Italiani liberi di crescere in modo competitivo e innovativo
Italiani al centro della conferenza di Forza Italia al Teatro Manzoni e molti volti noti sul palco
25 gennaio 2026, Milano. “Più libertà più crescita” è il nome della conferenza di Forza Italia avvenuta a Napoli, a Roma ed ora al Teatro Manzoni di Milano. Si sono celebrati i 32 anni dalla fondazione del partito da parte di Silvio Berlusconi, avvenuta il 26 gennaio 1994. Metà conferenza è stata presentata e mediata da Alessandro Sallusti, famoso giornalista ed opinionista che è stato Direttore di Il Giornale e di Libero, oltre ad avere di recente condotto il programma televisivo 10 minuti. Sallusti ha preso il microfono ed ha commemorato Berlusconi ed il suo più celebre discorso col quale scese in campo in politica, per poi sottolineare che la conferenza servisse a ricordare “chi eravamo, ma anche chi siamo e chi vogliamo diventare”.
Daniele Manca e Alessandro Sallusti
Il discorso di Alessandro Sallusti si è dovuto interrompere quando tra le poltrone è passato Antonio Tajani e tutta la sala si è alzata in piedi ad applaudire a lungo. Dopo aver salutato al microfono il Segretario del partito, Sallusti ha voluto riepilogargli l’inizio del discorso. Una volta concluso, ha invitato sul palco Daniele Manca, giornalista e vicedirettore del Corriere della Sera. Sallusti e Manca si sono quindi confrontati sul fatto che trent’anni fa i loro quotidiani avevano il monopolio e che, se un politico voleva parlare agli italiani, lo faceva tramite i giornalisti; mentre al giorno d’oggi i politici si esprimono molto sui social e il mestiere del giornalismo è cambiato. Un altro tema importante per Sallusti è stato il contrasto alla censura. Secondo lui anche una fake news ha diritto a circolare ed il team di Facebook non ha nessun diritto a toglierla. Manca quindi ha sottolineato che, sì, non bisogna censurare, ma a questo punto il popolo deve allenarsi a distinguere le fake news per non cascarci. Non sono mancati riferimenti alla situazione geopolitica, ma sono presto terminati per lasciare spazio al tema della giornata: l’analisi economica e commerciale.
I “mostri” dell’imprenditoria e dell’accademia a confronto
Salutato Manca, sul palco sono state aggiunte altre poltrone e Sallusti ha accolto e presentato gli ospiti. Stefano Caselli è arrivato dalla Dean SDA Bocconi School of Management. Laura Colnaghi è Presidente e Amministratore Delegato del gruppo Carvico, leader della produzione di tessuti tecnici. Carlo Cottarelli è Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani OCPI dell’Università Cattolica di Milano. Emma Mercegaglia è stata Presidente di Confindustria dal 2008 al 2012 ed è Consigliere e Amministratore delegato della Mercegaglia SPA, leader nella lavorazione dell’acciaio. Giovanni Orsina è Docente dell’Università Luiss di Roma, ha scritto molti libri, di cui svariati sul liberalismo e sui conservatori, e nel 2013 ha pubblicato con Marsilio “Il berlusconismo nella storia d’Italia”. Gianfelice Rocca è Presidente di Gruppo Technit, multinazionale industriale italo-argentina composta da più di cento società sparse nel mondo, che si occupano di impiantistica, siderurgia, ingegneria, sanità; è Presidente anche dell’Istituto Clinico Humanitas.
Il dialogo tra imprenditori di successo
Sallusti ha quindi rivolto domande puntuali a questi imprenditori ed accademici di successo. Leggermente fuori dal coro, Cottarelli ha spiegato come l’Italia abbia perso competitività e debba impegnarsi a compiere investimenti importanti per potersi rilanciare economicamente a livello internazionale. Il resto del gruppo non è stato discorde ma ha espresso maggiore positività, raccontando che il commercio italiano può migliorare, anche grazie agli investimenti, ma che sta andando già bene, è solido e deve puntare a stabilizzarsi e ad alzare gli stipendi agli under 30 che devono costruire il futuro dello Stato. Orsina ha sottolineato che dopo il boom degli anni ‘80, Berlusconi è stato il primo Premier a poter dire agli italiani “Valorizzatevi, andate bene così”, riuscendo così a motivarli. Mercegaglia ha brillato nel raccontare come la sua azienda porta avanti da anni e con impegno manovre volte alla sostenibilità, pur distanti dalle direttive del Green Deal europeo, che comprendeva richieste utopistiche ed impossibili da esaudire. Il gruppo è stato unanime anche nel ringraziare Forza Italia per aver avviato grosse deregolamentazioni per snellire e sveltire la burocrazia ed il lavoro. È stato unanime anche nel richiedere ulteriori deregolamentazioni.
