Taranto: una panchina tricolore per non dimenticare Norma Cossetto e l’esodo giuliano-dalmata
In vista del prossimo 10 febbraio, data in cui l’Italia celebra il Giorno del Ricordo, si propone alla massima assise del Comune di Taranto di Taranto un’iniziativa che mira a dedicare un segno tangibile della memoria urbana, come una panchina dipinta con il tricolore, alla figura di Norma Cossetto e a tutte le vittime delle foibe e l’apposizione di una targa commemorativa che narri, con precisione e onestà, la storia delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, affinché i passanti e i giovani possano conoscere l’orrore delle esecuzioni sommarie e il dramma di un intero popolo costretto ad abbandonare le proprie terre.
Norma, giovane studentessa istriana barbaramente uccisa e insignita della Medaglia d’oro al merito civile, rappresenta oggi il simbolo universale di una tragedia per troppo tempo rimasta nel silenzio, una ferita che appartiene non a una parte politica, ma all’intero corpo della nazione.
Rappresenta oggi un simbolo di resistenza contro la violenza sulle donne, avendo subito prima del martirio atroci soprusi e abusi che la rendono una figura centrale nella riflessione sul femminismo e sulla difesa della dignità femminile contro ogni barbarie.
Un gesto per restituire dignità alla storia di migliaia di italiani dell’Istria, della Venezia Giulia e della Dalmazia che subirono la violenza delle foibe e il trauma dell’esilio.
Ritengo che la memoria civile sia il collante di una comunità che vuole dirsi matura: riconoscere il dolore dell’altro è il primo passo per una vera pacificazione, in questo caso nazionale.
Per la nostra città rendere omaggio a questa pagina di storia significa abbracciare idealmente i tanti figli di esuli che risiedono nel nostro territorio e che, per generazioni, hanno custodito nel cuore il ricordo di una terra perduta, integrandosi e contribuendo alla crescita della nostra comunità jonica.
Comprendo bene che spesso, di fronte a proposte di natura simbolica, si solleva l’obiezione che le urgenze della città siano altre o che manchino le risorse per nuovi interventi, specialmente in una realtà in profonda crisi ed emergenza come la nostra.
Tuttavia in questo caso, tale critica non ha ragione di esistere poiché intitolare un piccolo spazio o restaurare una panchina esistente con i colori della nostra bandiera è praticamente un’operazione a costo zero per le casse comunali, un atto amministrativo semplice che richiede soltanto volontà politica e sensibilità istituzionale.
Un gesto profondo
Non si tratta di sottrarre tempo o risorse ad altre problematiche cittadine, ma di arricchire l’identità di Taranto con un gesto di profondo valore morale che può essere approvato e realizzato in tempi brevissimi, offrendo alla cittadinanza un luogo di riflessione e di educazione civica per le giovani generazioni.
La richiesta rivolta al Sindaco e ai Consiglieri comunali è quella di agire con la consapevolezza che la storia è un patrimonio comune. Una panchina tricolore dedicata a Norma Cossetto non è un elemento di divisione, bensì un ponte verso il futuro.
È il segno che Taranto riconosce la sofferenza dei suoi connazionali e si schiera con decisione contro ogni forma di oblio.
Portare questo simbolo significa dare voce a chi è stato fatto tacere, infoibato, ucciso, o privato di tutto e costretto a partire, rendendo la nostra città più vicina a quel processo di riconciliazione che è alla base di una democrazia moderna e consapevole delle proprie radici.
di Federico D’Addato
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