Nella vita reale, il maestro della cardiologia conferma che un LDL più basso è meglio
IA Ph
I Congressi Medici sono occasioni di incontro e aggiornamento culturale ma anche di confidenze tra i partecipanti, su quanto delle scoperte scientifiche, si può realmente applicare nella vita reale.
Spesso ho avuto il privilegio di stare in prima fila con l’emerito prof. Paolo Rizzon, fondatore dell’Istituto di Malattie Cardiovascolari dell’Università di Bari e riconosciuto maestro della cardiologia italiana e con il clinico medico prof. Sabbà, ordinario di Clinica Medica dell’Università di Bari (insieme nella foto).
Qualche anno fa, parlando di Colesterolo, il professor Rizzon chiedeva del mio LDL, che con un valore di 73 mg/dl (normale 30-150) ritenevo fosse eccezionale, ma con mia sorpresa il professore si mostrava perplesso, essendo come poi mi disse, d’accordo con chi sosteneva che per LDL Colesterolo vale il concetto: “lower is better” (più basso è meglio).
Da allora sempre più esperti condividono questo concetto, il Prof. Antonio Moschetta nel suo successo editoriale “ Il tuo Metabolismo” sostiene: […] è noto a tutti che più basso è il colesterolo LDL, volgarmente detto «colesterolo cattivo», più si è protetti da malattie cardiovascolari.
La prof.ssa Patrizia Suppressa, insostituibile riferimento scientifico per l’assetto lipidico, in tanti Congressi Medici sulle Malattie Cardiovascolari, ci conferma l’importanza di un focus sul colesterolo LDL, definito fattore “causale” della patologia cardiovascolare pertanto meritevole di raggiungere valori anche molto bassi, inoltre i vari target stabiliti dalle recenti linee guida oggi possono essere raggiunti, soprattutto nei pazienti ad altissimo rischio cardiovascolare, grazie alla disponibilità di terapie di combinazione che vedono le statine ad alta intensità e l’ezetimibe e laddove necessario anche l’aggiunta di acido bempedoico in triplice terapia.
Dagli USA invece il prof. Greger dichiara e si chiede: le persone con mutazioni genetiche che determinano un colesterolo LDL di 30 mg/dL vivono una vita eccezionalmente lunga, possiamo replicare questo effetto con i farmaci? I dati estrapolati da ampi studi clinici sull’uso di statine per abbassare il colesterolo suggeriscono, che l’incidenza di eventi cardiovascolari come l’infarto si avvicinerebbe allo zero se il colesterolo LDL potesse essere ridotto al di sotto dei 60 mg/dL e intorno ai 30 mg/dL per la prevenzione di un secondo evento cardiovascolare. Ma un valore più basso è davvero meglio? Ed è davvero sicuro avere livelli di colesterolo LDL così bassi? Agli esperti una risposta definitiva.
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