Crans Montana, diplomazia al lavoro tra dolore, protesta e giustizia
Crans Montana, Cassis a Tajani: “È anche il nostro dolore”
a cura di Giovanni Merone
Crans Montana torna al centro del confronto diplomatico tra Italia e Svizzera dopo la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del locale dove nella notte di Capodanno morirono 40 giovani, tra cui sei italiani.
Il ministro degli Esteri svizzero Ignazio Cassis interviene per esprimere vicinanza e chiedere chiarezza, mentre Roma richiama l’ambasciatore per consultazioni.
È quanto assicura Ignazio Cassis, Ministro degli esteri svizzero, che sintetizza su X la posizione elvetica ribadita al Ministro Antonio Tajani dopo che il Governo italiano ha deciso di richiamare l’Ambasciatore Cornado per consultazioni dopo la scarcerazione di Jacques Moretti. Letture consigliate: La Cucina Italiana Patrimonio Culturale Unesco Martin Luther King: l’eredita’ perduta Toni concilianti che fanno da contraltare alla durezza del comunicato con cui sabato scorso Palazzo Chigi ha dato notizia della “protesta” italiana alla magistratura svizzera. Letture consigliate: L’ultimo Viaggio del Tram di Calcutta Terra: perche’ e’ difficile sentirsi cittadini del mondo Napoli capitale europea della sport 2026 Una decisione, recita la nota di Palazzo Chigi, “che rappresenta una grave offesa e una ulteriore ferita inferta alle famiglie delle vittime della tragedia di Crans-Montana e di coloro che sono tuttora ricoverati in ospedale. L’Italia tutta chiede a gran voce verità e giustizia, e chiede che a ridosso di questa sciagura vengano adottati provvedimenti rispettosi, che tengano pienamente conto delle sofferenze e delle aspettative delle famiglie”. |
Il caso Crans Montana resta dunque al centro dell’attenzione diplomatica e giudiziaria, mentre le famiglie delle vittime continuano a chiedere verità e giustizia su una delle tragedie più gravi degli ultimi anni.
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