Da Belgrado a Bangkok, l’Italia che esporta creatività
Per il 2026 il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha scelto Belgrado, Houston e Bangkok come Capitali della Creatività Italiana nel Mondo.
Tre città lontane tra loro, ma unite da un obiettivo comune: trasformarsi in palcoscenici diffusi della cultura italiana contemporanea.
Non una semplice vetrina, ma un progetto che racconta l’Italia che crea, sperimenta e dialoga. Dal design alla moda, dalla musica alla tecnologia, la creatività diventa linguaggio universale e strumento di relazione con il mondo.
Letture consigliate:
La Cucina Italiana Patrimonio Culturale Unesco
Martin Luther King: l’eredita’ perduta
Tre città, tre narrazioni
A Belgrado prende forma il progetto Play with It, pensato come un laboratorio di creatività in vista di Expo Belgrado 2027. Il filo conduttore è il gioco, inteso come linguaggio culturale capace di unire design, moda, musica e innovazione tecnologica. Un percorso che guarda al futuro senza dimenticare il valore simbolico della cultura come spazio di incontro.
A Houston, cuore della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica negli Stati Uniti, l’Italia dialoga con il mondo della scienza, dell’ingegneria e delle nuove frontiere creative. Qui la cultura incontra l’industria e la ricerca, mostrando un volto italiano spesso meno raccontato ma sempre più centrale.
A Bangkok, invece, il focus si sposta su artigianato, enogastronomia e arte contemporanea. Un racconto che intercetta la crescente domanda asiatica di qualità, stile di vita e saper fare italiano, valorizzando tradizione e creatività come elementi inseparabili.
Cultura come diplomazia soft
Le Capitali della Creatività rientrano in una strategia più ampia di diplomazia culturale. Il Ministero della Cultura ha stanziato quasi 20 milioni di euro nel triennio 2025–2027 per sostenere 64 progetti dedicati alla promozione di lingua, arte, musica e patrimonio italiano all’estero.
Mostre, festival, residenze artistiche e progetti educativi diventano così strumenti concreti per costruire relazioni durature, superare stereotipi e rafforzare l’identità italiana nel mondo. La cultura non come ornamento, ma come leva politica e sociale.
Letture consigliate:
L’ultimo Viaggio del Tram di Calcutta
Terra: perche’ e’ difficile sentirsi cittadini del mondo
Napoli capitale europea della sport 2026
Il ruolo degli Istituti Italiani di Cultura
In questo scenario, gli Istituti Italiani di Cultura assumono un ruolo centrale. Sono loro gli hub locali della creatività italiana: coordinano eventi, corsi di lingua, incontri con autori, collaborazioni con università, musei e teatri.
Un lavoro silenzioso ma decisivo, che permette di raccontare non singoli eventi isolati, ma un vero ecosistema culturale italiano globale, fatto di artisti, ricercatori, imprese creative e pubblici diversi che si incontrano e si riconoscono.
Per l’Italia, e per chi la vive anche da lontano, è un modo concreto di restare presente nel mondo. Con idee, visioni e storie che parlano più forte di qualsiasi slogan.
Per un’informazione completa
Consulta anche gli articoli pubblicati su:
