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LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Un gruppo della società civile ha organizzato martedì sera una veglia davanti all’Ambasciata degli Stati Uniti a Ta’ Qali, avvertendo che presunti abusi legati all’applicazione delle norme sull’immigrazione negli USA rischiano di erodere le norme democratiche a livello globale.
La protesta è stata promossa da Repubblika, che ha sostenuto come pratiche quali detenzioni di massa, deportazioni e separazioni familiari mettono a rischio lo stato di diritto e stabiliscono pericolosi precedenti internazionali.
Rivolgendosi ai partecipanti, la presidente di Repubblika, Vicki Ann Cremona, ha affermato che gli Stati Uniti stanno vivendo livelli di crudeltà statale “un tempo ritenuti incompatibili con una democrazia liberale”.
Cremona ha fatto riferimento a morti segnalate durante la detenzione e al trattamento dei bambini “considerati problemi amministrativi piuttosto che esseri umani”.
Al centro della veglia vi erano le morti di Renée Good e Alex Pretti, che secondo gli attivisti sarebbero stati colpiti da agenti federali per l’immigrazione a Minneapolis. Pretti, descritto come infermiere di terapia intensiva e cittadino statunitense, sarebbe stato raggiunto da diversi colpi d’arma da fuoco mentre era immobilizzato.
Secondo Cremona, questi casi dimostrano cosa accade quando le garanzie legali vengono indebolite, mettendo in guardia contro la “normalizzazione” di pratiche repressive severe.
A causa dell’influenza globale degli Stati Uniti, ha aggiunto, tali azioni potrebbero incoraggiare governi autoritari altrove. “Se la democrazia più potente può detenere bambini ed escludere il controllo giudiziario, altri si sentiranno autorizzati a fare lo stesso”, ha dichiarato, definendo la situazione una crisi democratica globale.
Cremona ha tracciato un parallelo con la storia europea, osservando che il declino democratico avviene spesso gradualmente, attraverso ripetute eccezioni e stati d’emergenza.
La protesta ha anche risposto alle critiche del primo ministro Robert Abela, che in Parlamento ha affermato che un simile attivismo potrebbe danneggiare l’interesse nazionale di Malta e le prospettive di investimenti esteri. Abela ha inoltre confermato che Malta sta valutando un coinvolgimento in un “Board of Peace” per Gaza guidato dagli Stati Uniti.
Cremona ha respinto questa posizione, sostenendo che gli interessi di Malta siano tutelati al meglio difendendo la dignità umana e lo stato di diritto piuttosto che restando in silenzio.
Pur criticando le politiche statunitensi, ha precisato che la veglia “non è antiamericana”, ma mira a difendere ideali di responsabilità e diritti.
I partecipanti hanno concluso l’evento deponendo corone di fiori con le foto di Good e Pretti davanti ai cancelli dell’ambasciata, accanto a cartelli con scritte “No al fascismo”, “Nessun re”, “Fermate la crudeltà” e “È Ancora America?”.
-Foto Repubblika-
(ITALPRESS).

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