L’ultimo rapporto ufficiale dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) porta alla luce un fenomeno che, nonostante qualche lieve oscillazione, resta profondo e radicato nel tessuto sociale italiano.

Secondo i dati più recenti relativi al 2024, oltre 2,2 milioni di famiglie — pari all’8,4% delle famiglie residenti — vivono in condizioni di povertà assoluta. In termini di individui, ciò riguarda circa 5,7 milioni di persone, pari a quasi il 9,8% della popolazione italiana.

La povertà assume forme diverse:

Tra i minori (under 18), l’incidenza della povertà assoluta raggiunge circa il 13,8%, il valore più alto mai registrato nella serie storica recente.

I dati mostrano anche forti disuguaglianze tra famiglie italiane e famiglie con almeno un componente straniero, con quest’ultime molto più esposte alla povertà assoluta.

Sempre secondo Istat, più di 11,1 milioni di persone — oltre il 18% della popolazione — risultano a rischio di povertà (reddito inferiore al 60% del reddito mediano), pur non essendo in povertà assoluta.

La risposta della società civile: Caritas Italiana

Di fronte allo scenario descritto, Caritas Italiana è una delle principali organizzazioni impegnate quotidianamente nel contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. I dati del suo ultimo Rapporto nazionale sulla povertà 2025 sottolineano come:

Nel 2024, i Centri di Ascolto e servizi Caritas hanno seguito circa 277.775 nuclei familiari, numeri in crescita rispetto agli anni precedenti.

L’aumento delle persone assistite dalla Caritas negli ultimi dieci anni supera il 60%, segno di una domanda di aiuto sempre più alta.

Tra gli assistiti, quasi un quarto dichiarano di avere un lavoro, ma questo non è sufficiente per uscire dalla povertà, evidenziando il fenomeno del “lavoro povero”.

La Caritas sottolinea come la povertà sia multidimensionale: non solo mancanza di reddito, ma anche isolamento sociale, fragilità relazionale e difficoltà d’accesso ai servizi di base.

Le attività di Caritas spaziano dall’accoglienza e ascolto nei centri di diocesi alla fornitura di beni essenziali, alla mediazione sociale e alla costruzione di percorsi di inclusione socio-lavorativa.

La Croce Rossa Italiana in prima linea

Anche la Croce Rossa Italiana è fortemente attiva sul fronte della povertà, con interventi diffusi su tutto il territorio nazionale.

Il suo impegno include:

Sostegno alimentare tramite distribuzione di pasti caldi e pacchi alimentari, sia attraverso Unità di Strada per le persone senza dimora, sia tramite mense e punti di distribuzione locali.

Supporto sociale personalizzato, con sportelli di orientamento e inclusione che aiutano persone e famiglie fragili ad accedere ai servizi del territorio e a progettare percorsi di autonomia.

Collaborazioni con enti, aziende e iniziative territoriali per recuperare eccedenze alimentari e ridistribuirle a chi vive in condizioni di difficoltà.

Progetti specifici di inclusione sociale e lavorativa, da attività di ascolto a orientamento verso percorsi di inserimento.

Nel complesso, la Croce Rossa Italiana ha garantito nel corso del 2024 centinaia di migliaia di pasti e pacchi alimentari alle famiglie in difficoltà, e ha offerto supporto specializzato a decine di migliaia di persone attraverso i suoi sportelli sociali.

Conclusioni: una sfida nazionale

I dati ufficiali mostrano che quasi 1 italiano su 10 vive in condizioni di povertà assoluta e che il rischio di povertà riguarda quote ancora maggiori della popolazione.

Da anni, organizzazioni come Caritas e Croce Rossa rappresentano una risposta concreta e capillare, ma la portata del fenomeno richiede azioni coordinate tra istituzioni, società civile e imprese, orientate non solo alla gestione dell’emergenza, ma alla prevenzione e all’inclusione delle persone vulnerabili. Questa duplice strategia è fondamentale perché la povertà non venga soltanto “alleviata” ma effettivamente contrastata alla radice.

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