Il Presidente degli Stati Uniti Sembra Quasi Essere in Guerra con un Suo Stato
Il Minnesota e Trump
Lo stato statunitense del Minnesota viene considerato da decenni una roccaforte del partito democratico. Sin dal 1976, lo stato ha infatti votato ininterrottamente per i candidati presidenziali democratici ed è sempre stata governata dai membri di questo partito.
Non sorprende quindi che Donald Trump sembra avere un pessimo rapporto con il Minnesota e la sua leadership politica. L’attuale presidente degli Stati Uniti è stato infatti sconfitto in questo stato in tutte e tre le elezioni presidenziali di cui ha fatto parte (2016, 2020 e 2024), ma ogni volta ha dichiarato che la sua sconfitta era stata dovuta ad inesistenti brogli elettorali.
Nel maggio del 2020, lo stato era stato anche teatro di violenti scontri tra le forze federali e vari gruppi di dimostranti a seguito della morte di George Floyd. Secondo diversi testimoni e la successiva autopsia, Floyd era morto a causa dell’eccessiva violenza esercitata da due poliziotti durante il suo arresto.
L’ennesimo caso di brutalità da parte della polizia americana aveva quindi innescato una serie di proteste, anche violente, che ben presto si erano diffuse per tutti gli Stati Uniti. In quell’occasione, Trump ordinò peraltro l’utilizzo di gas lacrimogeno contro vari dimostranti a Washington.
La morte di Floyd, assieme alla reazione violenta di Trump contro le proteste, vengono generalmente considerati due dei motivi principali per cui Trump perse le elezioni presidenziali del 2020.
Il Minnesota è anche lo stato da dove provengono due dei principali critici politici di Donald Trump. La prima è Ilhan Omar, membro della Camera dei Rappresentanti Statunitensi di origini somale. Omar si è distinta più volte per la sua opposizione alle politiche di Trump, denunciando più volte la sua corruzione e apparente miopia.
Il secondo è il governatore del Minnesota Tim Walz. Nel 2024, Walz era stato scelto come compagno di corsa della candidata democratica Kamala Harris e si era distinto per aver definito apertamente “strani” Trump ed i suoi sostenitori.
Nel corso della campagna elettorale del 2024, Trump aveva quindi iniziato ad attaccare senza sosta il Minnesota. Senza alcuna prova, Trump accusò Omar di essere un’immigrata illegale e di aver sposato un parente per ottenere la cittadinanza americana.
Allo stesso tempo, Trump ha più volte attaccato gli immigrati somali, definendoli “spazzatura”. Secondo Trump, inoltre, Walz stava cospirando con i membri di questa comunità per rubare al governo americano molti fondi federali.
La violenta retorica di Trump contro il Minnesota non si placò neppure dopo la sua vittoria nelle elezioni presidenziali del 2024.
La violenza crescente in Minnesota
Il 14 giugno 2025, un terrorista di estrema destra uccide Melissa Hortman, rappresentante della Camera del Minnesota, e ferì gravemente il senatore dello stato John Hoffman. Secondo le successive indagini, il terrorista aveva preparato una lista di politici del Minnesota da eliminare in quanto membri del partito democratico e critici di Donald Trump.
Da parte sua, Trump si rifiuta di denunciare quanto successo o di abbassare la bandiera americana di fronte alla Casa Bianca a mezz’asta in segno di lutto. Al contrario, Trump e i suoi sostenitori dichiarano falsamente che la morte di Hortman era stata ordinata da Walz per coprire i suoi traffici illeciti con la comunità somala locale.
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Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, Trump è ripartito all’attacco contro il Minnesota. Nel 2025, lo youtuber Nick Shirley rilascia una serie di video in cui dichiara di aver scoperto una truffa multimilionaria in Minnesota. Secondo Shirley, diversi asili nido gestiti dalla locale comunità somala sono vuoti e sono stati usati per sottrarre fondi federali al governo americano. La principale prova di Shirley è che non gli era stato permesso di entrare con la sua telecamera dentro a vari asili nido.
In realtà, la truffa era già stata scoperta dalle autorità statali del Minnesota nel 2022 e il coinvolgimento della comunità somala nella frode era quasi inesistente. Inoltre, Shirley aveva segretamente ricevuto informazioni e consigli da parte dei rivali politici repubblicani di Walz.
Nonostante la mancanza di prove, la Casa Bianca ha ordinato la sospensione dei fondi federali destinati per i programmi sociali del Minnesota. Inoltre, è stato ordinato il dispiegamento dell’ICE (agenzia responsabile per l’arresto di immigrati illegali) in tutto lo stato.
