Terzo Forum Internazionale del Turismo, Maimone (RMTR): Il turismo religioso come leva di sviluppo umano, culturale e sostenibile e di promozione della pace
Le istituzioni devono sostenere il turismo, soprattutto quello religioso, come strumento di cultura, dialogo e coesione sociale
MILANO – Si è conclusa ieri la due giorni del Terzo Forum Internazionale del Turismo, svoltosi il 23 e 24 gennaio a Milano e promosso dal Ministero del Turismo. L’evento ha rappresentato un momento di confronto di straordinaria rilevanza tra istituzioni, operatori del settore, associazioni di categoria e protagonisti del mondo economico e culturale, ponendo al centro il tema dello sviluppo turistico sostenibile e della valorizzazione dei territori meno interessati dai grandi flussi.
Il Forum ha aperto i lavori con gli interventi di Giuseppe Sala, sindaco di Milano, Daniela Santanchè, ministra del Turismo, Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, e Ignazio La Russa, presidente del Senato. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha inviato un saluto, sottolineando come valorizzare borghi e piccoli comuni rappresenti «una scommessa sul futuro di questi territori». Sala ha evidenziato come Milano cresca come destinazione turistica, ma sia necessario valorizzare anche i territori limitrofi. La ministra Santanchè ha sottolineato l’importanza di sviluppare il turismo nei piccoli comuni e nelle aree meno conosciute. Fontana ha ricordato come il turismo sostenibile sia una leva di coesione e crescita per la Lombardia, mentre La Russa ha aggiunto che il turismo diffuso contribuisce a rafforzare le comunità locali.
Il Forum, realizzato in collaborazione con ENIT S.p.A., si è concentrato sul tema dell’undertourism, ponendo l’attenzione sui piccoli comuni e sulle aree meno frequentate dai grandi flussi turistici.
Durante la due giorni sono emerse proposte e strumenti concreti per la gestione sostenibile dei flussi turistici: dalla presentazione della Carta di Amalfi come protocollo condiviso per la tutela dei territori più fragili, alle buone pratiche regionali su cammini, aree interne e turismo lento; le associazioni di categoria, tra cui Confesercenti, hanno inoltre evidenziato la necessità di integrare grandi eventi internazionali, come le Olimpiadi Milano-Cortina 2026, con l’offerta locale, valorizzando ristorazione, ospitalità, identità culturali ed economie di prossimità.
Biagio Maimone, Coordinatore della Rete Mondiale del Turismo Religioso http://www.tourismandsocietytt.com/red-mundial-turismo-religioso
e Direttore dell’Ufficio Stampa della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, voluta e benedetta da Papa Francesco, il cui Presidente è Monsignor Yoannis Lazhi Gaid, ha partecipato al Forum, sottolineando l’importanza delle dichiarazioni dei protagonisti politici:
«Le osservazioni di Giuseppe Sala, Daniela Garnero Santanchè, Attilio Fontana e Ignazio La Russa, insieme al saluto del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, hanno evidenziato la centralità dei piccoli comuni e delle aree meno conosciute nello sviluppo turistico nazionale. Questo quadro istituzionale, pur rivestendo un ruolo fondamentale nello sviluppo del turismo nazionale, ha però dimenticato di mettere in evidenza l’urgenza di rafforzare il Turismo in senso lato e, in particolare, quello religioso, autentica risorsa identitaria del nostro Paese. Il Turismo Religioso non è soltanto occasione di valorizzazione del patrimonio culturale e artistico, ma costituisce una leva straordinaria di dialogo e di pace tra i popoli, promuovendo l’accettazione delle differenze, la comprensione reciproca e la costruzione di una nuova umanità in cammino».
Maimone ha aggiunto: «Valorizzare il Turismo dell’Anima significa concepire un modello di sviluppo integrato in cui creatività e bellezza, economia e sostenibilità, cultura e spiritualità si intrecciano armonicamente. Il viaggio non si limita all’osservazione dei luoghi: diventa occasione di elevazione interiore, rafforzamento del tessuto sociale e promozione della coesione territoriale. In questo contesto, economia, pace, crescita dei territori e dialogo tra i popoli si fondono in un progetto unitario, dove la bellezza artistica e il senso dello spirito si trasformano in strumenti di crescita umana, culturale e spirituale».
«In un tempo segnato da conflitti, fragilità del dialogo e incomprensioni tra le culture, il Turismo Religioso apre una nuova frontiera dell’esperienza umana. Esso può contribuire a costruire una società più inclusiva e consapevole, in cui l’incontro, l’ascolto e la contemplazione diventano strumenti di pace, di rispetto e di fratellanza tra i popoli».
«L’Italia si configura come una cattedrale a cielo aperto, dove storia, arte e fede si intrecciano e dove è possibile percepire una presenza spirituale che attraversa i secoli e parla all’uomo contemporaneo. Iniziative come il Tour dei Miracoli Eucaristici e i percorsi nei siti religiosi dormienti favoriscono una conoscenza più profonda dei territori e contribuiscono alla crescita culturale, sociale ed economica, nel pieno rispetto delle comunità locali».
«Il Turismo Religioso si afferma come strumento privilegiato di dialogo interreligioso e interculturale, in perfetta sintonia con la visione della Chiesa di Papa Francesco e di Papa Leone XIV. Non si tratta solo di generare valore economico, ma di promuovere la pace, la riconciliazione e un cammino condiviso di elevazione spirituale».
«Promuove sostenibilità, educa alla preghiera, al silenzio, alla contemplazione, alla cura dei territori e delle comunità, alla cultura e all’arte. Non è un semplice viaggio: è scoperta interiore, arricchimento attraverso cammini, visite, percorsi e l’incontro con opere straordinarie di artisti italiani come Giotto, Beato Angelico, Michelangelo, Bernini, Donatello e Caravaggio».
«È un turismo che unisce cultura, spiritualità, sostenibilità e umanesimo, educa al dialogo, alla pace e alla fraternità e fa della preghiera e dell’incontro con la bellezza uno strumento di crescita interiore e collettiva. L’esperienza del Turismo Religioso integra e completa le strategie indicate dalle istituzioni per lo sviluppo turistico del Paese, generando benefici concreti per le comunità, per i territori e, soprattutto, per la coesione tra i popoli».
