforza la dimensione comunitaria. In tal senso, il premio non è soltanto un evento celebrativo, ma un dispositivo culturale capace di incidere sul tessuto simbolico del territorio.
Il Paese della Poesia e il Paese degli Aforismi: la parola come spazio abitato
Con il Paese della Poesia e il Paese degli Aforismi, il progetto del poeta nato a Omignano Cilento si spinge oltre la dimensione istituzionale, trasformando il territorio in spazio letterario e filosofico. La parola poetica e l’aforisma vengono inscritti nei luoghi della vita quotidiana, generando una forma di lettura diffusa e non mediata.
Il Paese della Poesia restituisce alla poesia una funzione civile, mentre il Paese degli Aforismi valorizza la forma breve come strumento di riflessione critica. In entrambi i casi, il lettore non è più un soggetto passivo, ma un partecipante all’esperienza estetica, chiamato a confrontarsi con il testo nel tempo e nello spazio della propria esistenza.
Il Centro Contemporaneo delle Arti: laboratorio interdisciplinare
Il Centro Contemporaneo delle Arti rappresenta il nucleo operativo e sperimentale del sistema culturale empatico. Esso si configura come luogo di convergenza tra poesia, arti visive, musica, performance e pensiero critico, favorendo una pratica artistica interdisciplinare.
Il Centro non si limita a ospitare e creare eventi o mostre, ma si propone come laboratorio permanente di ricerca, in cui l’arte è intesa come processo condiviso. In questo senso, esso incarna pienamente la visione empatica, promuovendo l’interazione tra artisti, studiosi e pubblico e rafforzando il legame tra produzione culturale e comunità.
La Piramide Culturale del Cilento: nuova geografia simbolica
La Piramide Culturale del Cilento costituisce la sintesi teorica e territoriale dell’intero progetto. Essa è composta da 25 paesi e città che, aderendo all’iniziativa, si sono attribuiti un nuovo nome culturale, legato a una specifica vocazione poetica, artistica o filosofica. Il territorio è mutato così da rurale a luogo di alta cultura.
Questo processo di rinominazione rappresenta un atto simbolico di forte portata: i luoghi non si limitano a ospitare la cultura, ma la incarnano identitariamente. La Piramide si configura così come una geografia culturale policentrica, che supera il modello gerarchico centro-periferia e propone una visione partecipata e comunitaria della produzione artistica.
Dal punto di vista filosofico, la Piramide estende il principio empatico dal singolo individuo all’intera collettività, trasformando il territorio in soggetto attivo della creazione culturale. Il paesaggio diventa testo, memoria e coscienza condivisa.
Conclusione
Il progetto culturale fondato da Menotti Lerro si presenta come un’esperienza complessa e coerente, capace di integrare teoria e pratica, estetica e territorio, individuo e comunità. L’Empatismo fornisce il paradigma concettuale; il Premio Internazionale Cilento Poesia ne rappresenta la dimensione pubblica; il Paese della Poesia e il Paese degli Aforismi ne incarnano la diffusione spaziale; il Centro Contemporaneo delle Arti ne costituisce il cuore sperimentale; la Piramide Culturale del Cilento ne offre la sintesi territoriale e simbolica.
In un’epoca segnata dalla crisi dei legami sociali e dalla perdita di senso della cultura come esperienza condivisa, tale progetto propone un modello alternativo: una cultura empatica, radicata nei luoghi ma aperta all’universalità, capace di restituire all’arte e al pensiero una funzione conoscitiva, etica e comunitaria. L’Italia e il Mondo hanno adesso un nuovo movimento capace di guidarci e di farci sognare.
