La disciplina del Mountain Trail
Inizia un nuovo anno e ricominciamo con gli articoli legati al mondo del cavallo,
sempre con la speranza di poter essere utile e dare un piccolo contributo a tutti
coloro che lo frequentano per diletto, ma anche per lavoro.
Come al solito cerco di prendere spunto dalle richieste dei lettori o dagli argomenti
che spontaneamente nascono negli ambienti equestri.
Proprio in una cena di fine anno, consumata per allietare i soci di un Circolo, è nato
questo argomento di cui vi parlerò fra poco, in quanto dissertando del più e del
meno si considerava quali potevano essere le nuove attività equestri da introdurre
nella routine giornaliera al fine di evitare le naturali inerzie o apatie derivanti dallo
svolgere sempre le stesse cose.
É stato così che mi nata l’idea di proporre il Mountain Trail.
Il Mountain Trail è fondamentalmente un gioco, uno svago e anche un passatempo
da svolgere con il nostro cavallo.
Questa attività che si svolge soprattutto in outdoor, ma che volendo si può anche
iniziare in indoor, è un gioco di fiducia e collaborazione tra cavallo e cavaliere, è una
attività alla portata di tutte le età, a qualsiasi razza di cavalli e a qualsiasi forma di
monta. Infatti, non è uno sport incentrato su una performance aggressiva, ma si
basa sul rapporto di fiducia del binomio.
La finalità di questa disciplina ha come comune denominatore la calma e la
naturalezza, in quanto il cavallo deve destreggiarsi con tranquillità tra vari ostacoli,
imparando ad non averne paura, ma soprattutto a fidarsi del proprio cavaliere.
Questi percorsi che possono avere diversi livelli di difficoltà sono utili per qualsiasi
cavaliere al fine di imparare ad avere cognizione, dimestichezza e padronanza
educativa, il tutto effettuato con il proprio cavallo.
Il Mountain Trail è molto stimolante per i cavalieri che si dedicano al Turismo
Equestre in quanto ben prepara il cavallo al superamento di ostacoli artificiali che
possono essere precostituiti in un parco ostacoli.
Allo stesso modo questi percorsi possono essere effettuati in maniera dinamica e
divertente da ragazzi di tutte le età che possono trarre utili esperienze nel
superamento dei più disparati ostacoli o complicazioni di percorso.
Questa disciplina, pertanto, si presenta come una curiosa novità ed un’ottima
occasione per passare il tempo con il proprio cavallo in modo alternativo e
simpatico.
Gli ostacoli del Mountain Trail, che inizialmente potrebbero assomigliare ad una
gimkana, sono sparsi in un percorso e possono presentarsi come piccoli ponti da
attraversare, cancelli da aprire e chiudere, scale artificiali da superare prima in salita
e poi in discesa, fossati con acqua, piccoli ponti tibetani e tante altre difficoltà a
discrezione, fantasia e spazio di chi lo crea.
La finalità di questa disciplina consiste nel far nascere e rafforzare l’intesa tra
cavallo e cavaliere rendendoli una coppia che si muove in sintonia al fine di superare
tutti gli ostacoli.
Per la gioia dei cavalieri più piccoli, per i principianti o nei primi approcci è possibile
effettuare il percorso portando il cavallo a mano, in modo tale che sia il cavallo che il
cavaliere possano prendere confidenza con gli ostacoli da superare.
Con un po' di manualità si possono creare degli ostacoli amovibili per creare dei
piccoli percorsi anche al coperto, che serviranno per diversificare le varie attività e
incuriosire i frequentatori del Circolo, nonché dare delle alternative anche ai giochi
dei giovani che lavorano con i pony.
Questa disciplina pur essendo un gioco o un passatempo richiede concentrazione e
non deve essere sottovalutata e neppure banalizzata. Queste esperienze sono
importanti per mettere alla prova l’intesa tra l’uomo e il suo cavallo in un contesto
che spesso si riproporrà nelle attività di campagna e di turismo equestre.
Il Mountain Trail Horse, nome intero e corretto della disciplina, è un’idea nata e
lanciata negli Stati Uniti da un cavaliere di nome Mark Bolender. In Italia è arrivata
nei primi anni 2000 e ci sono già molto Circoli che hanno costituito degli ottimi
percorsi, nei quali si svolgono dei campionati specifici.
Come detto nella prefazione, a volte nei nostri Circoli rischiamo di cadere nell’inerzia
delle abitudini, invece abbiamo il dovere di rinnovarci con nuove proposte che diano
dinamismo ed energia al nostro lavoro, evitando così l’immobilità e l’apatia che
rischiano di rendere noiosi e scontati i Circoli Ippici.
10.01.2026 Cav. Luigi Conforti — Maitre Randonneur

