Il lusso sta entrando in una nuova fase, caratterizzata da stabilizzazione, selettività e importanza. Il rapporto Global Powers of Luxury del 2026 presenta una visione lungimirante del settore, basandosi sulle analisi di 420 dirigenti senior in dieci paesi. A differenza delle edizioni precedenti, che si concentravano sulle performance finanziarie storiche, lo studio di quest’anno esamina come i leader stanno rispondendo a un contesto rimodellato, caratterizzato da consumatori orientati al valore, centri di domanda globali in evoluzione, normative più stringenti e la rapida ascesa dell’intelligenza artificiale.
I dirigenti del settore del lusso prevedono che il 2026 sarà un anno in cui il valore supererà il volume, con il 66,9% dei dirigenti coinvolti nel sondaggio che prevede ricavi stabili o in crescita e il 70,7% che prevede di mantenere o migliorare i margini. Le aziende stanno dando priorità al potere di determinazione dei prezzi, alla disciplina operativa e alla desiderabilità del marchio, ottimizzando al contempo la presenza dei negozi e valorizzando i flagship immersivi e scenografici. L’esperienza del cliente e la fidelizzazione emergono come le maggiori opportunità di crescita (citate dal 28,6% dei dirigenti), poiché i marchi intensificano gli sforzi per migliorare il clienteling basato sui dati, le esperienze curate e una connessione emotiva più profonda.
Malgrado il rallentamento della crescita interna degli ultimi due anni, la Cina continua ad avere un ruolo centrale nel mercato globale del lusso, con il 19,3% degli executive coinvolti nella survey che si aspettano resti il principale motore della domanda a livello mondiale. È quanto emerge dal report Global Powers of Luxury 2026 di Deloitte, condotto su 420 executive del settore Luxury provenienti da 10 Paesi (Italia, Francia, Spagna, Regno Unito, Svizzera, Stati Uniti, India, Arabia Saudita/Emirati Arabi Uniti, Corea del Sud e Giappone). Dopo la Cina (19,3%) secondo gli intervistati a livello global, la crescita del settore sarà trainata da Giappone (19%), Medio Oriente (17,9%), Asia Pacifico (14,3%) e India (11.9%). Guardando ai segmenti, emerge un grande focus sulle esperienze, con una concentrazione netta sul Travel (36,2%). Le aspettative di crescita risultano più moderate per Beauty (18,6%), Apparel & Footwear (17,4%), Jewelry (9,3%) e Orologi (9%) mentre quote più contenute sono attribuite a Fine dining/food & beverage (5%) e Leather goods (4,5%). Secondo il report, l’AI (31,7% media global, 30% Italia) emerge come il driver trasformativo principale. I dati mostrano una divisione tra aziende che stanno valutando l’adozione (40,7% media global, 30% Italia) e aziende che stanno implementando la GenAI in aree selezionate (41,2% media global, 58% Italia). Soltanto circa una su otto (11,9% media global, 6% Italia) dichiara che la GenAI è già integrata nelle funzioni più rilevanti. I Paesi in cui l’adozione della GenAI è in stato avanzato sono la Corea del Sud (20%), gli Stati Uniti (18%) e la Svizzera (18%). Le aspettative sull’adozione dell’AI riguardano: innovazione di prodotto e design (21,3% media global vs 25,5% Italia), marketing e advertising (21,3% media global vs 27,7% Italia), customer engagement e personalizzazione (21,1% media global vs 12,8% Italia), e supply chain, demand forecasting e inventory intelligence (20,6% media global vs 17% Italia). Infine, l’efficienza operativa e riduzione dei costi, citata dal 15,7% degli executive (17% Italia). Gli executive identificano due priorità per il 2026: guidare la crescita (35,7% media global, 38% Italia) e rafforzare la resilienza finanziaria (30,5% media global). La resilienza finanziaria è particolarmente sentita in India (40%), seguiti da Italia (38%) e Svizzera (32%). La sostenibilità rimane un elemento fondamentale: le innovazioni in materiali e produzione (22,6% media global, 18% Italia) rappresentano la seconda grande frontiera del cambiamento nei prossimi cinque anni. Gli executive, in particolare in Francia (30%), Spagna (30%) e India (30%), immaginano una fase di “conscious luxury” fondata su materiali a basso impatto, tessuti bio-fabbricati, metalli riciclati e micro-produzione on-demand. Per categoria, le aspettative più alte di innovazione in materiali e produzione si registrano in Apparel (27,0%), Watches (28,1%) e Jewelry (27,0%)