Comizi politici
Ringraziati gli ospiti, anche Sallusti è sceso con loro dal palco. Sono state tolte le poltrone ed è stato portato un pulpito, dietro al quale si sono alternati i politici. Inizialmente hanno parlato Stefano Benigni, Vicesegretario di Forza Italia e Deputato, e Alberto Cirio, Vicesegretario di Forza Italia e Presidente della Regione Piemonte. Benigni e Cirio hanno voluto principalmente celebrare i successi del partito ottenuti nell’ultimo anno e ringraziare i colleghi e i militanti. Poi, anche se non è alleato del centro-destra, è salito sul palco Carlo Calenda di Azione
Carlo Calenda “Trump è un bullo”
Carlo Calenda ha difeso il diritto di Azione di avere un pensiero indipendente dalle logiche delle alleanze, pur con il coraggio di dichiararsi d’accordo con Forza Italia su alcune tematiche, come il nucleare, l’europeismo, il liberalismo e la riforma della giustizia. Ha espresso la contrarietà ad unirsi al centro-destra perché vi sono all’interno alcune correnti della Lega contrarie all’europeismo, stesso motivo per il quale non si può alleare con il centro-sinistra di Fratoianni e Bonelli. Controcorrente rispetto all’opinabile silenzio politico inter partes, ha poi arringato la folla contro Trump, dicendo che “è un bullo, un despota. Contro i bulli e contro i despoti bisogna usare la forza perché è l’unica lingua che capiscono”.
Letizia Moratti
Dopo Calenda, è salita sul palco Letizia Moratti, Presidente della Consulta Nazionale di Forza Italia ed Eurodeputato. Moratti ha ringraziato Berlusconi “che sarà sempre nel nostro cuore”. Ha poi espresso la volontà di voler rafforzare i valori del partito, che è un partito liberale, popolare, europeista. Questi valori sono “un significato per chi rappresentiamo, per le persone che ci votano” come “la libertà di non avere un fisco che opprime, la libertà di non avere una giustizia lenta e a volte non giusta, la libertà di intraprendere, la libertà di poter avere una sanità che non dipenda dal reddito e non dipenda dal territorio (…) libertà di fare impresa con regole certe e tempi certi (…) Queste sono le libertà che difendiamo sempre nel nostro Paese e in Europa”. In seguito Moratti ha criticato la Commissione Europea precedente di Timmermans e Greta Thunberg e il Green Deal che avevano dimenticato “che non ci può essere sostenibilità ambientale senza sostenibilità economica e sociale (…) I costi dell’energia sono più bassi purtroppo in altri Paesi rispetto al nostro, perché le tasse sono più basse. (…) Non possiamo pensare a un’Europa che vive solo di regole e di vincoli. Dobbiamo superarli, deregolamentare. (…) Vogliamo un’Europa forte e protagonista nel mondo (…) riformata, come ci insegna Tajani, con una Governance diversa, che possa parlare alle altre grandi superpotenze. Vogliamo però anche un’Europa che protegga le proprie imprese, che esca da un declino economico, che metta ancora la crescita come bussola dell’Europa, una crescita che consenta ai giovani di restare in Europa, alle donne di poter lavorare in maniera serena, ai nostri anziani di poter vivere in modo sereno. Sicurezza economica e sociale: questa è l’Europa che noi vogliamo, un’Europa che sappia distinguere tra spesa improduttiva e investimenti utili alla crescita” come “nell’istruzione, nella sanità, in ricerca, sviluppo e innovazione” e per i giovani.
Moratti ha risposto a Calenda
Moratti ha risposto a Calenda: “Forze riformiste e liberali potrebbero decidere di avvicinarsi al centrodestra se forze estremiste decidessero di lasciare e allora, Carlo, a te un ringraziamento per essere qua con noi e grazie anche per la tua chiarezza, per la condivisione di tanti temi con noi e di tanti valori. Grazie anche per questa ipotesi di collaborare insieme per arrivare a un progetto politico nel quale sempre ci siano queste bussole: più libertà, più crescita, più Europa. L’Italia lo merita. Vogliamo essere protagonisti nel dettare questi temi nell’agenda politica, vogliamo essere leali nei confronti dei nostri alleati ma senza perdere la nostra identità”. Infine Moratti ringrazia Tajani, il suo essere rassicurante e la sua attività preziosa.
