Crans Montana, diplomazia al lavoro tra dolore, protesta e giustizia

Crans Montana, Cassis a Tajani: “È anche il nostro dolore”

a cura di Giovanni Merone

Crans Montana torna al centro del confronto diplomatico tra Italia e Svizzera dopo la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del locale dove nella notte di Capodanno morirono 40 giovani, tra cui sei italiani.
Il ministro degli Esteri svizzero Ignazio Cassis interviene per esprimere vicinanza e chiedere chiarezza, mentre Roma richiama l’ambasciatore per consultazioni.

“Come l’Italia, anche la Svizzera piange le 40 vittime e i tanti feriti della tragedia di Crans Montana.
Capiamo il dolore, perché è anche il nostro dolore.
Vogliamo chiarezza.
Seguiamo con attenzione il lavoro della giustizia del canton Vallese”.

È quanto assicura Ignazio Cassis, Ministro degli esteri svizzero, che sintetizza su X la posizione elvetica ribadita al Ministro Antonio Tajani dopo che il Governo italiano ha deciso di richiamare l’Ambasciatore Cornado per consultazioni dopo la scarcerazione di Jacques Moretti.
Con Tajani, scrive Cassis, “abbiamo ribadito la volontà di Svizzera e Italia di sostenersi reciprocamente in questa tragedia comune”.

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Toni concilianti che fanno da contraltare alla durezza del comunicato con cui sabato scorso Palazzo Chigi ha dato notizia della “protesta” italiana alla magistratura svizzera.
Dopo la scarcerazione di Moretti, proprietario del bar La Constellation a Crans Montana dove la notte di capodanno sono morti 40 ragazzi tra cui 6 italiani, Meloni e Tajani hanno dato istruzione all’Ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado di “prendere immediatamente contatto con la procuratrice generale del Canton Vallese Béatrice Pilloud per rappresentarle la viva indignazione del Governo e dell’Italia di fronte alla decisione del Tribunale delle Misure Coercitive di Sion di scarcerare Jacques Moretti, nonostante l’estrema gravità del reato di cui è sospettato, le pesanti responsabilità che incombono su di lui, il persistente pericolo di fuga e l’evidente rischio di ulteriore inquinamento delle prove a suo carico”.

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Una decisione, recita la nota di Palazzo Chigi, “che rappresenta una grave offesa e una ulteriore ferita inferta alle famiglie delle vittime della tragedia di Crans-Montana e di coloro che sono tuttora ricoverati in ospedale. L’Italia tutta chiede a gran voce verità e giustizia, e chiede che a ridosso di questa sciagura vengano adottati provvedimenti rispettosi, che tengano pienamente conto delle sofferenze e delle aspettative delle famiglie”.
Quindi, la decisione di richiamare Cornado a Roma “per definire le ulteriori azioni da intraprendere”. (aise) 

Il caso Crans Montana resta dunque al centro dell’attenzione diplomatica e giudiziaria, mentre le famiglie delle vittime continuano a chiedere verità e giustizia su una delle tragedie più gravi degli ultimi anni.

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