L’arrivo dell’ICE
Già prima del dispiegamento di massa in Minnesota, Trump era stato criticato per la sua gestione dell’ICE. Il Presidente ne aveva aumentato i fondi, ma allo stesso tempo aveva permesso che fossero reclutati estremisti di estrema destra privi di qualsiasi addestramento.
Queste critiche sono solo aumentate dopo l’arrivo degli agenti ICE in Minneapolis e altre città del Minnesota. Secondo le diverse testimonianze raccolte, gli agenti dell’ICE stanno arrestando e abusando cittadini americani senza alcuna motivazione, inclusi bambini.
Nelle ultime settimane, agenti dell’ICE sono stati anche responsabili della morte di due cittadini americani, Renée Good ed Alex Pretti. In entrambi i casi, ci sono numerosi filmati e testimonianze oculari che contraddicono la versione ufficiale fornita dagli agenti dell’ICE responsabili di questi morti.
Nel caso di Renée Good, gli agenti dell’ICE hanno dichiarato che hanno dovuto spararle quando ha tentato di colpirli con la loro macchina. Tuttavia, tutti i video dell’evento dimostrano che la vittima è stata avvicinata da un agente dell’ICE e uccisa mentre stava spostando la macchina nella direzione opposta agli agenti federali.
Inoltre, altri video e la successiva autopsia hanno dimostrato che Renée poteva essere salvata, ma gli agenti dell’ICE hanno impedito l’arrivo dei soccorsi.
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Alex Preti sarebbe invece stato aggredito da sei agenti dell’ICE mentre stava riprendendo le loro attività. Gli agenti dell’ICE lo avrebbero gettato a terra e gli avrebbero sparato contro dieci volte. Anche in questo caso, gli agenti hanno dichiarato che si stavano difendendo, ma i video dimostrano che avevano già portato via la pistola da Pretti prima di aggredirlo.
Nonostante le prove contro gli agenti dell’ICE, la Casa Bianca non sembra intenzionata a sospendere le sue operazioni anti-immigranti in Minnesota. Il Dipartimento di Giustizia ha rifiutato di investigare riguardo la morte di Preti e Good, anzi ha ordinato di indagare sul passato della vedova di quest’ultima.
Allo stesso tempo, è stato impedito alle autorità del Minnesota di indagare su quanto successo o addirittura di raccogliere indizi o testimonianze sulle due sparatorie.
Nel frattempo, Trump e i suoi alleati hanno ribadito che gli agenti dell’ICE hanno la piena immunità penale mentre svolgono le loro funzioni. A tale scopo, sarebbero stati anche autorizzati a fare irruzione in proprietà private (incluse case) anche senza mandato.
La procuratrice generale Pam Bondi ha poi scritto a Walz intimandogli di consegnare al dipartimento di giustizia le informazioni private dei vari elettori presenti in Minnesota, altrimenti le operazioni dell’ICE andranno avanti in questo modo.
Dentro e fuori il Minnesota

Foto di Proulain per pixabay
La morte di Good e Pretti, assieme agli abusi quotidiani da parte degli agenti ICE, sta spingendo sempre più cittadini del Minnesota e degli stati confinanti a scendere in strada per protestare contro Trump. Allo stesso tempo, Tim Walz ha chiesto a Trump di rimuovere gli agenti dell’ICE dal suo stato e ordinato il dispiegamento della Guardia Nazionale del Minnesota per evitare ulteriori incidenti.
Il sindaco di Minneapolis Jacob Frey è stato invece ancora più diretto, intimando agli agenti federali di andarsene dalla sua città in quanto non stanno facendo altro che causare incidenti violenti. Forse anche per questo motivo, la Casa Bianca ha accusato i due politici e i loro collaboratori di stare ostacolando le indagini federali riguardo l’immigrazione illegale e di essere responsabili delle recenti proteste.
A Washington, nel frattempo, cresce il numero di politici democratici che esigono indagini su quanto sta succedendo in Minnesota o addirittura vogliono che l’ICE venga abolita (anche se sette democratici hanno recentemente votato a favore dei pagamenti destinati agli agenti di questa agenzia).
Chuck Schumer, leader dei democratici in Senato, è pronto a bloccare qualsiasi proposta per le spese pubbliche di Trump che includa i finanziamenti riservati all’ICE. Se Schumer è disposto ad eseguire questa sua minaccia, un nuovo shutdown del governo americano sembra ormai inevitabile.
Trump sembra stare facendo un passo indietro. Greg Bovino, dirigente della US border Patrol e capo delle operazioni dell’ICE a Minneapolis, è stato infatti recentemente rimosso dal suo incarico. Tuttavia, i critici pensano che Bovino sia solo un capro espiatorio sacrificato per coprire le colpe di Trump e del suo governo,
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