Antonio Tajani
Gli ultimi quaranta minuti sono stati riempiti dalle parole di Antonio Tajani, Segretario Nazionale di Forza Italia e Vicepresidente del Consiglio. Anche Tajani ha ringraziato Berlusconi, ha ricordato gli inizi nel 1994, dove anche lui c’era, e ha citato i valori del partito, caldeggiando una “pacifica rivoluzione liberale”. Per Tajani bisogna essere più forti all’interno della coalizione: “Ci sono tanti altri elettori ex democratici e socialisti che sono rimasti da soli, che non si riconoscono più nelle politiche del Partito Democratico e del Movimento5Stelle, che nasceva come una forza di cambiamento ma non era un partito di estrema sinistra. Quegli elettori sono stati abbandonati e cercano una casa. Tocca a noi costruire quella casa, chiamandoli (…) ad essere costruttori di una forza cristiana, liberale, riformista, garantista, europeista e atlantista. E allora per attrarli bisogna raccontare che cosa abbiamo fatto (…) Il Ministro Zangrillo ha fatto una battaglia coraggiosa, il cambio della mentalità della burocrazia del nostro Paese. La burocrazia non è di per sé negativa. Tocca alla politica dare delle indicazioni alla burocrazia, non lasciarla autonoma a gestire un potere in maniera conservativa. Le riforme che lui ha fatto vanno nella direzione della meritocrazia, del merito, della formazione” contro “il monopolio dei sindacati che si preoccupavano di tutelare i sindacalisti piuttosto che i lavoratori”. Quella di Zangrillo “è una vittoria liberale”.
LUnione Europea secondo Tajani
L’ultima politica industriale dell’Unione Europea portava la firma di Tajani e puntava “sulla crescita, sulla competitività, sull’aumento della produzione, tenendo conto (…) dell’economia sociale di mercato” nella quale “merita di vincere chi è più forte”. Tajani ha affermato che Forza Italia non è però il partito dei ricchi: “Sosteniamo le imprese perché soltanto l’impresa produce ricchezza, benessere e lavoro per i cittadini”. Tajani ha festeggiato poi per avere contenuto con i suoi Ministri il cuneo fiscale: “Usciremo presto dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo”. Tajani riguardo il tema dell’Unione Europea, ha sostenuto che “serve l’elezione diretta del Presidente della Commissione, che deve coincidere con il Presidente del Consiglio”, cambiare il voto all’unanimità, creare una vera Difesa europea e approvare velocemente il Mercosur in virtù del libero mercato, grazie al quale “esportiamo beni per un valore di 200 miliardi ogni anno”.
Nucleare
“Le nostre imprese non possono competere perché il prezzo dell’energia è troppo alto. Signori, si passa al nucleare, l’unica scelta che può garantire la libertà del nostro Paese e delle nostre imprese” ha detto Tajani. Ha ringraziato quindi il Ministro Pichetto Fratin “per il coraggio di scegliere il nucleare quando una parte del Paese” mente dicendo “che il nucleare è pericoloso”. Il nucleare permetterebbe di rilanciare le imprese e procedere nell’export, che Tajani vuole incentivare.
Direzione Generale della Crescita al Ministero degli Esteri
Per la prima volta, dal 1 gennaio 2026, al Ministero degli Esteri c’è una Direzione Generale della Crescita con un’unità che si occupa di semplificazione interna al Ministero, attivata con l’aiuto del Ministro Zangrillo. Nelle intenzioni di Tajani c’è l’obiettivo di istituire tali unità in ciascuno dei Ministeri italiani “per abbattere tante barriere burocratiche” che non servono e che “soffocano la competitività”. Oltre a ringraziare Zangrillo, Tajani ne ha approfittato per ringraziare Deputati italiani ed europei e Senatori.
Tajani ha incalzato e ha concluso
Per Tajani va ridotta la spesa pubblica. Ha comunicato che, se non venisse ridotta, andrebbe indirizzata meglio per evitare gli sprechi. Anche lui poi ha suggerito di investire per favorire la crescita ed il benessere. Per far ciò serve che il Governo dimostri di avere regole certe e di essere stabile: “Il salto di qualità dobbiamo farlo anche noi ma serve più consenso”. Tajani ha inoltre festeggiato per la riforma sanitaria fatta al fine di permettere anche a chi non ha le risorse economiche di curarsi sia nel pubblico che nel privato e per i finanziamenti erogati alla Sanità.
Incontri sulla riforma della giustizia
Dopo il referendum ci sarà un grande evento a Roma per radunare non solo gli elettori di Forza Italia ma chiunque si riconosca nei valori popolari e liberali. Sono anche previsti nelle prossime settimane incontri gratuiti aperti a tutti, riguardanti il referendum e la riforma della giustizia, la cui sostanza per Tajani è che “se rappresenti la giustizia dello Stato non puoi rappresentare una giustizia di parte” a livello politico.
Per un’informazione completa
Consulta anche gli articoli pubblicati su:
